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Digital Health: cos’è e quali applicazioni permettono di indirizzare la sanità verso una nuova normalità

Cosa si intende per Digital Health, come affrontare e costruire un ritorno alla normalità nell’ambito sanitario, il ruolo di piattaforme in grado di aumentare la sicurezza dei cittadini e la qualità del lavoro e delle informazioni a disposizione del personale medico

Pubblicato il 14 Set 2021

Digital Health

Tra i molteplici interventi attesi dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) c’è quello chiamato Missione 6 Salute che prevede lo stanziamento di 15,63 miliardi di euro per la Digital Health. Più in dettaglio, tale intervento indirizza 8,63 miliardi di euro all’innovazione e alla ricerca per la digitalizzazione del servizio sanitario nazionale e i restanti 7 miliardi alla creazione di reti di prossimità, strutture intermedie (Ospedali di Comunità) e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale.

Cifre rilevanti, che mettono in risalto il valore e il ruolo della Digital Health per la società odierna. Ma oggi quando si parla di sanità digitale di preciso cosa si intende?

Digital Health, tecnologia al servizio della salute

Digital Health è un termine che si riferisce a un’ampia gamma di tecnologie che possono essere utilizzate per curare i pazienti e raccogliere e condividere le informazioni sulla loro salute. Tali tecnologie comprendono applicazioni mobili, dispositivi indossabili, telemedicina, big data, robotica e intelligenza artificiale. Tradotto in termini pratici, Digital Health significa cartelle cliniche elettroniche, aderenza alla terapia via smartphone, ricette elettroniche, interfacce vocali, ospedali senza carta e così via. Gli esempi sono innumerevoli e tutti indirizzati ad aumentare la capacità di diagnosticare con precisione le malattie e di fornire assistenza e cure adeguate all’individuo.

Sanità digitale in rapida crescita con il Covid-19

Con la veloce diffusione del Covid-19 in tutto il mondo, si è creata una necessità di assistenza sanitaria immediata e accessibile. Questo ha portato a un’impennata nell’uso delle tecnologie per la salute digitale, con un impatto sulla crescita del settore. Inoltre, il gran numero di casi e la necessità di tracciare gli effetti a lungo termine dei vaccini ha spinto la domanda di soluzioni di Electronic Health Record (EHR, la versione digitale della cartella clinica cartacea, ma aggiornata in tempo reale) e di analitica sanitaria. Questo, secondo i dati di Global Market Insight, nel 2020 ha portato il mercato della Digital Health a raggiungere quasi 142 miliardi di dollari. E tra il 2021 e il 2027 si dovrebbe avere una crescita annua di oltre il 17,4%, arrivando così a sfiorare il 470 miliardi di dollari fra sei anni. Secondo la società di ricerca, l’incremento del mercato va attribuito alla crescente popolarità dell’informatica sanitaria che ha portato molte istituzioni private e pubbliche ad accelerare i loro processi di digitalizzazione e in alcuni casi, soprattutto negli Stati Uniti, ad averli già completati.

Superare la pandemia con l’HealtTech

Le organizzazioni sanitarie sono ancora alle prese con la risposta alla pandemia da coronavirus e stanno continuamente adattando le loro operation per soddisfare al meglio i fabbisogni che nascono con il progredire del Covid-19. Tuttavia, nonostante si trovino a gestire incertezze economiche, normative e sociali, devono anche prepararsi per il futuro dell’assistenza. Come potrebbe essere il panorama post-Covid-19? In che modo i sistemi sanitari potrebbero affrontare una serie di possibili sfide? Quali opportunità potrebbero rivoluzionare la cura? Gli operatori sanitari devono riuscire a capire come l’information technology li può aiutare ad affrontare le sfide e le opportunità della “nuova normalità” e quindi definire chiaramente le possibili evoluzioni della loro funzione nell’ambito Digital Health.

Un aspetto importante su cui si dovrebbe concentrare la nuova agenda per la salute digitale è come mettere in pratica le lezioni apprese nella gestione della crisi per creare una migliore esperienza per il paziente. La pandemia ha aumentato la dipendenza dei consumatori dalle tecnologie digitali per molte delle loro attività, come lavoro, acquisti o spesa settimanale. Le persone si aspettano che le loro esperienze di Digital Health siano ugualmente efficaci e di immediato utilizzo.

HealthTech come porta di accesso digitale al sistema sanitario

Per soddisfare queste aspettative, i sistemi sanitari dovranno incrementare gli sforzi e realizzare una “porta d’accesso digitale” che consenta a qualsiasi paziente di navigare facilmente nel sistema sanitario, potendo gestire le interazioni di routine, come fissare un appuntamento, pagare un ticket, trovare un medico, avere risposte concrete a domande sulla salute. È pur vero che il sistema sanitario pubblico e molte istituzioni private offrono già diverse di queste caratteristiche, ma attraverso portali con interfacce non sempre chiare per tutti i pazienti, con prestazioni rivedibili e, in certi casi, con disponibilità di accesso solo durante alcune ore dei giorni feriali. È necessario migliorare.

Durante la pandemia, molti sistemi sanitari hanno evidenziato carenze nelle loro capacità di analisi. La qualità dei dati non era uniforme, le analisi impiegavano troppo tempo e i modelli predittivi non erano sufficientemente completi. Non solo. Dirigenti e medici erano spesso scarsamente formati nell’uso dei dati. Per adeguarsi alla nuova normalità, tramite la tecnologia sarà necessario predisporre infrastrutture di rete solide, dinamiche e sicure, avere una gestione più efficace dei big data che si raccolgono all’interno di una struttura sanitaria, potendo avvalersi di intelligenza artificiale e machine learning per avere analisi più rapide e anche modelli predittivi che forniscano chiare indicazioni per le decisioni da prendere.

Assistenza sanitaria a distanza grazie alla telemedicina

Uno dei punti focali della Digital Health della nuova normalità sarà sicuramente la telemedicina, il cui valore, di nuovo, è stato messo in evidenza dalla pandemia. È però interessante notare che la tecnologia esisteva anche nel periodo pre-Covid 19, ma in molti casi non la si sfruttava appieno perché c’era ancora scetticismo, non si credeva potesse davvero fornire un’assistenza efficace e di qualità. La pressione e la spinta esercitata dalle esigenze imposte dal coronavirus hanno invece dimostrato che la telemedicina dovrebbe essere parte integrante della fornitura di cure, quale modo efficace e sicuro per trattare i pazienti e contenere la diffusione delle infezioni negli ospedali. Ancora più importante, offre la possibilità di effettuare visite, cure o terapie in tempi rapidi in luoghi distanti dagli ospedali o difficilmente raggiungibili.

Così già diverse strutture sanitarie hanno iniziato a investire di più per aumentare le capacità di visita virtuale e telemedicina, abilitandole con l’intelligenza artificiale, integrandosi con dispositivi di monitoraggio domiciliari e point-of-care e cercando piattaforme virtuali di coinvolgimento dei pazienti.

Dall’HealthTech una risposta a 360° alle esigenze dei cittadini

Affinché l’assistenza virtuale possa entrare a far parte della nuova normalità, i sistemi sanitari dovranno costruire un legame solido e permanente tra strutture e processi organizzativi, finanziari e clinici. Il sistema sanitario dovrà effettuare gli adattamenti necessari in modo che si possa integrare la tecnologia di telemedicina con il fascicolo sanitario elettronico, definire protocolli clinici per adeguate visite di telemedicina, ottenere rimborsi per le visite e rinnovare i processi di pratica ospedaliera e medica per supportare la telemedicina (per esempio, come dovrebbero funzionare le sale d’attesa virtuali per la telemedicina? E le visite come dovrebbero essere gestite?). C’è sicuramente molto da fare perché l’assistenza a distanza diventi una pratica quotidiana, ma è un tassello fondamentale della Digital Health. E ora che la strada è stata imboccata e non si può tornare indietro.

Cybersecurity e sanità, connubio inscindibile

La trasformazione digitale nella sanità è una priorità. C’è però anche il rovescio della medaglia. Se da una parte i big data e la capacità di elaborarli sono il punto di forza della Digital Health, dall’altra la cybersecurity e la privacy di tali dati sono i rischi maggiori.

A causa della natura riservata dei dati sanitari, un efficace risk management può fare la differenza tra la vita e la morte. In un periodo in cui il settore sanitario sta subendo una rapida trasformazione tecnologica, la riservatezza dei dati dei pazienti è più problematica e quindi la capacità di gestire adeguatamente il rischio è fondamentale. Gli obiettivi che andrebbero anzitutto perseguito sono tre.

  1. Salvaguardare i dati: va mantenuta l’integrità dei dati sensibili perché, se fossero gestiti in modo approssimativo, potrebbero diventare potenzialmente pericolosi per la vita di un paziente.
  2. Identificare le vulnerabilità: la sicurezza informatica è un fattore prioritario per le organizzazioni sanitarie e dovrebbe essere considerata una componente chiave di qualsiasi sistema di risk management. Molti esempi mostrano come la sanità si sia mostrata spesso troppo vulnerabile e i criminali informatici abbiano avuto vita facile. Soprattutto ora che si stanno sempre più adottando nuove tecnologie e si sta attraversando una trasformazione digitale, è obbligatorio avere in atto un piano per identificare e monitorare le vulnerabilità della rete.
  3. Garantire la continuità: in caso di attacco, la gestione del rischio sanitario aiuta le organizzazioni a tornare alle attività normali il più rapidamente possibile. Meglio quindi prendere tutte le precauzioni necessarie per essere pronti ad affrontare vari scenari possibili: in questo modo si contribuisce a garantire un veloce ripristino qualora si sia vittima di un attacco informatico.

Cybersecurity come componente fondamentale del risk management

Un aspetto da non sottovalutare è che le minacce alla sicurezza informatica possono nascere dal fatto che le organizzazioni sanitarie utilizzano sempre più i servizi di fornitori esterni per semplificare l’assistenza ai pazienti e ottimizzare l’efficienza operativa. È quindi probabile che questi fornitori abbiano accesso a informazioni sanitarie riservate, ma senza seguire gli stessi rigorosi controlli di sicurezza messi in atto dalla struttura sanitaria per la sua rete. Anche i fornitori andrebbero perciò inclusi all’interno delle strategie di risk management.

 

La sicurezza di un partner come Vodafone

Da quanto detto, emerge chiaramente come sia indispensabile per la Digital Health un’infrastruttura che garantisca che i dati siano protetti e al sicuro. Non solo. Dovrebbe fornire anche la necessaria copertura di Internet mobile ad alta velocità per consentire un utilizzo senza interruzioni della telemedicina su tutti i dispositivi.

Un’infrastruttura come quella che può offrire un partner come Vodafone Business. Si tratta infatti di un’infrastruttura flessibile studiata per agevolare la trasformazione digitale. Basata sulla Giga Network di Vodafone, che supporta il protocollo 5G e che prevede una connettività a livello mondiale tramite reti intelligenti, rende disponibile una serie di servizi gestiti che le permettono di adattarsi al meglio alle esigenze specifiche del settore sanitario. Tra questi servizi troviamo per esempio i Vodafone Analytics utili per ottenere precise informazioni sulle decisioni, e una puntuale Security Management, che prevede piattaforme sicure by design e la prevenzione e gestione delle minacce in modo da assicurare sempre il massimo livello di sicurezza.

Oltre la connettività con la Digital Health Platform Vodafone

Vodafone Business ha messo a punto anche alcuni servizi pensati in modo specifico per il settore della salute. Questi sono riuniti all’interno dell’offerta Digital Health Platform, telemedicina basata su una piattaforma multicanale con l’obiettivo di ottimizzare e automatizzare i processi di comunicazione in sanità. Tali servizi intendono fornire tra l’altro la soluzione a tre problematiche emerse durante la pandemia, ma hanno una valenza ben più ampia:

  • Screening oncologico – per migliorare gli indici di adesione alle campagne
  • Gestione delle campagne vaccinali – pensato per il Covid-19 ma valido per qualsiasi vaccino, permette di amministrare tutte le attività di gestionali e organizzative pre e post somministrazione relative a una campagna vaccinale
  • Monitoraggio da remoto dei pazienti: una telefonata automatica raccoglie i parametri rilevati e gestisce eventuali anomalie attivando avvisi automatici al team di cura. Gli operatori sanitari visualizzano i dati tramite un cruscotto web. Nel caso del Covid-19 si tratta di pazienti in isolamento domiciliare.

L’articolo è parte di un progetto di comunicazione editoriale che Agendadigitale.eu sta sviluppando con Vodafone

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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