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AI Agents militari, come l’intelligenza artificiale cambia la guerra



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Gli AI Agents militari stanno trasformando i conflitti contemporanei come strumenti di percezione, navigazione, targeting e coordinamento. Dall’Ucraina a Gaza, dagli Stati Uniti alla NATO, la sfida riguarda velocità decisionale, controllo umano, resilienza tecnica, governance e autonomia strategica europea

Pubblicato il 26 giu 2026

Massimo Dionisi

Terrorism and Counterterrorism



guerra ibrida crosetto difesa materiali avanzati; Guerra in Iran, il passaggio alle rinnovabili è sempre più urgente


L’intelligenza artificiale sta entrando nella guerra non tanto come “robot killer” pienamente autonomo, quanto come infrastruttura decisionale che comprime tempi, filtra dati e redistribuisce il ruolo umano lungo la kill chain e la sustainment chain. È questo il punto cruciale degli AI Agents militari: non sostituiscono improvvisamente il comando, ma spostano sempre più a monte — nella selezione dei segnali rilevanti, nella classificazione degli oggetti, nella proposta di target, nella navigazione resiliente, nella generazione di corsi d’azione — una quota crescente della decisione operativa.

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