La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 19 marzo 2026 (causa C-526/24, Brillen Rottler) affronta per la prima volta in modo diretto il tema dell’esercizio abusivo del diritto di accesso ai dati personali ex art. 15 GDPR, chiarendo che il carattere «eccessivo» dell’istanza ai sensi dell’art. 12, par. 5, può ricorrere anche in presenza di una prima richiesta, ogniqualvolta l’analisi delle circostanze concrete riveli un intento fraudolento.
la sentenza
Diritto di accesso ai dati personali, quando la richiesta diventa abusiva
Una sentenza della Corte di giustizia Ue chiarisce quando un’istanza può essere ritenuta abusiva o eccessiva, aprendo questioni su accertamento dell’intento, responsabilità risarcitoria, ruolo del titolare e possibili effetti del Digital Omnibus Package nel sistema europeo
Avvocato Area Legale S.r.l.
Avvocato

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
InnovAttori
-

L’IA nel turismo corre, ma non per tutti: la mappa italiana e globale
08 Mag 2026 -

AI agentica nel turismo: come cambia il mercato dei viaggi
09 Apr 2026 -

OpenBIM e interoperabilità: perché gli standard aperti sono decisivi in edilizia
03 Apr 2026 -

Competitività europea e sovranità, cosa manca davvero alle startup Ue
01 Apr 2026 -

Come l’AI porta il caffè sulle nostre tavole al tempo della guerra
13 Mar 2026









