scenari

Smartphone fuori dalle aule: il mondo si divide, la scienza anche



Indirizzo copiato

Oltre la metà dei sistemi educativi mondiali ha introdotto restrizioni ai cellulari nelle scuole. Le ricerche mostrano risultati contraddittori: migliorano l’attenzione, ma non il benessere. Italia, Brasile, Corea del Sud tra i casi più recenti. Il dibattito tra divieti totali e approcci flessibili resta aperto

Pubblicato il 19 mag 2026

Carmelina Maurizio

Università degli Studi di Torino



dipendenza da smartphpne
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

Il divieto dei cellulari a scuola è diventato una delle questioni più dibattute nelle politiche educative globali. In poco più di due anni, il numero di paesi che hanno adottato restrizioni è quasi raddoppiato, spingendo governi, ricercatori e famiglie a interrogarsi su cosa funziona davvero — e cosa no — quando si toglie lo smartphone dalle mani degli studenti.


Cellulari vietati a scuola: il fenomeno si espande in tutto il mondo

Sono sempre di più le scuole, le autorità locali, quelle centrali, come i ministeri per l’istruzione in ogni parte del mondo, da Londra a Los Angeles, dal Canada alla Corea del Sud, dal Brasile alla Francia ad emanare divieti che bandiscono l’uso dei dispositivi a scuola, con grande enfasi sul cosiddetto ritorno a “carta e penna”.

Secondo una recente pubblicazione dell’Unesco Phone bans in schools are spreading worldwide as the policy debate rages on sono circa 114 i sistemi educativi – circa il 58% dei paesi – che prevedono una sorta di divieto o restrizione nazionale sui telefoni cellulari nelle scuole. Il “divieto” non significa sempre la stessa cosa ovunque: infatti, alcuni paesi vietano completamente i telefoni, mentre altri li consentono solo per l’apprendimento o li vietano durante le lezioni.

L’espansione è stata rapida: nel 2023 meno di 1 Paese su 4 (24%) ha introdotto divieti quando la situazione è stata monitorata per la prima volta nel rapporto GEM – Global Education Monitoring Report Global education monitoring report, 2023: technology in education: a tool on whose terms? – UNESCO Digital Library. All’inizio del 2025, questa percentuale era salita al 40% e a marzo 2026 era di quasi 20 punti percentuali più alta.

I paesi che hanno introdotto divieti nazionali dalla fine del 2025

Paesi come Bolivia, Costa Rica, Croazia, Georgia, Maldive e Malta hanno introdotto divieti nazionali dalla fine del 2025, aggiungendosi alla crescente lista. In Francia, che è stata tra i primi ad adottare le restrizioni sui telefoni scolastici, i cellulari sono già vietati nelle scuole primarie e secondarie inferiori, in vista di regole più severe per le secondarie di secondo grado.

Non tutti i paesi scelgono il divieto assoluto: approcci flessibili e decentralizzati

Il rapporto mostra anche che non tutti i paesi stanno seguendo la stessa strada. In molti luoghi le restrizioni sono limitate all’orario di lezione o alla giornata scolastica, con eccezioni per uso didattico o per studenti con esigenze specifiche. In molti casi, i divieti si applicano durante la giornata scolastica o all’interno delle aule: alcuni sistemi consentono l’uso dei telefoni solo per scopi didattici, per gruppi specifici di alunni (come quelli con disabilità o malattie) o richiedono che vengano spenti e riposti.

Allo stesso tempo, non tutti i governi optano per divieti assoluti. Alcuni paesi hanno recentemente adottato normative nazionali che impongono alle scuole di sviluppare politiche che limitino l’uso del telefono, senza imporre un rigido divieto a livello nazionale.

Paesi tra cui Comore, Colombia, Estonia, Lituania, Islanda, Perù, Indonesia, Serbia, Polonia e Filippine hanno scelto questo approccio flessibile, consentendo alle scuole di elaborare le proprie regole pur limitandone l’utilizzo.

Nei paesi con sistemi decentralizzati, le politiche vengono spesso introdotte a livello locale prima di essere adottate più ampiamente. Negli Stati Uniti non esiste un divieto a livello nazionale, ma 39 stati hanno già introdotto misure che impongono alle scuole o ai distretti di limitare l’uso del telefono.

Social media nel mirino: restrizioni che vanno oltre i telefoni

Il rapporto rileva inoltre che diversi Paesi hanno introdotto o stanno prendendo in considerazione restrizioni all’uso dei social media da parte dei bambini, tra cui leggi in Australia, Portogallo e Spagna, oltre a discussioni in corso in Danimarca, Repubblica Ceca e Indonesia.

La mappa mondiale dei divieti: totali, parziali e da campanello a campanello

I Paesi del mondo si possono suddividere in tre categorie: divieti totali (telefoni non ammessi o confiscati) in Algeria, Australia (Nuovo Galles del Sud, Australia Meridionale), Bulgaria, Bhutan, Brunei, Cina, Ungheria, Italia, Kuwait, Russia, Ruanda, Emirati Arabi Uniti; divieti da campanello a campanello (telefoni chiusi a chiave per l’intera giornata scolastica) in Francia, Corea del Sud (2025), Brasile (legge federale approvata nel gennaio 2025 per i bambini di età compresa tra 4–17 anni) e stati degli Stati Uniti tra cui California, Florida, Indiana e Ohio; restrizioni parziali (uso in classe vietato, pause consentite) in Inghilterra, Svezia, Irlanda, Spagna (regionale), Giappone, Germania.

I casi di Ungheria, Corea del Sud e Brasile

L’approccio ungherese prevede che gli studenti consegnino gli smartphone all’arrivo e li recuperino alla partenza.

Nel 2025 la Corea del Sud ha approvato una legge nazionale che vieta l’uso del telefono nelle aule scolastiche. Il Brasile ha implementato una legge federale che limita l’uso del telefono per gli studenti di età compresa tra 4 e 17 anni.


Il caso Italia: dalle note ministeriali al divieto per tutti i cicli scolastici

In Italia, come è noto, sono diversi i provvedimenti legati all’uso e al divieto dei telefoni cellulari. La nota ministeriale n. 5274 dell’11 luglio 2024 ha riguardato il primo ciclo di istruzione, mentre la circolare n. 3393 del 16 giugno 2025 ha sancito che anche per gli studenti del secondo ciclo di istruzione, il divieto di utilizzo del telefono cellulare durante lo svolgimento dell’attività didattica e, più in generale, in orario scolastico. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito chiarisce però che l’uso del telefono cellulare sarà sempre ammesso nei casi in cui lo stesso sia previsto dal Piano educativo individualizzato o dal Piano didattico personalizzato come supporto rispettivamente agli alunni con disabilità o con disturbi specifici di apprendimento o per motivate necessità personali. Inoltre l’utilizzo del telefono cellulare rimane consentito qualora, sulla base del progetto formativo adottato dalla scuola, sia strettamente funzionale all’efficace svolgimento dell’attività didattica nell’ambito degli specifici indirizzi del settore tecnologico dell’istruzione tecnica dedicati all’informatica e alle telecomunicazioni.

Per avere una visione di insieme sullo stato dell’arte nel mondo, anche se con dovuti beneficio d’inventario, dovuti al costante mutare di questo quadro di insieme, si può consultare il sito dell’Enciclopedia Britannica Cell Phones in Schools | Pros, Cons, Debate, Education, Technology, Distraction, & Emergency | Britannica, dove si trova l’elenco di tutti i Paesi del mondo e delle relative politiche scolastiche sui divieti e i bandi rispetto all’uso dei dispositivi elettronici a scuola.

Le prove sui divieti telefonici sono contrastanti

Se questo è il panorama mondiale, in questi Paesi, soprattutto in quelli che da più tempo hanno vietato i cellulari a scuola e che si sono interrogati sugli effetti benefici di tali divieti, si è davvero verificato un mutamento sostanziale nell’attenzione degli allievi, una crescita nelle loro performance, un miglioramento nella loro concentrazione? Premesso che risposte ce ne sono, poiché si parla di tempi assai recenti e quindi non così lunghi da consentire studi fondati, proviamo a vedere che cosa dice la ricerca allo stato attuale.

Uno studio dell’Università di Birmingham School bans alone not enough to tackle negative impacts of phone and social media use – University of Birmingham, uno dei primi in tal senso, pubblicato a febbraio 2025 su Lancet Regional Health Europe[1], ha preso in considerazione 1227 studenti provenienti da 30 scuole in tutta l’Inghilterra. Tra le scuole che hanno preso parte allo studio, 20 avevano in vigore varie forme di politiche telefoniche restrittive.

Lo studio, finanziato dal National Institute for Health and Care Research (NIHR), ha rilevato che non vi era alcuna differenza nei risultati per gli studenti che frequentano scuole che vietano gli smartphone durante tutta la giornata scolastica, tra cui benessere mentale, ansia e depressione, attività fisica e sonno.

Il divieto di utilizzo degli smartphone nelle scuole ha portato a una leggera diminuzione dell’uso del telefono (di circa 40 minuti) e dei social media (di circa 30 minuti) da parte degli studenti a scuola, ma lo studio suggerisce che l’impatto è minimo e che le politiche scolastiche che vietano l’uso ricreativo del telefono non hanno portato a una riduzione significativa del tempo complessivo trascorso utilizzando telefoni e social media. I ricercatori hanno suggerito che i divieti debbano essere abbinati a strategie più ampie, tra cui la riduzione dell’uso del telefono fuori dalla scuola.


Il rapporto Unesco 2023: tecnologia e apprendimento, luci e ombre

Il Global Education Monitoring Report 2023 UNESCO 2023 Global Education Monitoring Report dell’UNESCO è del tutto a favore dei benefici portati dalle tecnologie in generale nel processo di apprendimento. Tuttavia, viene fatto rilevare che la rimozione degli smartphone in Belgio, Spagna e Regno Unito ha migliorato i risultati di apprendimento, soprattutto per gli studenti con risultati inferiori, inoltre gli insegnanti hanno segnalato classi più tranquille, una maggiore interazione faccia a faccia e una riduzione del cyberbullismo.

Quello che ad oggi risulta poco chiaro è legato agli effetti a lungo termine di bandi e divieti, ovvero si sta creando un cambiamento comportamentale duraturo o si sta spostando semplicemente l’uso del telefono al di fuori dell’orario scolastico.


Oltre la metà dei sistemi educativi mondiali ha già scelto: ma il dibattito resta aperto

L’obiettivo non è eliminare la tecnologia, ma utilizzarla intenzionalmente.

Una pausa digitale —sia nelle scuole, nei luoghi di lavoro o nelle case— può favorire una maggiore concentrazione, abitudini più sane e legami umani più forti.

Con più della metà dei sistemi educativi mondiali che ora limitano i telefoni a livello nazionale, la questione è chiaramente diventata una priorità delle politiche educative tradizionali. Tuttavia, la diversità degli approcci, consistenti in divieti nazionali, quadri normativi e iniziative subnazionali, suggerisce che i paesi stanno ancora cercando il giusto equilibrio tra limitare le distrazioni e insegnare un uso responsabile della tecnologia.


La ricerca di Stanford in Brasile: più attenzione, ma anche più ansia e noia

Non si può non citare, in questo panorama che si muove rapidamente, la ricerca Stanford-led research investigates impact of smartphone bans in Brazil schools, condotta professore associato del GSE Guilherme Lichand, che indaga l’impatto dei divieti sugli smartphone nelle scuole brasiliane

Emerge un miglioramento della concentrazione e dei punteggi nei test, nonché una diminuzione del bullismo online, ma anche un aumento dell’ansia e della noia tra gli studenti. Attraverso sondaggi condotti di persona su oltre 3.000 studenti, tra febbraio e luglio 2025, insegnanti e dirigenti scolastici di scuole pubbliche e private dalla scuola materna alle superiori in tutto il Paese, i ricercatori hanno scoperto che l’83% degli studenti in totale dichiara di prestare maggiore attenzione in classe da quando la legge è stata introdotta.

I sondaggi hanno inoltre evidenziato un calo percepito del bullismo online, anche se gli incidenti non sempre vengono segnalati o riconosciuti dal personale scolastico.

I risultati però hanno anche documentato le sfide emotive associate alle restrizioni: in media, il 44% degli studenti ha riferito di sentirsi più annoiato durante le pause e la ricreazione, e il 49% degli insegnanti ha osservato un aumento dell’ansia tra gli studenti senza accesso ai telefoni.


Pro e contro: dibattito aperto

In conclusione, le politiche sulla telefonia scolastica che limitano l’uso diurno dei telefoni riducono il tempo che gli adolescenti trascorrono al telefono/social durante il periodo scolastico, ma non sono associate a una riduzione complessiva del tempo che questi trascorrono al telefono e sui social media. Inoltre, non vi sono prove a sostegno del fatto che le politiche restrittive in materia di telefonia scolastica, nelle loro forme attuali, abbiano un effetto benefico sulla salute mentale e sul benessere degli adolescenti o sui risultati correlati, il che indica che le intenzioni di queste politiche di migliorare la salute, il benessere e l’impegno educativo degli adolescenti non vengono realizzate o non sono seguite da effetti misurabili.

Gli sforzi preventivi dovrebbero anche considerare come altri comportamenti che influenzano il benessere siano influenzati da un maggiore utilizzo del telefono/dei media, come il sonno, l’attività fisica, i risultati, il comportamento in classe e l’uso problematico. Nella progettazione di nuove linee guida e interventi, l’uso del telefono e dei media potrebbe essere affrontato come parte di un insieme, in cui le linee guida sul tempo trascorso al telefono/media si concentrano sull’ottenimento dell’equilibrio tra il tempo trascorso sui dispositivi e altri comportamenti quotidiani. Questo approccio non preclude necessariamente politiche restrittive sulla telefonia mobile nelle scuole, ma tali politiche potrebbero essere collegate a un approccio olistico più ampio all’uso della telefonia mobile e dei social media da parte degli adolescenti.

La voce dei genitori: connessione e sicurezza prima di tutto

I telefoni cellulari sono ormai parte integrante della società moderna, pochi adulti escono di casa senza cellulare e allora, si chiede la ricerca, perché ci si dovrebbe aspettare che bambini e adolescenti funzionino in modo diverso? Keri Rodrigues, presidente della National Parents Union (NPU)[2], sostiene che tutte le famiglie fanno affidamento sui telefoni cellulari per rimanere connesse e comunicare ora più che mai. Che si tratti di connettersi in caso di emergenza, pianificare la logistica dopo la scuola o anche se un bambino si sente ansioso per un problema a scuola e ha bisogno di rinforzi positivi o consigli— è chiaro che i genitori vogliono essere in grado di avere canali di comunicazione chiari e aperti con i propri figli. E allora, la NPU si chiede perché vietare del tutto i telefoni cellulari a scuola o trattarli come merce di contrabbando invece di utilizzare una gestione efficace della classe è del tutto irragionevole e non è fondato sulla realtà in cui vivremo.

In conclusione, le politiche sulla telefonia scolastica che limitano l’uso diurno dei telefoni riducono certo il tempo che gli adolescenti trascorrono al telefono e sui social durante il periodo scolastico, ma non sono associate a una riduzione complessiva del tempo che gli adolescenti trascorrono al telefono e sui social media. Inoltre, non vi sono prove a sostegno del fatto che le politiche restrittive in materia di telefonia scolastica, nelle loro forme attuali, abbiano un effetto benefico sulla salute mentale e sul benessere degli adolescenti o sui risultati correlati, il che indica che le intenzioni di queste politiche di migliorare la salute, il benessere e l’impegno educativo degli adolescenti non sempre vengono realizzate o sono misurabili.

Note


[1] https://www.thelancet.com/journals/lanepe/article/PIIS2666-7762(25)00003-1/fulltext

[2] https://nationalparentsunion.org/

Riferimenti

https://www.bbc.com/news/articles/cgrlvxqkwg8o

https://www.savethechildren.it/blog-notizie/cellulari-scuola-le-novita-del-ministero-e-consigli-i-genitori

https://hir.harvard.edu/the-global-controversy-of-smartphones-in-schools

https://www.unesco.org/gem-report/en/articles/phone-bans-schools-are-spreading-worldwide-policy-debate-rages

https://www.rainews.it/articoli/2025/08/scuola-cellulari-in-classe-giusto-vietarli-per-il-76-degli-italiani-il-sondaggio-7179e3b6-fc09-40b3-b100-8733d0170c7e.html

https://www.rainews.it/articoli/2026/04/smartphone-a-scuola-con-il-divieto-migliorano-voti-attenzione-e-socialita-b10a9518-fdf6-4e04-ab8f-8de3c28bdc35.html

https://ed.stanford.edu/news/stanford-led-research-investigates-impact-smartphone-bans-brazil-schools

https://web.stanford.edu/~gentzkow/research/RioPhoneBans.pdf

https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000385723

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x