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Covid-19: così Regione Veneto ha monitorato l’epidemia con la biosorveglianza

La piattaforma di biosorveglianza Covid-19 ha permesso a Regione del Veneto di monitorare l’epidemia, intervenendo sui singoli casi o nei cluster territoriali, a domicilio e in ospedale. Non è il frutto dell’emergenza, ma di anni di lavoro e di investimenti strategici del sistema sanitario regionale. Ecco come funziona

Pubblicato il 14 Mag 2020

Lorenzo Gubian

direttore area Sistemi Informativi Sanitari di Azienda Zero

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Covid-19: così Regione Veneto ha monitorato l’epidemia con la biosorveglianza
Photo by Roberto Ardolino on Unsplash

La Regione del Veneto ha realizzato un sistema di biosorveglianza covid-19 che consente la raccolta, l’elaborazione, la verifica della qualità dei dati di tutti gli esami di biologia molecolare effettuati da tutti i laboratori dell’intero territorio regionale e la loro la rappresentazione.

In sostanza, la piattaforma permette il monitoraggio dell’epidemia, intervenendo sui singoli casi o nei cluster territoriali, sia a domicilio che in ospedale, ma anche attraverso un monitoraggio nelle strutture che ospitano soggetti fragili, quali residenze sanitarie assistite e case di riposo, fino ad arrivare ad un puntuale monitoraggio dei soggetti anche nelle sedi di lavoro.

Come funziona la piattaforma di biosorveglianza

Il sistema permette la rappresentazione dei dati raccolti, tramite uno specifico cruscotto, con il dettaglio delle seguenti funzioni:

  • Elaborazione dei conteggi e delle logiche di classificazione dei casi (infettato, guarito, deceduto etc.) per territorio (provincia, azienda sociosanitaria di riferimento, Comune);
  • Georeferenziazione di tutti i casi infetti;
  • Monitoraggio dei micro-cluster (2 o più casi nello stesso indirizzo);
  • Monitoraggio dello stato di infezione degli operatori del SSR;
  • Monitoraggio degli ospiti delle strutture per anziani;
  • Monitoraggio delle capacità produttive delle microbiologie in termini di numero di tamponi per laboratorio di erogazione;
  • Cruscotto di monitoraggio specifico per ogni medico di medicina generale e/o pediatra per la gestione dei propri casi;
  • Monitoraggio dei micro-cluster negli ambienti di lavoro.

È stata realizzata una applicazione specifica per la “Gestione dei casi confermati” che garantisce un arricchimento informativo dei casi risultati infettati. Funziona in questo modo: nel momento in cui un nuovo caso positivo viene rilevato dal sistema di biosorveglianza vengono inserite, grazie al supporto dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica (SISP), informazioni aggiuntive rilevate a seguito dell’indagine epidemiologica effettuata sul singolo caso. In caso di ricovero le informazioni aggiuntive vengono integrate dalle strutture ospedaliere (reparto di ricovero, date di trasferimento, stato clinico). Tutti i dati aggiunti confluiscono nel sistema di biosorveglianza per essere rappresentati nei cruscotti di monitoraggio in uso all’unità di crisi regionale.

È stato messo a punto anche uno specifico modulo per la “Gestione dei casi in isolamento”. Si tratta di un applicativo software che garantisce la sorveglianza attiva, ossia la gestione ed il monitoraggio di tutti i casi positivi in isolamento fiduciario, infettati o meno. Questo permette di effettuare un’indagine epidemiologica su tali casi e di registrare i contatti (stretti e non stretti) per la presa in carico. Il sistema è integrato con l’anagrafe unica regionale e basato su funzionalità già note agli operatori dei Settori Igiene e Sanità Pubblica ovvero un modulo applicativo apposito Covid-19 aggiuntivo al Sistema Anagrafe Vaccinazioni regionale (SIAVr). L’applicativo segue una specifica procedura regionale legata all’emergenza sanitaria e deve evitare la duplicazione di registrazione di informazioni, recuperando automaticamente e in tempo reale i risultati dei test (tamponi nasofaringei) dai risultati dei laboratori di microbiologia centralizzati nella piattaforma.

Il sistema è stato realizzato e viene implementato con il contributo di vari fornitori e di personale interno al sistema sanitario regionale, che lavora alla definizione e al miglioramento delle singole applicazioni sulla base dell’esperienza che via via si sta sviluppano nell’affrontare l’emergenza sanitaria.

Privacy ed evoluzione del sistema

Per quanto riguarda il rispetto della privacy, i dati vengono trattati esclusivamente dagli operatori incaricati del SSR per finalità di salute pubblica e/o prevenzione, diagnosi e cura dei soggetti infettati dal coronavirus o a rischio di contagio.

Passando all’analisi delle evoluzioni del sistema, è allo studio l’ipotesi di sviluppo di ulteriori applicazioni, utili al monitoraggio, ma soprattutto mirate all’individuazione precoce di eventuali nuovi focolai da coronavirus nell’intero territorio regionale. Tali applicazioni riguardano, ad esempio, la registrazione dei dati e dei risultati relativi ai test di laboratorio (sia per i tamponi sia per i sierologici rapidi e non), in particolare per favorire la raccolta dati nei servizi territoriali. Si tratta di moduli da attivare per tutti i centri di prelievo richiesti dalle aziende socio-sanitarie, comprese le residenze sanitarie assistite ed i privati accreditati. Stesso discorso vale per i test rapidi per i quali si è prevista una centralizzazione della raccolta dati.

Come nasce la piattaforma di biosorveglianza

La piattaforma di biosorveglianza non è un’invenzione estemporanea, messa in piedi nell’emergenza data dalla pandemia, ma rappresenta, in verità, il risultato di molti anni di lavoro e soprattutto di investimenti strategici del sistema sanitario regionale, in particolare delle aziende sanitarie, nel campo dell’innovazione in sanità. Investimenti specificatamente destinati sia all’innovazione organizzativa, puntando sulle tecnologie più evolute applicate all’organizzazione, che, soprattutto, alla ricerca e formazione di figure professionali di alto profilo. Professionisti che, negli anni, hanno garantito le competenze indispensabili per arrivare all’integrazione dei sistemi informativi sanitari regionali.

La piattaforma di biosorveglianza Covid-19 è stata creata, infatti, grazie ad un gruppo multidisciplinare che raccoglie il know how e l’esperienza pluriennale di personale altamente qualificato, appartenente a tutte le aree tecniche e cliniche del sistema sanitario regionale veneto.

Sotto la regia di Azienda Zero, ente di governance delle aziende sociosanitarie e ospedaliere del Veneto, in particolare dall’area di sistemi informativi sanitari che, a sua volta, fa leva sul supporto tecnico di Arsenàl.IT, Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la sanità digitale (e consorzio delle aziende sanitarie stesse), in stretta collaborazione con la direzione dell’area prevenzione, è stato possibile partire dall’esistente infrastruttura, enorme base dati implementata grazie all’integrazione dei sistemi informativi sanitari, di fatto già resi interoperabili in precedenza.

Una base dati ampia e strutturata

Ricordo che, essendo il sistema sanitario regionale basato su una forte integrazione ospedale-territorio, la base dati risultava, quindi, già molto ampia e strutturata già prima dello scoppio della pandemia. Inoltre alcune esperienze di progetti pilota, particolarmente innovativi in questo campo, sperimentati in anni più recenti avevano fornito elementi utili alla strutturazione di un sistema di biosorveglianza ad ampio spettro.

Infine, ma non da ultimo, fondamentale per la messa a punto della piattaforma per il Covid-19 della Regione del Veneto, è stata la collaborazione sul campo delle aziende sociosanitarie, ospedaliere e dell’IRCCS IOV Veneto della Regione, nello specifico delle direzioni mediche e dei SISP, che hanno contribuito puntualmente alla raccolta e alla fornitura dei dati e all’organizzazione dei flussi di dati stessi, essenziali per rendere più efficace possibile l’impiego della piattaforma e, quindi, dell’intero sistema di monitoraggio della popolazione veneta.

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