innovazione bellica

Sciami di droni: la nuova arma che cambia la guerra



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Se dal conflitto tra Russia e Ucraina i droni si sono convertiti in strumenti di guerra standard ed efficaci sul campo, oggi si stanno ulteriormente evolvendo per diventare autonomi e unirsi in sciami con diversi livelli di sofisticazione. Anche questa volta è l’Ucraina il terreno da cui parte l’innovazione

Pubblicato il 8 apr 2026

Marco Santarelli

Analista investigativo su reti informative e sicurezza internazionale 



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Dallo scoppio della guerra in Ucraina, il settore tecnologico della difesa ha vissuto un’accelerazione senza precedenti. L’Ucraina ha mostrato un’incredibile capacità di adattare strumenti civili a scopi militari, rivoluzionando così la strategia e la logistica bellica.

Questo cambiamento, spinto dalla necessità di affrontare la minaccia russa, ha rappresentato un esempio innovativo per il resto del mondo.

Caccia, intelligence e armi in rete digitale, collegati attraverso comunicazioni satellitari e software personalizzati, sono stati realizzati da Kiev a costi ridottissimi e in tempi brevi.

Questa struttura di guerra ha consentito all’Ucraina di competere degnamente contro Mosca, in superiorità numerica e con artiglieria molto più pesante.


Verso gli sciami di droni: autonomia e coordinamento senza controllo centrale

Dall’esempio ucraino, i droni, quindi, sono diventati armi di guerra standard, e, attualmente, i più efficaci nel collezionare vittime nemiche sui campi di battaglia in Ucraina sono i piccoli quadricotteri. Con lo scoppio della guerra in Medio Oriente, anche l’Iran sta facendo largo uso di droni, in questo caso di dimensioni maggiori, sulle città, sugli aeroporti e sugli impianti petroliferi del Medio Oriente.

Il potenziale distruttivo di questi strumenti è alto, ma sono ancora molto dipendenti dall’intervento e dalla gestione umana, a partire da un minimo di sei persone per controllo e manutenzione di quelli di minori dimensioni. Per ovviare a questo enorme impiego di personale, si sta lavorando allo sviluppo di droni che possano essere controllati in maniera massiva da un singolo individuo o addirittura che siano capaci di dialogare e coordinarsi con gli strumenti vicini per colpire un unico bersaglio.

Il modello biologico degli sciami

Si tratta dei cosiddetti sciami di droni, che, sul modello degli sciami di animali, come quello degli stormi di uccelli o dei banchi di pesci, si muoveranno senza un coinvolgimento diretto di un cervello centrale e senza una programmazione preventiva per singolo strumento, ma attraverso una serie di regole che tutti seguiranno.

In questo modo, in campo militare, basterebbe un solo comandante di missione al controllo di uno sciame che esaminerebbe le informazioni di intelligence e prenderebbe decisioni sugli obiettivi da colpire.


I livelli di sofisticazione degli sciami: dal Brimstone al drone russo V2U

I più semplici sciami di droni in fase di sviluppo sono dotati di un sistema di risoluzione dei conflitti che garantisce che non si dirigano tutti in massa verso lo stesso obiettivo. Una versione di questo sistema è implementata nel missile anticarro britannico Brimstone, entrato in servizio più di 20 anni fa. Può essere lanciato in salve, con il primo missile che attacca l’obiettivo con la massima priorità, il secondo attacca quello con la priorità immediatamente inferiore e così via.

Un approccio simile è adottato dal drone d’attacco russo V2U, disponibile di colori diversi, così che per ogni colore vengano assegnati obiettivi di una determinata priorità. Se il drone di un colore che ha come obiettivo quello di seconda priorità vede che il drone di un altro colore, a cui è stato assegnato l’obiettivo di priorità massima, lo ha mancato, può subentrare nel compito. Il rischio è, però, che se un drone perde di vista il suo predecessore, salti la fila, trascinando con sé i suoi seguaci.


La forza tecnologica ucraina: Pasika, Swarmer e The Fourth Law

I lavori più innovativi sui droni si stanno svolgendo in Ucraina e nel febbraio 2025 Mykhailo Fedorov, allora ministro della Trasformazione Digitale, ora ministro della Difesa, ha annunciato che una dozzina di aziende ucraine stavano lavorando su sciami di droni e che il primo sarebbe dovuto entrare in servizio entro la fine dell’anno. Diversi fornitori ucraini stanno già implementando sistemi di sciami su piccola scala.

Il sistema chiamato Pasika, sviluppato dall’azienda con sede a Leopoli, in Ucraina, Sine Engineering, è capace di gestire autonomamente le comunicazioni, la navigazione e la pianificazione di una rotta di volo di un drone in visione in prima persona (FPV). Pasika permette, così, ai droni di trovare da soli la strada verso un’area predefinita e di orbitare lì, comunicando tra loro via radio, fino a quando non ricevono l’ordine di colpire gli obiettivi identificati dall’operatore.

Swarmer, un’altra azienda ucraina, ha sviluppato un mini-sciame composto da un ricognitore e due bombardieri controllati da un unico operatore: l’obiettivo viene individuato dall’operatore tramite il ricognitore e i bombardieri lo attaccano automaticamente.

Gli sciami testati sono composti da un massimo di 25 droni. Un’altra società ucraina, The Fourth Law, sta puntando a dotare i suoi droni di bombardamento autonomo, rilevamento e identificazione dei bersagli, navigazione senza GPS e decollo e atterraggio autonomi. In questo modo, lo sciame di droni sarà in grado di portare a termine in quasi totale autonomia, con una supervisione umana minima, un’intera missione.


La concorrenza mondiale: da Israele ad Auterion

Le Forze di Difesa Israeliane hanno utilizzato il primo sciame di droni da combattimento a Gaza già nel 2021 per rintracciare i gruppi di Hamas che lanciavano razzi, anche se non è noto il sistema di comunicazione utilizzato tra loro. Attualmente Auterion, con sede in America, che ha fornito all’Ucraina decine di migliaia dei suoi kit d’attacco Skynode, rappresenta una forte concorrenza ai produttori ucraini. Questi, grazie all’intelligenza artificiale, riescono a navigare in autonomia, ad agganciare i bersagli e lo sciame.

Il software di sciamatura Nemyx di Auterion, che gira su Skynode, come dichiarato da Lorenz Meier, amministratore delegato di Auterion, permette ai droni di comunicare tra loro per attaccare gli obiettivi in ordine di priorità. Lo sciame è sincronizzato in modo tale che, se un drone viene perso, un altro ne rilevi automaticamente il bersaglio. Questa funzionalità potrebbe essere già in uso in Ucraina.


Le prospettive future: sciami maturi tra qualche anno, ma i 300-400 droni sono già realtà

Secondo quanto sostengono alcuni analisti ucraini, prima di avere sciami di droni maturi, composti da decine o centinaia di apparati, dovrà passare qualche anno, in quanto devono essere ancora potenziate le reti mesh che permettono la condivisione dei dati tra gruppi più grandi di droni. In realtà, lo scorso 13 marzo, come riporta The Economist, commentatori militari russi hanno descritto attacchi “massicci” effettuati con 300-400 droni ucraini su un fronte ristretto.

Pare che abbiano attaccato obiettivi fino a una profondità di 20 km e abbiano permesso una rapida avanzata delle truppe ucraine e un ruolo decisivo potrebbe essere attribuito agli sciami.

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