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Russia e Cina, trappole al miele per adescare ingegneri AI: allarme in Silicon Valley



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Lo spionaggio russo e quello cinese starebbero sfruttando le cosiddette “trappole al miele” attraverso i social network per avere accesso a dati del settore tecnologico della Silicon Valley. Vittime prescelte sono ingegneri AI, ricercatori e fondatori di start-up americane

Pubblicato il 18 feb 2026

Marco Santarelli

Analista investigativo su reti informative e sicurezza internazionale 



trappola al miele

Da funzionari pubblici e diplomatici a ingegneri informatici, ricercatori, fondatori di start-up: la “trappola al miele”, che l’enciclopedia Treccani definisce come una “Pratica investigativa o spionistica che prevede l’ingaggio di agenti capaci di sedurre qualcuno per ricattarlo o ottenere informazioni riservate”, ha cambiato bersaglio, pur mantenendo lo scopo di spionaggio per l’accesso e l’appropriazione dei dati.

Perché la trappola del miele ora punta alla Silicon Valley

Cina e Russia, secondo quanto riportato dal The Times, si starebbero muovendo attraverso i social network per arrivare ad ottenere dati e know-how strategici sfruttando la seduzione da parte di figure femminili nei confronti di professionisti del settore tecnologico americano. Come continua Treccani, “Per ricattare qualcuno o estorcergli informazioni, infatti, non c’è di meglio che sfruttarne la solitudine o le predilezioni sessuali”.

La tecnica della “trappola al miele”, che i servizi informativi conoscono da tempo e che in passato era solita mietere vittime tra funzionari pubblici e diplomatici, oggi si sta intensificando, fino a rappresentare una vera e propria vulnerabilità per gli Stati Uniti, come ha dichiarato James Mulvenon, Chief Intelligence Officer presso la Pamir Consulting, società che si occupa di valutazioni del rischio per le aziende americane che investono in Cina.

Come funziona la “trappola al miele”

Da un’intervista rilasciata dall’ex apprendista “spia sessuale” Aliia Roza al New York Post, è emerso che esiste un vero e proprio addestramento che viene impartito dalle autorità per la manipolazione degli obiettivi.

Aliia Roza ha raccontato, infatti, che esiste un copione da studiare, con tecniche specifiche di persuasione, per abbattere le difese degli obiettivi prima che questi ultimi capiscano di essere alle strette. Ad essere manipolate sono le emozioni e i sentimenti delle vittime, così che facciano tutto ciò che viene chiesto loro. La stessa Roza ritiene che questa tecnica venga impiegata oggi da Russia e Cina per colpire vittime del mondo tecnologico ed acquisire segreti e know-how strategico, a differenza degli Stati Uniti, che tendono a “proteggere i diritti umani”.

Si inizia instaurando un rapporto di familiarità con le vittime attraverso account social falsi: “Prima di entrare in contatto con loro, devi apparire nella loro vita sette volte, per l’esattezza […] Potresti presentarti al loro bar, in palestra o semplicemente continuare a mettere “mi piace” ai loro post. Quando finalmente li incontri, il loro cervello si fida già di te”.

Gli step dell’adescamento

Per creare questo rapporto di fiducia, le adescatrici inviano messaggi d’amore, apprezzamenti, foto in costume da bagno, inventano tristi storie familiari e/o problemi finanziari, che fanno scattare nella vittima l’istinto dell’eroe.

Da qui, si passa alla “tecnica del latte”, ossia gli agenti fingono di avere connessioni reciproche per apparire legittimi e fidati, ad esempio attraverso l’esistenza di amici in comune. A questo punto, l’agente punta a far dubitare le vittime su loro stesse e a far aprire loro gli occhi sulle negatività della loro vita, dall’essere sfruttati sul lavoro, al mancato apprezzamento da parte del loro capo.

Il legame, in questo modo, si rafforza, contro il mondo cattivo che c’è fuori. Il terreno ora è pronto per chiedere le informazioni desiderate sotto la minaccia di sparire per sempre e, quindi, interrompere la relazione. Secondo quanto afferma Roza, i professionisti del settore tecnologico sono spesso molto vulnerabili in quanto spesso vivono vite isolate, in assenza di socialità, per l’eccessivo carico di lavoro, per cui per le donne spia è più semplice instaurare un legame di fiducia e tenerli sotto scacco.

Le missioni di intelligence di Roza si svolgevano principalmente in Europa e nel Regno Unito, dove era stata inviata per sedurre trafficanti di esseri umani, spacciatori di droga e oligarchi che avevano infranto le leggi del governo russo. Le relazioni con queste vittime erano serie e consistevano nel viverci 24 ore su 24, 7 giorni su 7, a volte arrivando anche al matrimonio. Poi venivano segnalate ai superiori e consegnate alla giustizia.

Per i professionisti del settore tecnologico, a cui oggi è rivolta la tecnica della “trappola al miele”, Roza consiglia di difendersi da questo fenomeno rallentando le interazioni, verificando le identità offline e rifiutando qualsiasi richiesta legata alla segretezza o all’urgenza.

Un fenomeno già noto

Andrej Soldatov, caporedattore di agentura.ru, un sito russo indipendente sulle attività dei servizi segreti, ha spiegato che durante la Guerra Fredda esistevano dei veri e propri divieti per i diplomatici americani e britannici di intrattenere relazioni con cittadine sovietiche per evitare il rischio di spionaggio.

Negli anni Novanta, poi, questo divieto è stato revocato per gli americani e oggi, soprattutto dopo l’invasione russa dell’Ucraina, i riflettori sono tornati di nuovo sul fenomeno per un anomalo incremento di matrimoni tra funzionari americani e donne russe.

Come ha dichiarato a Wired Sergio Germani, direttore dell’istituto Gino Germani di Scienze sociali e Studi strategici, “Il coinvolgimento emotivo-sessuale è una tecnica classica utilizzata da sempre dai servizi sovietici e successivamente russi, con o senza il ricorso al ricatto.

Non c’è niente di nuovo se non l’intensificarsi dell’industria high tech come target delle operazioni russe e cinesi. Ma viene utilizzata anche nello spionaggio politico e militare. Peraltro, il KGB, oggi FSB, controlla il mondo della prostituzione nei principali alberghi dove risiedono i visitatori stranieri in Russia. Sono tradizionali metodologie di HumInt, non necessariamente collegate a operazioni di guerra ibrida”.

Una delle maggiori operazioni di intelligence in Regno Unito

A marzo 2025 è stata sventata una delle più grandi operazioni di intelligence straniera in Regno Unito, grazie alla cattura di tre cittadini bulgari, due donne e un uomo, colpevoli di spionaggio per conto di Mosca, che facevano parte di una cellula che aveva organizzato una serie di operazioni basate sulla “trappola al miele”.

Il gruppo, a cui appartenevano i tre bulgari, aveva viaggiato in Europa tra il 2020 e il 2023 per sorvegliare giornalisti, un ex politico e una base militare statunitense in Germania, utilizzando la tecnica della trappola amorosa. La polizia ha rinvenuto una serie di gadget e attrezzature per lo spionaggio che comprendevano telecamere nascoste nelle cravatte, una telecamera nascosta in una roccia finta e occhiali contenenti apparecchiature di registrazione.

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