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il caso

Alternanza scuola lavoro, ecco il potere di un curricolo scolastico

di Fulvio Benussi, Docente di diritto ed economia, Liceo Carlo Tenca di Milano

12 Mag 2017

12 maggio 2017

L’alternanza scuola lavoro è scuola a tutti gli effetti, e perché sviluppi davvero il suo potenziale innovativo molto dipende dalla preparazione effettuata a scuola

Da due anni l’alternanza scuola lavoro (nel seguito ASL) è diventata esperienza generalizzata nella scuola secondaria superiore (200 ore nei licei e 400 ore negli ITIS e negli Istituti professionali). Un primo bilancio, quantitativo e in parte qualitativo, di questa innovazione è visionabile a questo link. In questo articolo proporremo alcune riflessioni e alcuni possibili punti d’attenzione che riteniamo utili nello sviluppo futuro dell’esperienza. Fin d’ora vogliamo comunque segnalare che la scelta di rendere obbligatoria l’ASL ha reso fruibile da tutti gli studenti tale esperienza che in caso passato tendeva a rimanere opportunità praticabile solo da pochi.

Premessa

L’alternanza scuola lavoro è scuola a tutti gli effetti, per questo non può che essere curriculare e obbligatoria e da ciò derivano una serie di conseguenze.

L’innovazione che ciò comporta svilupperà i suoi effetti via via che tale modalità formativa dall’attuale fase pionieristica biennale giungerà alla maturità, diventando prassi consolidata in cui sia le scuole sia i soggetti esterni coinvolti avranno appreso ad operare sinergicamente per migliorare la preparazione degli studenti. L’interesse, non solo della scuola, ma anche dei soggetti esterni, è testimoniato dal fatto che l’ospitare studenti in azienda è diventato pure elemento qualificante di promozione pubblicitaria[1]

L’esperienza di ASL

Per riflettere intorno all’esperienza può essere utile lo schema in figura 1 che scandisce le fasi attraversate dallo studente o dalla studentessa (nel seguito per non appesantire la lettura scriveremo solo: studente) durante l’ASL. [2]

La prima fase di apprendimento esperienziale l’abbiamo denominata inserimento. Per lo studente tirocinante essa può essere caratterizzata da differenti livello di motivazione: lo faccio perché ho condiviso l’apprezzamento per la nuova esperienza con amici e/o familiari (condivisione), lo faccio perché richiesto dalla scuola (dovere), lo faccio senza sapere il perché (mi lascio trascinare). Questi ultimi due casi aprono una serie di “urgenze formative” di attivazione della motivazione in capo alla scuola magari anche con una scelta mirata del soggetto esterno dove fare effettuare l’ASL. Anche il primo caso può generare la necessità di un intervento nel caso di non riscontro delle aspettative dello studente nell’abbinamento con il “soggetto esterno desiderato. Superata la fase di primo inserimento lo studente si troverà a scegliere il proprio livello di coinvolgimento emotivo nelle attività proposte dal soggetto esterno. Nella successiva fase lo studente si adatterà alle routine operative in cui sarà inserito nell’organizzazione ospitante. Poi, se avrà accettato di coinvolgersi e di partecipare potrà avvenire quel significativo apprendimento che l’introduzione dell’obbligo dell’ASL presuppone. Il coinvolgimento è fondamentale perché il processo abbia successo, una metafora della formazione afferma (citiamo testualmente) che si possono portare i cammelli fino alla fontana, ma è una loro libera scelta decidere se bere oppure farne a meno. La fase successiva dovrebbe, secondo lo schema che proponiamo, avere luogo a scuola. Qui dovrebbe innescarsi la fase di sviluppo ulteriore degli apprendimenti mediante percorsi di condivisione e metariflessione socializzata in classe dell’esperienza vissuta. Il ciclo viene poi reiterato nelle esperienze di ASL previste nei successivi anni scolastici.

In conclusione l’efficacia dell’esperienza di ASL, a nostro avviso, dipende dalla previa preparazione effettuata a scuola, dalla significatività dell’esperienza proposta dal soggetto esterno e dalla attività di riflessione successiva all’esperienza che la scuola effettua.

 

La valutazione dell’ASL

Per la valutazione dell’ASL suggeriamo di fare riferimento al paragrafo Valutazione degli apprendimenti a pag. 20 del documento di INDIRE.

Sicuramente l’ASL renderà possibile valutare alcune delle competenze di cittadinanza indicate nella Raccomandazione del Parlamento Europeo Parlamento Europeo e del Consiglio relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente[3] sulle quali è stato ultimamente proposta una consultazione in vista di una loro ridefinizione.

Nella tabella 1 sono riportati alcuni possibili ulteriori spunti per la valutazione liberamente tratti degli item utilizzati nella valutazione del CAS (Creativity, activity, service) nell’ambito dell’International Baccalaureate che è una scuola internazionale presente in 147 Paesi

 

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 Risultati di apprendimentoDescrizione
Dimostrare che le sfide che sono state intraprese ha favorito lo sviluppo di nuove competenze nel processo.

(potremmo tradurlo: imparare a imparare facendo)

Una nuova sfida potrebbe essere partecipare a un esperienza sconosciuta o un’ estensione di una già praticata.

Può essere verificato lo sviluppo di competenze attraverso nuove esperienze o attraverso una maggiore esperienza in un  area stabilita.

Mostrate come avviare e pianificare un’esperienza.Gli studenti possono mostrare la loro conoscenza e l’acquisita consapevolezza collaborando alla co-progettazione del piano formativo di una loro prossima esperienza di ASL
Mostrare impegno e alla perseveranzaGli studenti dimostrano la regolare di coinvolgimento e di  impegno attivo nell’ASL

 

Dimostrare le capacità di riconoscere i vantaggi di lavorare in maniera collaborativa.Gli studenti sono in grado di identificare, dimostrare e discutere criticamente i vantaggi e le sfide della collaborazione maturata attraverso esperienze di ASL.
Tabella 1

 

Circuiti virtuosi di percorsi curricolari con l’ASL

Un primo circolo virtuoso di cui già si intravede la realizzazione nelle esperienze maturate in questi primi due anni di ASL è schematizzato in figura 2.

 

 

Lo schema proposto indica che l’ASL consente ai ragazzi di mettere in relazione e confrontare due ambienti di apprendimento: quello scolastico di cui hanno una consolidata esperienza e quello dell’organizzazione esterna ospitante. Segnalo qui che il dinamismo culturale delle Knowledge enterprise anche se legato allo sviluppo del Know-how è sicuramente notevole. Starà alla scuola confrontarsi e valutare se il Know-that oggi proposto agli studenti vada rivisto, contestualizzato o potenziato.

Il secondo circolo virtuoso che crediamo auspicabile si attivi è riportato in figura 3.

 

Accompagnare con percorsi formativi ad hoc i percorsi di ASL, co-progettare il patto formativo con i soggetti esterni[4], rendicontare l’esperienza, confrontarsi con i soggetti esterni sulla valutazione dell’ASL e soprattutto seguire il percorso di progressiva sempre maggiore integrazione dell’ASL nel curricolo implicheranno lo svolgimento di una approfondita riflessione su come riqualificare “il senso” del nuovo curricolo scolastico.

 

[1] Ad esempio nel Corriere della sera di lunedì 8 maggio 2017 un’importante azienda pubblicizzava il proprio crescente impegno in progetti di alternanza scuola lavoro

[2] Schema liberamente tratto da: Ridzwan, C. R. Ruhizan M. Yasin (2015), Cultivating learning: a grounded theory of skills acquisition for vocation in modern apprenticeships, Procedia – Social and Behavioral Sciences Volume 174, 12 Febraio 2015, Pagg. 275-282

[3] http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2006:394:0010:0018:it:PDF

[4] a tale riguardo pensiamo che sia auspicabile un coinvolgimento degli studenti in procinto di effettuare nuovamente l’esperienza di ASL anche nella co-progettazione del “loro” patto formativo

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