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Blockchain e VSME, come garantire l’integrità dei dati ESG delle PMI



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Il VSME introdotto dalla Raccomandazione UE 2025/1710 offre alle PMI uno standard volontario per comunicare dati ESG a banche e clienti. L’autodichiarazione, però, espone a dubbi su integrità, immutabilità e tracciabilità. La blockchain può certificare timestamp, catena di custodia e affidabilità dei parametri più critici

Pubblicato il 5 gen 2026

Andrea Luciano

Partner – Finlaw

Marco Troglia

partner di Quaeryon Società Benefit srl



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La Raccomandazione UE 2025/1710 del 30 luglio 2025 ha introdotto il principio volontario di rendicontazione di sostenibilità per le piccole e medie imprese (VSME – Voluntary SME Standard), rappresentando una svolta per le PMI europee. Questo standard, elaborato dall’EFRAG su mandato della Commissione Europea, risponde a un’esigenza concreta: fornire alle PMI uno strumento standardizzato per comunicare le proprie performance di sostenibilità a banche, investitori e grandi clienti aziendali.

La blockchain nel contesto VSME assume valore con chiarezza per i parametri quantitativi, oggettivamente misurabili e critici per le decisioni di finanziamento e partnership commerciale.

Per le PMI che intendono distinguersi nel panorama della sostenibilità, l’adozione precoce di sistemi di certificazione blockchain può rappresentare un investimento strategico, trasformando un obbligo percepito in un’opportunità di differenziazione competitiva e accesso privilegiato a capitali e mercati sempre più orientati alla sostenibilità verificata.

VSME, cosa devono fare le aziende

La Raccomandazione (UE) 2025/1710 si inserisce nel più ampio quadro della strategia europea di semplificazione e proporzionalità della rendicontazione di sostenibilità, in risposta alle criticità applicative emerse con l’entrata in vigore della Direttiva (UE) 2022/2464 (CSRD). In tale contesto, il VSME rappresenta uno strumento di soft law che, pur non vincolante, è destinato a produrre effetti di fatto nei rapporti contrattuali e finanziari tra PMI, intermediari finanziari e imprese soggette a CSRD. Numerosi studi EFRAG e position paper di istituzioni finanziarie evidenziano come la standardizzazione volontaria dei dati ESG delle PMI riduca le asimmetrie informative e migliori l’efficienza allocativa del capitale.

Sotto il profilo giuridico-economico, il VSME può essere qualificato come standard para-regolamentare, idoneo a divenire benchmark di mercato. In tale prospettiva, l’affidabilità del dato non è un mero requisito tecnico, ma una condizione essenziale affinché le informazioni di sostenibilità possano essere utilizzate nei processi di credit scoring, risk assessment e pricing dei prodotti finanziari sostenibili.

Anche da un punto di vista pratico, il VSME nasce in un contesto ben preciso: le grandi imprese soggette alla Direttiva CSRD devono rendicontare informazioni sulla propria catena del valore, generando richieste a cascata verso i fornitori di minori dimensioni. Prima dello standard, le PMI si trovavano sommerse da questionari eterogenei, spesso ridondanti e difficilmente gestibili. Il VSME offre un linguaggio comune, ma solleva una questione cruciale: come garantire che i dati comunicati siano affidabili, verificabili e non manipolabili?

La risposta può risiedere, appunto, nella blockchain, capace di trasformare la rendicontazione di sostenibilità da esercizio di compliance a sistema di fiducia certificata.

Le sfide dell’affidabilità dei dati VSME

La Raccomandazione UE specifica che per le PMI non quotate è sufficiente un’autodichiarazione, senza obbligo di assurance esterna. Questa scelta, comprensibile per ragioni di proporzionalità, apre tuttavia interrogativi sulla credibilità delle informazioni comunicate.

Le principali criticità riguardano tre ambiti.

In primo luogo l’integrità temporale: come dimostrare che un dato è stato registrato in un momento specifico e non retrodatato?

In secondo luogo l’immutabilità: come garantire che le informazioni non siano state alterate dopo la loro registrazione?

Infine la tracciabilità: come ricostruire la catena di custodia del dato, dalla fonte primaria al report finale?

Queste domande assumono rilevanza particolare considerando che il VSME richiede informazioni comparative con l’anno precedente e che i fruitori delle informazioni, siano essi istituti finanziari o grandi imprese committenti, basano su questi dati decisioni rilevanti in termini di finanziamenti, rating ESG e selezione fornitori.

Il contributo della blockchain alla rendicontazione VSME

La tecnologia blockchain, nella sua essenza, è un registro distribuito che garantisce immutabilità, trasparenza e verificabilità delle informazioni registrate. Applicata al contesto VSME può rispondere alle criticità identificate attraverso meccanismi intrinseci.

L’immutabilità è garantita dalla struttura stessa della blockchain: ogni blocco contiene l’hash crittografico del blocco precedente, rendendo praticamente impossibile alterare un dato senza invalidare l’intera catena successiva. Per un certificatore o un auditor questo significa poter verificare che il dato visualizzato corrisponde esattamente a quanto originariamente registrato.

La marcatura temporale certificata elimina la possibilità di retrodatazione. Quando, ad esempio, un’impresa registra su blockchain il proprio consumo energetico annuale, il timestamp è indelebilmente associato al dato, fornendo prova certa del momento di registrazione.

La tracciabilità deriva dalla natura pubblica o permissioned della blockchain: ogni transazione è registrata con l’identificativo del soggetto che l’ha effettuata, creando una catena di responsabilità documentata.

La letteratura economico-finanziaria individua nella fiducia e nella verificabilità delle informazioni un fattore chiave per l’integrazione dei criteri ESG nei mercati dei capitali. White paper pubblicati da organismi internazionali e da primari istituti finanziari sottolineano come le tecnologie DLT possano ridurre il rischio di greenwashing e migliorare la qualità dei dati ESG utilizzati da banche e investitori istituzionali. In questo senso, la blockchain non deve essere intesa come strumento di mera innovazione tecnologica, ma come infrastruttura abilitante di nuovi meccanismi di accountability.

Per banche e investitori ESG-oriented, la disponibilità di dati VSME ancorati a un registro distribuito immutabile consente di ridurre il rischio operativo e reputazionale associato all’utilizzo di informazioni autodichiarate. Ciò assume particolare rilievo nel contesto della finanza sostenibile, dove la qualità del dato è sempre più scrutinata dalle autorità di vigilanza e dagli stakeholder di mercato.

Vantaggi per certificazione e verifica dei report VSME

Il VSME, pur non richiedendo assurance obbligatoria, prevede che le imprese possano decidere di sottoporre i propri report a verifica. In questo scenario la blockchain offre vantaggi significativi.

Per il certificatore, l’accesso a dati registrati su blockchain riduce drasticamente il rischio di manipolazione e semplifica le procedure di verifica. Invece di richiedere documentazione cartacea o file che potrebbero essere stati modificati, il verificatore può accedere direttamente ai dati originali con garanzia crittografica di autenticità.

Per l’impresa, la registrazione su blockchain costituisce una forma di tutela preventiva: in caso di contestazioni o dubbi sulla veridicità dei dati, l’esistenza di un registro immutabile fornisce prova documentale difficilmente contestabile.

Per i fruitori delle informazioni, banche e grandi imprese, la blockchain aggiunge un livello di fiducia che può tradursi in condizioni più favorevoli nei rapporti commerciali e finanziari. Un istituto di credito che valuta il profilo ESG di una PMI per l’erogazione di un finanziamento sostenibile può basarsi su dati la cui integrità è tecnologicamente garantita.

Parametri VSME: cosa registrare su blockchain e cosa no

Non tutti i parametri VSME presentano la stessa utilità se registrati su blockchain. L’analisi deve considerare diversi fattori: la natura quantitativa o qualitativa del dato, la frequenza di aggiornamento, la sensibilità delle informazioni e il valore aggiunto della certificazione blockchain rispetto ai costi di implementazione.

Parametri ad alta priorità per la registrazione blockchain

  • Emissioni di gas a effetto serra (B3): le emissioni di Scope 1 e Scope 2, espresse in tonnellate di CO₂ equivalente, rappresentano un caso d’uso ideale per la blockchain. Si tratta di dati quantitativi, oggettivamente misurabili, con cadenza annuale di rilevazione e importanza cruciale per investitori e finanziatori. La registrazione su blockchain delle emissioni consente di costruire uno storico verificabile, essenziale per dimostrare il raggiungimento degli obiettivi di riduzione dichiarati nell’informativa C3. L’intensità di GHG, calcolata come rapporto tra emissioni e ricavi, beneficia analogamente della registrazione blockchain.
  • Consumo energetico (B3): i dati sul consumo di energia, disaggregati tra fonti rinnovabili e non rinnovabili, presentano caratteristiche simili alle emissioni. La loro registrazione su blockchain, idealmente con collegamento diretto alle bollette energetiche digitalizzate, crea una catena di evidenze difficilmente contestabile.
  • Prelievo e consumo idrico (B6): per le imprese operanti in settori water-intensive o in aree a stress idrico, questi parametri assumono rilevanza strategica. La blockchain può registrare non solo i volumi totali, ma anche la localizzazione dei prelievi, creando un database geolocalizzato verificabile.
  • Produzione rifiuti (B7): la quantità totale di rifiuti prodotti, con la distinzione tra pericolosi e non pericolosi, e la quota reindirizzata a riciclaggio o riutilizzo sono metriche quantitative che beneficiano della certificazione blockchain. Per le imprese manifatturiere anche il flusso di massa dei materiali utilizzati rappresenta un dato critico da proteggere.
  • Infortuni e sicurezza sul lavoro (B9): il numero e il tasso di infortuni registrabili, insieme ai decessi connessi al lavoro, sono informazioni la cui accuratezza è essenziale per la valutazione del profilo di rischio sociale dell’impresa. La registrazione su blockchain garantisce che questi dati, una volta comunicati, non possano essere successivamente minimizzati.
  • Caratteristiche della forza lavoro (B8): il numero di dipendenti per tipologia contrattuale, genere e Paese costituisce la base informativa per numerosi indicatori derivati. La stabilità e verificabilità di questi dati fondamentali rafforza l’affidabilità dell’intero report.
  • Divario retributivo di genere (B10): questa metrica, calcolata come differenza percentuale tra retribuzione media maschile e femminile, è soggetta a crescente attenzione normativa e reputazionale. La registrazione su blockchain del dato annuale costruisce uno storico che documenta eventuali progressi o regressioni.
  • Condanne e ammende per corruzione (B11): si tratta di informazioni binarie o numeriche la cui accuratezza è verificabile attraverso fonti pubbliche. La registrazione su blockchain crea una dichiarazione formale che, se mendace, espone a conseguenze significative.
  • Ricavi da settori controversi (C8): per le imprese potenzialmente coinvolte in settori quali combustibili fossili, armi controverse, tabacco o pesticidi, la dichiarazione della quota di ricavi derivante da queste attività è un dato critico per l’esclusione o inclusione in indici di riferimento sostenibili.

Parametri a media priorità

  • Geolocalizzazione dei siti (B1): le coordinate dei siti posseduti, in locazione o gestiti sono informazioni relativamente stabili nel tempo ma fondamentali per la valutazione dei rischi fisici climatici e dell’impatto sulla biodiversità. La registrazione su blockchain ha senso principalmente in fase di prima comunicazione e in occasione di modifiche significative.
  • Siti in aree sensibili per biodiversità (B5): il numero e la superficie dei siti situati all’interno o in prossimità di aree protette costituisce un dato critico per gli investitori attenti ai rischi nature-related. Una volta registrato su blockchain diventa un’informazione certificata su cui basare valutazioni di lungo periodo.
  • Obiettivi di riduzione emissioni (C3): la dichiarazione degli obiettivi, con anno base e anno target, beneficia della registrazione su blockchain per garantire che gli impegni assunti non vengano successivamente modificati. Questo crea un meccanismo di accountability pubblica.
  • Percentuale dipendenti coperti da contrattazione collettiva (B10): si tratta di un indicatore sociale rilevante, quantificabile e verificabile, che merita protezione blockchain soprattutto in contesti dove la copertura sindacale è oggetto di attenzione da parte degli investitori.

Parametri a bassa priorità per la blockchain

  • Informazioni descrittive su pratiche e politiche (B2, C2): le descrizioni qualitative delle politiche di sostenibilità, pur importanti, non si prestano efficacemente alla registrazione blockchain. Si tratta di testi che possono essere legittimamente aggiornati e migliorati nel tempo e la cui immutabilità non aggiungerebbe valore significativo.
  • Modello aziendale e strategia (C1): le informazioni sulla strategia aziendale sono per natura evolutive e la loro cristallizzazione su blockchain potrebbe risultare controproducente, limitando la flessibilità comunicativa dell’impresa.
  • Rischi climatici e relative valutazioni (C4): le analisi dei rischi fisici e di transizione contengono elementi di giudizio e scenario che mal si conciliano con l’immutabilità blockchain. Ciò che può essere utilmente registrato sono eventuali dati quantitativi sottostanti, non le valutazioni qualitative.
  • Politiche sui diritti umani (C6): l’esistenza o meno di un codice di condotta e il suo contenuto sono informazioni dichiarative che non richiedono necessariamente certificazione blockchain, potendo essere verificate attraverso la pubblicazione dei documenti stessi.

Parametri da escludere dalla blockchain

  • Informazioni classificate o sensibili: il principio VSME consente alle imprese di omettere informazioni classificate ai sensi della normativa UE o informazioni sensibili la cui divulgazione potrebbe compromettere la sicurezza o la riservatezza. Per definizione, questi dati non devono essere registrati su registri pubblici o semi-pubblici.
  • Dettagli retributivi individuali: mentre il divario retributivo aggregato può essere registrato, i dati retributivi individuali sottostanti devono rimanere protetti per ragioni di privacy.
  • Informazioni su procedimenti legali in corso: le informazioni su contenziosi pendenti o indagini in corso sono per natura provvisorie e la loro registrazione su blockchain potrebbe generare problemi di natura legale.

Architettura tecnica consigliata per blockchain e VSME

L’implementazione di un sistema blockchain per i dati VSME richiede scelte architetturali ponderate. Una blockchain pubblica come Ethereum garantirebbe massima trasparenza, ma comporterebbe costi di transazione e problemi di scalabilità. Una blockchain permissioned, gestita da un consorzio di soggetti qualificati come camere di commercio, associazioni di categoria o enti di certificazione, potrebbe rappresentare un compromesso efficace.

Il modello ottimale prevede la registrazione su blockchain non dei dati grezzi, ma degli hash crittografici dei documenti e dei valori dichiarati. In questo modo l’impresa mantiene il controllo sui propri dati, rendendoli accessibili solo ai soggetti autorizzati, mentre la blockchain certifica l’esistenza e l’integrità delle informazioni in un momento specifico.

L’integrazione con smart contract può automatizzare alcune verifiche: ad esempio il confronto automatico tra emissioni dichiarate e obiettivi di riduzione, con generazione di alert in caso di scostamenti significativi.

Costi, benefici e percorso di adozione per le PMI

L’adozione della blockchain per i dati VSME comporta costi che devono essere valutati rispetto ai benefici attesi. Per una PMI i costi diretti includono l’infrastruttura tecnologica (incluso il “gas” e il costo di manutenzione e aggiornamento della blockchain), l’integrazione con i sistemi informativi esistenti e la formazione del personale.

Tuttavia i benefici potenziali sono significativi: riduzione dei costi di verifica e audit, accesso facilitato a finanziamenti sostenibili, rafforzamento della reputazione nei confronti di clienti corporate e vantaggio competitivo nella partecipazione a gare e appalti con criteri ESG.

Un approccio graduale appare consigliabile: iniziare con i parametri a più alta priorità, tipicamente le emissioni GHG e i consumi energetici, per poi estendere progressivamente la copertura in funzione delle esigenze specifiche dell’impresa e dei suoi stakeholder.

Prospettive future: Omnibus, ESAP e integrazione dei dati

L’evoluzione normativa in corso, con la proposta di semplificazione Omnibus che prevede l’adozione del principio volontario tramite atto delegato, potrebbe accelerare l’adozione di soluzioni blockchain per la rendicontazione di sostenibilità. La Commissione sta inoltre valutando l’utilizzo della fatturazione elettronica per l’estrazione automatica di dati rilevanti, aprendo prospettive di integrazione con sistemi blockchain.

Dal punto di vista degli intermediari finanziari, l’integrazione dei dati VSME certificati tramite blockchain nei sistemi interni di valutazione del rischio può facilitare l’erogazione di strumenti di finanziamento sustainability-linked e di prestiti agevolati. Analogamente, per gli investitori, l’accesso a informazioni storiche non manipolabili migliora la comparabilità tra imprese e rafforza l’affidabilità delle strategie di investimento ESG.

In prospettiva, l’adozione di soluzioni blockchain per la rendicontazione VSME potrebbe favorire la convergenza tra reporting volontario delle PMI e reporting obbligatorio delle grandi imprese, contribuendo alla costruzione di un ecosistema informativo coerente lungo l’intera catena del valore.

Inoltre, il punto di accesso unico europeo (ESAP), che consentirà alle imprese di rendere pubblicamente accessibili le proprie informazioni di sostenibilità, rappresenta un’ulteriore opportunità di integrazione con tecnologie di certificazione distribuita. Infatti, l’utilizzo della blockchain per la certificazione dei dati VSME appare coerente anche con altre iniziative europee, quali appunto l’ESAP e lo sviluppo di infrastrutture digitali comuni per la trasparenza dei mercati finanziari. In tale scenario, le PMI che adottano soluzioni tecnologiche avanzate per la rendicontazione di sostenibilità possono posizionarsi come controparti affidabili e trasparenti nei confronti di banche, investitori e grandi imprese.

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