nuove norme

USA, è svolta sulle criptovalute. Quali impatti sull’Europa



Indirizzo copiato

Genius Act, Anti-CBDC Surveillance State Act e Clarity Act cambiano il quadro norme Usa sulle criptovalute. Ma con impatti sistemici, sul dollaro e sull’Europa. Ecco perché

Pubblicato il 21 lug 2025

Alberto Franco

Professore a Contratto di Diritto Tributario presso l’Università di Torino, Ph.D. Of Counsel, Genta & Cappa



AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti
criptovalute norme usa; MiCAR venerdì nero crypto; hot wallet cold wallet; cripto sostenibilità mercato crypto; banche criptovalute




Con l’esame di tre provvedimenti chiave, e soprattutto con l’approvazione del Genius Act nel corso della cosiddetta Crypto Week, il Congresso degli Stati Uniti sta indubbiamente gettando le fondamenta per un nuovo quadro normativo degli asset digitali, un quadro che si preannuncia molto diverso rispetto a quello adottato nell’Unione Europea.

Sembra che il mercato non abbia tardato ad accorgersi che le implicazioni di questa svolta sono profonde: Bitcoin ha superato i 120.000 dollari, le stablecoin ottengono un riconoscimento normativo federale, e la Federal Reserve viene bloccata nel suo percorso verso una CBDC (valuta digitale di banca centrale) – punto, quest’ultimo, che differenzia profondamente l’approccio dell’amministrazione USA da quello del Vecchio continente, come si vedrà meglio in seguito.

Nel prosieguo si darà un primo quadro delle norme esaminate dal Congresso nella settimana conclusasi il 19 luglio scorso, che alcuni commentatori hanno definito come una “settimana storica per il mondo delle criptovalute”[1] e si effettueranno alcune considerazioni anche riguardo agli impatti a livello europeo.

Il Genius Act: la regolamentazione delle stablecoin e gli obiettivi della politica USA

Il GENIUS Act (Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins), provvedimento che è stato definitivamente approvato dal Congresso e firmato dal Presidente Trump, è particolarmente importante perché introduce una cornice federale (e statale) chiara per l’emissione e la gestione delle stablecoin.

In particolare, questo provvedimento dispone che le categorie di soggetti che potranno emettere legalmente stablecoin ancorate al dollaro sono tre:

  • insured depository institutions, ovverosia intermediari bancari con tutela assicurativa sui depositi (tipicamente da parte della FDIC, Federal Deposit Insurance Corporation), o meglio “a subsidiary of an insured depository institution that has been approved to issue payment stablecoins under section 5”;
  • enti non bancari autorizzati a livello federale,
  • emittenti autorizzati da autorità statali.

I requisiti sono stringenti: le stablecoin dovranno essere coperte da riserve liquide (dollari, titoli del Tesoro a breve) “on an at least 1 to 1 basis”, pubblicare mensilmente la composizione delle riserve, e sottoporsi ad una puntuale vigilanza.


L’obiettivo dichiarato di questo set di norme è certamente quello di legittimare le stablecoin come strumenti affidabili, promuovendone l’adozione, ma soprattutto quello di rafforzare ulteriormente la posizione americana nell’industria finanziaria e il ruolo del dollaro nell’economia globale.

Il Clarity Act: la “sottile linea rossa” tra commodity e security trova regolamentazione


Il CLARITY Act (Digital Asset Market Clarity Act of 2025), approvato dalla Camera ma non ancora dal Senato, stabilisce un sistema articolato per distinguere tra token che sono strumenti finanziari, ovverosia security (soggetti alla vigilanza della SEC) e quelli che sono commodity (regolati dalla CFTC).

In particolare, la legge mira a risolvere per tutte il conflitto di competenze tra la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC), spostando parte della supervisione verso la CFTC (si prevede infatti che la CFTC avrà la giurisdizione esclusiva sui mercati spot delle commodity digitali come Bitcoin e simili, considerati “merci”) e promuovendo certezza normativa su una questione da sempre piuttosto controversa[2].

L’Anti-CBDC Surveillance State Act: no al “dollaro digitale”


Il provvedimento Anti-CBDC Surveillance State Act, anch’esso non ancora approvato dal Senato, promosso da un’ampia coalizione repubblicana, proibisce alla Federal Reserve di emettere una propria valuta digitale o testare forme digitali del dollaro che implichino il controllo diretto o indiretto dei cittadini.

Questo provvedimento preclude in particolare alla Fed:

  • l’emissione diretta o indiretta di una CBDC;
  • il mantenimento di un conto “digitale” per una persona fisica;
  • l’uso di CBDC per finalità di politica monetaria.

In parallelo, il testo tutela “valute digitali private, permissionless e protette” che mantengano le caratteristiche di anonimato proprie del contante fisico (le norme sopra menzionate infatti “may not be construed to prohibit any dollar-denominated currency that is open, permissionless, and private, and fully preserves the privacy protections of United States coins and physical currency”).

Norme criptovalute Usa: una nuova era per l’industria crypto americana (e mondiale), e l’impatto sul Vecchio continente

Molto probabilmente la Crypto Week apre davvero una nuova era per il settore crypto americano, e di conseguenza mondiale. Non disponendo della sfera di cristallo, è ovviamente complicato valutare quali saranno nel concreto gli impatti in futuro, ma è indubbio che la svolta impressa in questi ultimi mesi dall’amministrazione Trump in ambito crypto e blockchain sia radicale, e miri soprattutto a rafforzare il ruolo degli Stati Uniti – e in particolare del dollaro – nell’economia mondiale.

Questi provvedimenti nascono infatti con un fine ben preciso, che potremmo sintetizzare come il “lato crypto” del Make America Great Again: rafforzare il ruolo del dollaro come riserva di valore a livello mondiale e fare degli USA la “capitale mondiale” delle criptovalute.


Tutto questo viene realizzato attraverso una regolamentazione anche piuttosto stringente, ed anzi stupisce che qualche commentatore italiano abbia scritto addirittura di “deregolamentazione aggressiva” quando sono ben tre i provvedimenti approvati o in corso di approvazione.

Certo, questa normativa non mira esclusivamente a proteggere i consumatori, ma anche a non ostacolare il settore crypto. E questo probabilmente riesce meglio al provvedimento USA che non all’omologo europeo, il Regolamento MiCA.

Infatti, dopo l’adozione del Genius Act non si sono fatte attendere le reazioni – se non positive, quantomeno proattive – dei principali istituti bancari statunitensi: da Jamie Dimon di JP Morgan (benché tendenzialmente scettico sulle cripto-attività) a Jane Fraser (ceo di Citigroup) a Bryan Moynihan (ceo di Bank of America), tutti hanno confermato che intenderanno avere un ruolo da protagonista anche nel settore delle stablecoin, e che hanno in corso o stanno per intraprendere progetti relativi a questi criptoasset[3].

Basterebbe questa circostanza per spiegare la diversità rispetto all’impatto del Regolamento MiCA, che ha causato e continua a causare non pochi mal di testa agli operatori del settore. Basti pensare infatti che Tether, il principale emittente di stablecoin, ha espressamente scelto di non adeguarsi alla normativa MiCA (e la stablecoin USDT è stata quindi delistata dagli exchange europei)[4], mentre il ceo di Tether, l’italiano Paolo Ardoino, ha annunciato recentemente che si conformerà alle norme contenute nel provvedimento statunitense[5].

Tuttavia, il provvedimento dove probabilmente si vede maggiormente la differenza tra gli USA e l’approccio adottato dall’Unione Europea è l’Anti-CBDC Surveillance State Act, provvedimento in cui è chiaro il “no” ad un “dollaro digitale” gestito dalla FED. Infatti, l’UE si colloca all’opposto di questo approccio, dato che ha puntato e sta puntando molto sulla creazione di un “euro digitale” da parte della Banca Centrale Europea, seppur con i soliti tempi “europei”.

Infatti, il Regolamento europeo potrebbe arrivare auspicabilmente a inizio 2026, e serviranno poi almeno altri due anni per la distribuzione effettiva dell’euro digitale in tutta Europa – sempre “se l’UE è veloce”[6]. Mentre nel 2028, probabilmente, le stablecoin ancorate al dollaro e conformi al Genius Act saranno, come direbbero oltreoceano, alive and kicking.

Insomma, le istituzioni europee sembrano ancora una volta non rendersi pienamente conto dei tempi con cui si muove l’industria crypto mondiale – e questo non può che indurre dei dubbi sulla capacità del Vecchio continente di rimanere realmente competitivo in questo settore, tant’è vero che nel dibattito pubblico è già comparsa qualche autorevole perplessità[7].

Resta quindi da vedere se l’Unione Europea riuscirà a modificare il suo approccio per adeguarsi ad un settore che, sia a livello americano, sia a livello mondiale, sta letteralmente “correndo” e ha dei tempi incompatibili con quelli a cui ci hanno purtroppo abituato le istituzioni e la burocrazia europee. Vaste programme, direbbe De Gaulle.

Note

[1] V. Lops, Usa: varata la legge sulle stablecoin. Vittoria per le cripto, Il Sole 24 Ore, 19 luglio 2025, 1.

[2] L. Prosperi, Il “CLARITY Act of 2025” metterà finalmente fine al caos normativo sulle crypto?, Cryptonews.it, 30 maggio 2025

[3] F. Goria, Bitcoin Street, La Stampa, 21 luglio 2025, 25.

[4] M. Bussi, Tether delistata dalle borse UE, Milano Finanza, 30 gennaio 2025

[5] J. Hamilton, Tether CEO Says He’ll Comply With GENIUS to Come to U.S., Circle Says It’s Set Now, CoinDesk, 19 luglio 2025

[6] Cipollone, se l’Ue è veloce, ipotesi euro digitale a metà 2028, Ansa.it, 20 maggio 2025

[7] I. Bufacchi, Callery: «L’euro digitale va fatto in fretta, troppo tardi il lancio nel 2028», Il Sole 24 Ore, 28 giugno 2025

Partecipa alla community

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

People&Change

Tutti
CARRIERE
AI E LAVORO
COMPETENZE
Produttività e AI
AI IN AZIENDA
SCENARI
FORMAZIONE
CULTURA AZIENDALE
AI in azienda
Carriera
AI leadership
Leggi l'articolo Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
competenze
Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
Leggi l'articolo AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
scenari
AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
Leggi l'articolo Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
scenario
Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
Leggi l'articolo AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
l'analisi
AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
Leggi l'articolo Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
lo studio
Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
policy
Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
Leggi l'articolo AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
collaborazione uomo-ai
AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
Leggi l'articolo Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
la sentenza
Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Leggi l'articolo Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
competenze
Primo lavoro e carriera: le dinamiche invisibili che guidano il successo
Leggi l'articolo AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
scenari
AI e lavoro, chi beneficerà davvero del tempo risparmiato?
Leggi l'articolo Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
scenario
Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
Leggi l'articolo AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
l'analisi
AI e lavoro in Italia: perché la formazione non può aspettare
Leggi l'articolo Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
lo studio
Produttività e AI: il vantaggio cresce ai vertici, meno tra i dipendenti
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
policy
Shadow AI in azienda: come governare rischi, dati e sicurezza
Leggi l'articolo AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
collaborazione uomo-ai
AI e lavoro: i rischi di adottarla senza riprogettare i processi
Leggi l'articolo Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
la sentenza
Diritto a un call center umano: banco di prova per il futuro con l’AI
Leggi l'articolo Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
scenari
Shadow AI, vietarla non basta: il problema sono i processi aziendali
Leggi l'articolo Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
scenari
Longevità e lavoro: come riprogettare la propria carriera
Leggi l'articolo People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
lavoro e SOCIETÀ
People Pleaser sul lavoro: perché è difficile dire di no
Leggi l'articolo Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
imprese e formazione
Master MIA a Cremona, il modello ibrido per portare l’AI in azienda
Leggi l'articolo Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
competenze e lavoro
Skills contro job title: le competenze trasformano i team nell’era dell’AI
Leggi l'articolo Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
uso non approvato dell’AI
Shadow AI in azienda: rischi, controlli e strumenti di governance
Leggi l'articolo L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
risorse umane
L’AI accelera la conoscenza, non l’esperienza: il nuovo compito delle HR
Leggi l'articolo Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
la guida
Gestione del cambiamento nell’AI: strategie per un’adozione efficace
Leggi l'articolo Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
leader aumentato
Team ibridi, le regole per coordinare persone e agenti IA
Leggi l'articolo Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
scenari
Dimissioni e carriera: quando e come decidere di lasciare un lavoro
Leggi l'articolo AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
AI e organizzazioni
AI leadership, come cambiare la governance delle organizzazioni
Leggi l'articolo AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
Oltre l'AI Fatigue
AI in azienda, l’adozione si blocca senza una nuova leadership
0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x