frodi streaming

Quando l’IA ascolta se stessa, chi paga il conto agli artisti?



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Il caso Michael Smith apre un fronte cruciale per musica, piattaforme e diritto d’autore: l’uso combinato di IA generativa e bot per produrre ascolti artificiali, drenare royalty e alterare il funzionamento economico e culturale dello streaming

Pubblicato il 28 mag 2026

Marco Martorana

avvocato, studio legale Martorana, Presidente Assodata, DPO Certificato UNI 11697:2017

Zakaria Sichi

Avvocato praticante, ‎Studio Legale Martorana



Universal–Nvidia


L’analisi del primo caso giudiziario statunitense di frode massiva tramite IA e bot apre scenari inquietanti sulla tenuta del sistema delle royalty e sulla necessità di una riforma strutturale delle tutele per la creatività umana, tra distorsioni della concorrenza e nuove frontiere del crimine informatico.

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