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Chirurgia della spalla, come cambia con la navigazione chirurgica



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La protesi di spalla navigata rende più accurata la pianificazione e guida ogni fase dell’intervento. Il risultato nasce dall’integrazione tra ortopedia, radiologia e tecnologie digitali, con un modello multidisciplinare che migliora precisione, personalizzazione e gestione dei casi più complessi

Pubblicato il 17 apr 2026

Alfonso Manzotti

Direttore dell'Unità Operativa Complessa (UOC) di Ortopedia e Traumatologia presso l'Ospedale Luigi Sacco (ASST FBF-Sacco) di Milano



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La chirurgia protesica della spalla sta vivendo una fase di profonda evoluzione tecnologica e organizzativa. L’innovazione non riguarda soltanto i materiali e il design delle protesi, ma soprattutto il modo in cui le competenze vengono integrate.

La vera chirurgia di precisione nasce infatti dal lavoro coordinato di un’équipe multidisciplinare e dall’unione tra imaging avanzato, pianificazione digitale e navigazione intraoperatoria.

È in questo contesto che si inserisce l’introduzione, presso il nostro Ospedale, della protesi di spalla eseguita con tecnica navigata, una procedura di altissima precisione resa possibile dalla collaborazione strutturata tra l’équipe ortopedica e il servizio di radiologia.

Come la protesi di spalla navigata amplia l’esperienza già consolidata

La navigazione chirurgica è già una realtà consolidata nel nostro Ospedale per gli interventi di protesi all’anca e al ginocchio. In questi contesti, ha dimostrato di migliorare la precisione del posizionamento della protesi con risultati più anatomici e vantaggi funzionali nel tempo.

L’applicazione alla spalla rappresenta un passaggio ulteriore, reso più complesso dalle caratteristiche anatomiche di questo distretto articolare, che presenta grande variabilità morfologica e orientamenti tridimensionali difficili da valutare con la sola visione diretta. Proprio questa complessità ha richiesto un percorso di sviluppo condiviso tra diverse figure professionali, dalla fase di studio dei protocolli fino all’implementazione clinica.

Il ruolo della TAC nella protesi di spalla navigata

Il processo inizia prima dell’intervento, con una TAC preoperatoria con tecnica di acquisizione dedicata. La qualità dell’acquisizione radiologica è un elemento decisivo, perché costituisce la base informativa su cui si sviluppa l’intera pianificazione.

Il radiologo partecipa quindi attivamente al percorso, non solo come esecutore dell’esame ma come parte integrante del team, contribuendo alla correttezza del dataset anatomico e alla sua validazione.

Dalla ricostruzione tridimensionale al planning dell’impianto

Le immagini TAC vengono elaborate attraverso un software di pianificazione avanzata che consente la ricostruzione tridimensionale dell’anatomia del paziente. Su questo modello, l’équipe ortopedica può studiare in modo dettagliato la glena scapolare, valutare usure, deformità e difetti ossei e simulare il posizionamento dell’impianto.

La pianificazione preoperatoria diventa così un momento collegiale: chirurgo e specialisti del sistema di navigazione definiscono insieme parametri, dimensioni, orientamenti e strategie di fissaggio. L’intervento viene virtualmente progettato prima di essere eseguito, riducendo l’incertezza intraoperatoria.

In sala operatoria con la protesi di spalla navigata

La collaborazione continua in sala operatoria. Il sistema di navigazione utilizza tracker a infrarossi applicati alla spalla del paziente. Dopo la registrazione dei reperi anatomici, tramite il sistema di navigazione, il chirurgo può seguire in tempo reale il planning preoperatorio, verificando la corretta esecuzione di ogni passaggio, sia nella preparazione che nel posizionamento della componente scapolare della protesi.

Controllo dinamico durante i passaggi più delicati

Durante la preparazione dell’osso e il posizionamento della componente scapolare, il chirurgo può verificare su monitor angoli, profondità e orientamento rispetto al planning predefinito. Questo controllo dinamico aumenta l’accuratezza e la coerenza dell’esecuzione.

Il valore della tecnologia a supporto dell’esperienza clinica

Chiaramente, la tecnologia non sostituisce l’esperienza clinica, ma contribuisce a rafforzarla, offrendo un sistema oggettivo di verifica che supporta le decisioni intraoperatorie.

I benefici clinici della protesi di spalla navigata

I vantaggi di questa innovativa tecnologia sono molteplici: maggiore precisione del posizionamento, migliore ricostruzione della biomeccanica articolare, più elevata riproducibilità tecnica. La navigazione consente anche una predizione intraoperatoria del comportamento funzionale della protesi, permettendo aggiustamenti mirati prima dell’impianto definitivo. Questo approccio favorisce una chirurgia realmente personalizzata, costruita sull’anatomia del singolo paziente.

Quando la protesi di spalla navigata incontra la chirurgia di revisione

Il modello multidisciplinare si estende anche alla chirurgia di revisione, ambito in cui la complessità tecnica e clinica è ancora maggiore. Presso il nostro presidio è stato introdotto, tra i primi in Italia, un device a ultrasuoni per la rimozione delle protesi fallite, sia cementate sia non cementate.

La tecnologia ultrasonica consente di facilitare la separazione tra impianto e osso o cemento, riducendo il trauma meccanico e preservando il più possibile il tessuto residuo. Anche in questo caso il risultato dipende dall’integrazione tra competenze, in particolare di chirurghi esperti di revisione e specialisti delle infezioni osteo-articolari.

Un modello multidisciplinare per rendere la protesi di spalla navigata più efficace

La chirurgia ortopedica di precisione è quindi prima di tutto un modello organizzativo oltre che tecnologico. Significa mettere in rete competenze, condividere dati, standardizzare i passaggi critici e costruire percorsi comuni tra reparti e professionalità differenti.

La protesi di spalla navigata è un esempio concreto di questo approccio: un intervento che nasce dalla collaborazione multidisciplinare e che proprio nella sinergia tra specialisti trova la sua maggiore forza innovativa, con l’obiettivo di offrire ai pazienti risultati più affidabili, funzionali e duraturi nel tempo.

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