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Diritto di accesso ai dati personali, quando la richiesta diventa abusiva



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Una sentenza della Corte di giustizia Ue chiarisce quando un’istanza può essere ritenuta abusiva o eccessiva, aprendo questioni su accertamento dell’intento, responsabilità risarcitoria, ruolo del titolare e possibili effetti del Digital Omnibus Package nel sistema europeo

Pubblicato il 15 mag 2026

Agnese Micozzi

Avvocato Area Legale S.r.l.



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La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 19 marzo 2026 (causa C-526/24, Brillen Rottler) affronta per la prima volta in modo diretto il tema dell’esercizio abusivo del diritto di accesso ai dati personali ex art. 15 GDPR, chiarendo che il carattere «eccessivo» dell’istanza ai sensi dell’art. 12, par. 5, può ricorrere anche in presenza di una prima richiesta, ogniqualvolta l’analisi delle circostanze concrete riveli un intento fraudolento.

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