L’esercizio del diritto di accesso ai dati personali previsto dagli artt. 12 e 15 del GDPR nei confronti dei sistemi di intelligenza artificiale generativa sta producendo, in alcuni casi documentati, un risultato paradossale: la conformità formale alla norma accompagnata dall’impossibilità pratica di comprendere, verificare o contestare il trattamento effettuato.
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Accesso ai dati Chatgpt, una presa in giro del Gdpr
I chatbot mostrano una conformità formale alla norma Gdpr su accesso ai dati ma con impossibilità pratica per l’utente di comprendere, verificare o contestare il trattamento effettuato. Ecco perché, come visto dall’autore su Chatgpt
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