la decisione

Riconoscimento facciale di Facebook, non è un addio ma un arrivederci: attenzione

Meta è davvero disposta a rinunciare del tutto a un know how di dieci anni nell’ambito del riconoscimento facciale? Leggendo tra le righe, pare proprio di no. Vediamo come si è giunti alla decisione di staccare la spina (ma non per sempre) al sistema DeepFace e perché non è proprio un addio

10 Nov 2021
Diego Dimalta

Studio Legale Dimalta e Associati

facial recognition

Facebook ha deciso di interrompere l’utilizzo del sistema di riconoscimento facciale e di cancellare i relativi dati raccolti.

Verrebbe quasi da festeggiare se non fosse che, in realtà, la notizia è meno clamorosa di quanto possa sembrare. Cerchiamo di capire qualcosa di più rispondendo a tre semplici domande.

Riconoscimento facciale, piovono divieti a Occidente: lo scenario globale

Perché Facebook ha un sistema di riconoscimento facciale?

Per capire i contorni della vicenda dobbiamo tornare indietro di 11 anni. Era il 2010 quando Facebook decise di avviare un programma per il riconoscimento facciale. Il motivo? Rendere più veloci i tag delle persone. Dobbiamo pensare che ci troviamo in un’epoca lontana secoli da oggi quanto a tecnologia e quanto alla percezione del tema privacy. Non c’era il GDPR, Facebook era agli albori, gli iPhone erano ancora un privilegio per pochi e tutta la questione dei social sembrava poco più di un gioco molto divertente. Per questo alla società oggi chiamata Meta, sembrò utile creare un simile sistema, anche se solo per rendere più agevole l’individuazione delle persone nelle foto. Successivamente lo stesso consentì di avvisare quando un soggetto terzo stava caricando sul social una foto in cui compariva un altro utente, ma questa è un’altra storia.

WHITEPAPER
Certificazioni GDPR: tutti i vantaggi per le organizzazioni che vi aderiscono
Legal
Privacy

Quello che ci interessa è che per undici anni Facebook, ha raccolto milioni di immagini utili per perfezionare la propria tecnica di riconoscimento facciale. Quindi, mentre gli utenti pensavano di aver un semplice servizio in più, Facebook portava avanti un’intensa attività di ricerca volta a ottenere uno dei sistemi migliori al mondo in materia di riconoscimento facciale. In pochi possono vantare una simile esperienza decennale su questa tecnologia e quasi nessuno può dire di aver operato su un simile numero di immagini in maniera legale. Facebook, difatti, a differenza di Clearview – per citarne una – ha utilizzato questo sistema solo su soggetti consenzienti.

Il New York Times afferma che il riconoscimento facciale è attivo su più di un terzo degli utenti giornalieri, e che tutti hanno in qualche modo deciso di non disattivare tale funzione dal profilo. Insomma, al di là di quello che può essere il dibattito sulla legittimità di un simile opt-out, anche in termini di privacy by design, è evidente che, come la si voglia mettere, Facebook, quanto a trasparenza, sul punto è avanti anni luce rispetto a società come Clearview che si sono limitate a fare scraping di immagini, senza informativa, senza base giuridica, senza nulla.

Perché Facebook/Meta ha deciso di spegnere del tutto questo servizio?

I motivi sono fondamentalmente due: rifacimento di immagine e timore di ulteriori sanzioni.

In effetti, è sotto agli occhi di tutti questo tentativo di Facebook di ripartire da zero.

Il cambio di nome da Facebook a Meta è stato presentato come conseguenza dell’avvento del metaverso, ma la realtà è che Facebook aveva bisogno anche di un’importante rinfrescata.

A partire da Cambridge Analytica, possiamo dire che Facebook ha vissuto di fatto sotto indagine. Si parla di una compagnia costretta a chiedere scusa costantemente e, sia chiaro, ciò non avviene per una qualche persecuzione ma perché, in effetti, qualcosa di scorretto è accaduto.

Se la Federal Trade Commission ha multato Facebook con una multa record di $ 5 miliardi, e se l’anno dopo la società ha anche accettato di pagare $ 650 milioni per risolvere una causa legale in Illinois che la vedeva sul banco degli imputati per aver violato una legge statale che richiede il consenso dei residenti per utilizzare le loro informazioni biometriche, inclusa la loro “geometria del viso”, beh è evidente che non si può dare semplicemente la colpa al nome, dovendo invece farsi qualche domanda sul corretto uso dei dati e degli algoritmi da parte del social network più famoso al mondo.

Ciononostante, la società di Mark Zuckerberg ha ritenuto che una semplice operazione di face washing fosse la via più veloce per voltare pagina.

Si tratta di un addio o di un arrivederci?

È questa la domanda più importante di tutte. Dobbiamo davvero credere che Meta sia disposta a rinunciare del tutto a un know how di dieci anni? Leggendo tra le righe del comunicato della società erede di Facebook parrebbe proprio di no.

Non a caso sul blog ufficiale si legge: “vediamo ancora la tecnologia di riconoscimento facciale come uno strumento potente, ad esempio, per le persone che hanno bisogno di verificare la propria identità o per prevenire frodi e impersonificazione. Riteniamo che il riconoscimento facciale possa aiutare per prodotti come questi con privacy, trasparenza e controllo in atto, quando è l’utente a decidere se e come utilizzare il tuo viso. Continueremo a lavorare su queste tecnologie e a coinvolgere esperti esterni. Ma i molti casi specifici in cui il riconoscimento facciale può essere utile devono essere valutati rispetto alle crescenti preoccupazioni sull’uso di questa tecnologia nel suo insieme. Ci sono molte preoccupazioni sul ruolo della tecnologia di riconoscimento facciale nella società e le autorità di regolamentazione sono ancora in procinto di fornire una serie chiara di regole che ne disciplinino l’uso. In questa continua incertezza, riteniamo che sia appropriato limitare l’uso del riconoscimento facciale a una serie ristretta di casi d’uso.”

In sostanza Facebook si limiterà a disabilitare il servizio e a cancellare i dati raccolti ma non cancellerà l’algoritmo (chiamato Deepface) creato in questi dieci anni. Questo ci fa capire come la decisione sia molto meno clamorosa di quanto vorrebbe apparire. Le foto degli utenti sono state del resto usate per dieci anni per allenare l’algoritmo che ora sarà già in grado di effettuare autonomamente tutta una serie di valutazioni. Insomma, è come se Michelangelo avesse deciso di smettere di usare lo scalpello solo dopo aver scolpito il David. La notizia magari può fare clamore, ma la verità è che il gioco ormai è fatto.

Conclusioni

Certo, molte informazioni saranno cancellate ma quando sarà finita questa operazione di rebranding, e quando Meta farà rientrare il riconoscimento facciale tra i suoi piani aziendali, potrà semplicemente schiacciare start, contando su uno dei sistemi più sofisticati al mondo, allenati per oltre un decennio su immagini raccolte legalmente. Non solo, l’algoritmo, così creato, anche se ormai svuotato dei dati usati per l’allenamento (detto in modo quantomeno semplicistico, per capirci) potrà comunque formare un importante asset e, perché no, potrebbe essere venduto o fornito in licenza a terzi. Insomma, è chiaro che allo stato attuale, non sono più le foto il valore aggiunto di DeepFace ma la sua struttura e il suo allenamento, ormai completato (o quasi).

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati