Il rapporto tra Intelligenza Artificiale (IA) e scuola è in costante crescita in Italia. L’ultimo arrivato a definire lo stato dell’arte è l’avviso pubblico prot. n. 73226 del 27 marzo 2026, appena pubblicato sulle pagine del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), che prevede un fondo di 100 milioni per l’attivazione di percorsi di formazione per il personale scolastico, di workshop e laboratori per un utilizzo consapevole e sicuro dell’IA nella scuola.
Cento milioni di euro per formare i docenti sull’intelligenza artificiale, una cifra quindi che segna un passaggio storico per la scuola italiana. Ma la vera domanda non è quanto si investirà, bensì come questa formazione cambierà davvero la didattica in classe.
Proviamo a vedere i dettagli del bando, che illustrano la visione del MIM e aprono le porte a scenari ancora poco definiti, ma significativi per la conferma del valore pedagogico e didattico di interventi educativi in aula dell’IA.
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Le iniziative già in corso: dalla sperimentazione all’istituzionalizzazione
Prima di scendere in campo, non dimentichiamo che sono numerose, seppure non ancora raccolte in specifici database, le iniziative in corso nelle scuole italiane, molte delle quali partite proprio da azioni formative in essere o concluse proposte dalle singole scuole, da organizzazioni, soprattutto quelle nell’ambito della ricchissima offerta di Scuola Futura.
Non possiamo, inoltre, dimenticare il progetto del MIM in corso per il secondo anno scolastico, che ha previsto l’introduzione dell’IA come assistente virtuale in 15 scuole italiane, segnando il passaggio da una fase sperimentale a una progressiva istituzionalizzazione dell’AI nella scuola italiana.
Gli snodi formativi del MIM: obiettivi e visione del piano
Con l’avviso pubblico prot. n. 73226 del 27 marzo 2026 del Ministero dell’istruzione si dà avvio al Bando legato al DM 219/2025 e si incentiva la presentazione di proposte progettuali per la costituzione di “Snodi formativi per la transizione digitale sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella scuola”.
L’avviso intende individuare quelle scuole che svolgeranno il ruolo di snodi formativi sull’Intelligenza Artificiale sul proprio territorio e prevede il finanziamento di azioni di formazione sugli aspetti connessi con la regolamentazione e le disposizioni di utilizzo dell’IA all’interno della scuola, in attuazione delle Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale.
Con questo nuovo Piano si compie, secondo il MIM, un ulteriore passo in avanti per rafforzare le competenze necessarie per un utilizzo etico e consapevole dell’Intelligenza Artificiale, a partire dalla formazione dei docenti e del personale e dalla sperimentazione di strumenti didattici innovativi per la personalizzazione della didattica e per la semplificazione e il supporto amministrativo, come ha sottolineato proprio il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
Il DM 219/2025 e i fondi PNRR: come funziona il finanziamento
Il DM 219/2025 è specializzato e verticale sull’intelligenza artificiale, ponendo richieste più precise in termini di contenuti e certificazioni e in linea con l’AI Act (regolamento (UE) 2024/1689), il primo quadro giuridico completo dell’Unione europea per l’intelligenza artificiale, che regolamenta lo sviluppo, l’immissione sul mercato e l’uso dei sistemi di intelligenza artificiale nell’UE in base ai rischi che essi comportano per la salute, la sicurezza e i diritti fondamentali.
Il DM 219 richiede che le competenze acquisite siano certificate secondo standard riconosciuti, non è quindi sufficiente attestare la frequenza; questo implica la presenza di verifiche finali, prove pratiche e rilascio di certificati individuali che devono essere allegati alla rendicontazione. Il Decreto Ministeriale 219 del 2025 è lo strumento con cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito distribuirà 100 milioni di euro di fondi PNRR destinati alla formazione del personale scolastico sull’intelligenza artificiale.
Nell’ottica del MIM fa parte della Missione 4, Componente 1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che ha come obiettivo la trasformazione digitale del sistema educativo italiano. Ogni istituto scolastico può ricevere fino a 50.000 euro di contributo, senza cofinanziamento richiesto, il che rende questo bando accessibile anche alle scuole con bilanci più limitati.
Chi può partecipare e come: scadenze, destinatari e requisiti
La scadenza per la presentazione delle domande è il 17 aprile 2026 e le attività formative devono essere completate entro i termini previsti dalla rendicontazione PNRR, presumibilmente entro il 2026. Le scuole interessate devono attivarsi tempestivamente perché i tempi di acquisto tramite MePA (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione) richiedono almeno 2-3 settimane. Il bando è rivolto a tutte le istituzioni scolastiche statali italiane: scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado, istituti comprensivi e istituti tecnici superiori.
Il personale che può partecipare alla formazione include docenti di ogni disciplina e ordine scolastico, personale ATA (Assistenti Tecnici Amministrativi, DSGA e collaboratori scolastici) e dirigenti scolastici. Il bando non richiede prerequisiti tecnici: i percorsi formativi sono progettati per partire da zero, con moduli differenziati per ruolo e livello di competenza.
I moduli formativi: dai principi dell’IA ai laboratori con gli studenti
Un requisito fondamentale è che ogni scuola deve garantire la certificazione di almeno 50 unità di personale al termine del percorso formativo.
Sono previsti moduli formativi (in presenza, online o ibridi) rivolti a docenti, personale ATA e dirigenti. I temi spaziano dai principi dell’IA alla protezione dei dati, fino alla personalizzazione degli apprendimenti. Inoltre, laboratori formativi sul campo, con attività pratiche di mentoring e coaching che prevedono il coinvolgimento diretto degli studenti. In questi laboratori si testa l’uso di software e dispositivi IA tra i banchi, mantenendo il focus sull’equilibrio tra didattica analogica e digitale.
Come si distribuisce il budget: le due macro-aree di spesa
Il budget assegnato a ciascuna scuola si divide in due macro-aree. La Parte A copre la formazione del personale: corsi per docenti, ATA e il corso obbligatorio di formazione dei formatori (modulo A10). La Parte B è destinata all’acquisto di laboratori e attrezzature tecnologiche per la didattica dell’AI.
Il vincolo più importante riguarda la Parte B: almeno il 50% del budget totale deve essere speso in attrezzature e laboratori. Questo significa che una scuola che riceve il massimo di 50.000 euro deve destinare almeno 25.000 euro a hardware, software e infrastrutture tecnologiche, e al massimo 25.000 euro alla formazione del personale.
Il modulo A10: formare i formatori interni per la sostenibilità nel tempo
Tra i requisiti del DM 219/2025 c’è un elemento specifico e spesso sottovalutato, ovvero il modulo A10, dedicato alla formazione dei formatori interni. Non basta che il personale partecipi a corsi tenuti da enti esterni: ogni scuola deve formare figure interne capaci di trasferire le competenze acquisite ai colleghi, garantendo sostenibilità nel tempo. Il corso A10 è un percorso avanzato, tipicamente di 20-25 ore, che prepara docenti selezionati a diventare tutor e facilitatori AI all’interno del proprio istituto. I contenuti includono metodologie di formazione degli adulti, progettazione di percorsi blended, valutazione delle competenze digitali e gestione di comunità di pratica.
La rendicontazione su Scuola Futura: documentazione e adempimenti finali
Una volta completate le attività formative, le scuole devono rendicontare le spese sulla piattaforma Scuola Futura, il portale del MIM dedicato alla gestione dei progetti PNRR in ambito educativo. La rendicontazione richiede documentazione precisa: contratti firmati, fatture, registri presenze, certificati di completamento e, per la Parte B, bolle di consegna e inventario delle attrezzature.













