Claude Cowork di Anthropic può a ben ragione essere considerato uno dei primi esempi concreti del cambiamento concreto innescato dagli agenti AI operativi, un cambiamento destinato a ridefinire il modo in cui i knowledge worker gestiscono le attività quotidiane.
A differenza dei tradizionali chatbot che si limitano a rispondere, questi sistemi intelligenti eseguono infatti autonomamente compiti digitali complessi, trasformandosi in veri collaboratori virtuali.
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Dalla conversazione all’azione: la nuova era degli agenti AI
Negli ultimi anni l‘AI generativa è stata impiegata dai knowledge worker soprattutto come chatbot evoluti: strumenti come ChatGPT fornivano assistenti virtuali capaci di rispondere a domande o generare testi su richiesta. Ora stiamo entrando in una nuova fase: dall’AI che conversa all’AI che agisce. Molti parlano di una vera “era degli agenti“, in cui i sistemi intelligenti passano da risponditori passivi a attori operativi nei processi digitali.
ed è in questo contesto che Anthropic, azienda nota per il modello Claude, ha introdotto Claude Cowork a gennaio 2026 proprio come esempio di agente AI operativo per knowledge worker.
Disponibile in anteprima per gli abbonati Claude Max su macOS, Cowork estende le funzionalità di Claude Code (nato per programmatori) a un pubblico non tecnico. In sostanza si presenta come un collega virtuale in grado di eseguire compiti digitali al posto dell’utente, interagendo con file, applicazioni e web in base a istruzioni in linguaggio naturale.
Cos’è e come funziona Claude Cowork
Claude Cowork è essenzialmente un agente AI autonomo integrato nell’app di Claude. A differenza di una chat tradizionale, in cui l’AI fornisce risposte turno per turno, Cowork può prendere in carico un compito complesso descritto dall’utente e portarlo a termine eseguendo più azioni consecutive in autonomia. In pratica, l’utente descrive in linguaggio naturale l’obiettivo da raggiungere (ad esempio: “organizza tutti questi documenti per data e fammi un report sintetico”) e Cowork “si mette al lavoro” da solo.

Dal punto di vista tecnico-operativo, l’utente deve prima concedere a Claude l’accesso a una o più cartelle sul proprio computer, delimitando così il perimetro dei file su cui l’agente potrà operare. All’interno dell’app Claude per Mac, Cowork appare come una scheda (tab) dedicata, accanto alle modalità Chat e Code: qui le sessioni non sono semplici chat, ma vere e proprie “task“.
L’agente analizza i file consentiti, pianifica i passi necessari e li esegue tramite comandi e script in un ambiente isolato (una macchina virtuale controllata). Durante l’esecuzione, l’interfaccia mostra all’utente uno stato di avanzamento articolato in step, con eventuali richieste di conferma quando c’è da compiere un’azione sensibile (es. aprire un sito web o cancellare un file). Al termine, Cowork produce il risultato richiesto, che si tratti di una cartella riorganizzata, un nuovo documento generato o un insieme di dati estratti.
Questo approccio “a delega” rappresenta la differenza chiave rispetto al classico modello domanda-risposta: invece di interagire continuamente, l’utente può affidare un intero compito all’AI e attendere che venga completato. In altre parole, Cowork trasforma l’esperienza da un dialogo iterativo a un’esecuzione autonoma in background, permettendo al knowledge worker di concentrarsi su altro mentre l’agente svolge le attività operative richieste.
Principali funzionalità e capacità operative
Claude Cowork è progettato per gestire una varietà di attività tipiche del lavoro di ufficio e di analisi, sfruttando le capacità del modello Claude (versione Opus 4.5) oltre la semplice generazione di testo. Dalle prime sperimentazioni sul campo emergono alcune funzionalità chiave:

- Organizzazione e conversione file: Cowork ordina automaticamente documenti e immagini, creando cartelle strutturate per data, tipo o progetto, e può convertire o rinominare in massa file di vari formati. Ad esempio, è in grado di suddividere una cartella di screenshot in sottocartelle mensili o di unire decine di immagini in un singolo PDF con un solo comando.
- Estrazione di dati e sintesi documentale: l’agente legge il contenuto di documenti (testo, tabelle, immagini) ed estrae le informazioni chiave per generare output strutturati. Può ad esempio analizzare una serie di scontrini e compilare un foglio Excel con importi e categorie spesa, oppure riassumere il contenuto di decine di file di testo in un report di sintesi pronto per la revisione.
Vantaggi: cosa offre un “coworker” AI al professionista
Dal punto di vista del knowledge worker, un agente come Claude Cowork offre vari benefici pratici:
Aumento di produttività: delegando all’AI molte attività ripetitive e di basso valore, l’utente risparmia tempo e può concentrarsi su compiti a maggior contenuto strategico o creativo. Ad esempio, ordinare decine di file o generare un report richiede all’agente pochi secondi o minuti, contro le ore di lavoro manuale. Meno operazioni manuali significa anche meno errori dovuti a sviste, dato che Cowork segue le istruzioni in modo sistematico.
Automazione accessibile senza coding: Cowork rende automazioni complesse disponibili anche a chi non ha competenze di programmazione. Basta descrivere in linguaggio naturale cosa si vuole ottenere, e l’AI esegue. Questo democratizza l’uso dell’AI operativo in azienda: processi che prima avrebbero richiesto script o macro possono essere attivati direttamente dall’utente. I primi tester hanno notato come l’agente produca risultati spesso migliori della semplice chat tradizionale, con output già utilizzabili con minime correzioni.

Limiti e rischi: fattori da considerare
Accesso limitato e maturità beta: al momento Claude Cowork è disponibile solo come anteprima per pochi utenti (piani Max su macOS), il che ne limita la diffusione iniziale. Inoltre l’esperienza d’uso è ancora instabile: i primi tester segnalano bug, errori e numerose richieste di conferma manuale, segno che il prodotto è ancora immaturo.
Curva di apprendimento: Cowork semplifica l’automazione ma non è completamente plug-and-play. Molti utenti non tecnici si trovano spiazzati nel vedere comandi e log tecnici durante l’esecuzione e devono talvolta intervenire per autorizzare o correggere l’AI. L’agente inoltre richiede istruzioni precise: se l’obiettivo è troppo generico o creativo, tende a produrre risultati insoddisfacenti o incompleti e va guidato con maggior dettaglio.
Sicurezza e fiducia: concedere a un’AI accesso ai propri file comporta rischi. Anthropic raccomanda di evitare di dare a Cowork cartelle con dati sensibili o critici, poiché l’agente può leggere, modificare e cancellare permanentemente tutto ciò che è nel suo perimetro. Esiste anche il rischio di prompt injection, cioè istruzioni malevole nascoste in file o pagine web che potrebbero indurre l’AI ad azioni indesiderate. Pur con filtri e sandbox predisposti per mitigare questi pericoli, il rischio non è azzerato. È quindi essenziale usare Cowork con cautela: lavorare su copie di backup, limitare le autorizzazioni allo stretto necessario e verificare i risultati, specialmente in ambito aziendale.
Casi d’uso pratici
- Organizzazione archivi e sintesi documentale: Cowork può analizzare decine di documenti (e relative email di progetto), catalogarli in cartelle tematiche e produrre un documento riepilogativo con i punti chiave emersi.
- Estrazione dati amministrativi: l’agente legge ricevute e fatture (anche scansionate) ed estrae i dettagli in un foglio Excel per le note spese, compilando automaticamente i campi rilevanti.
- Automazione di routine: ad esempio filtrare e prioritizzare le email in arrivo (triage dei messaggi importanti), delegando all’AI le piccole attività ripetitive quotidiane.
Confronto con altri agenti AI
OpenAI ha lanciato ChatGPT Atlas, un browser con agente AI integrato per compiere azioni sul web, mentre Google con Workspace Studio punta ad automatizzare flussi di lavoro nelle applicazioni cloud di Workspace.
Claude Cowork si distingue focalizzandosi sui file e strumenti locali del singolo utente, in modo complementare agli agenti orientati al web o alle suite aziendali.
Prospettive future degli agenti AI nel lavoro
Claude Cowork offre un primo assaggio concreto di come l’AI possa diventare un collaboratore operativo del knowledge worker. Questo strumento mostra il potenziale per un salto di efficienza, automatizzando attività onerose e liberando tempo per compiti a maggior valore, ma anche le nuove sfide in termini di controllo e fiducia. Essendo una tecnologia emergente e ancora acerba, rimarrà inizialmente confinata agli early adopter e a progetti pilota.
Alcuni osservatori prevedono che agenti AI come Cowork potranno rivoluzionare il lavoro impiegatizio più di quanto abbiano fatto finora i chatbot. Per arrivarci, però, serviranno prove di affidabilità, costi sostenibili e soprattutto integrazione nei processi organizzativi. Nel breve termine, aziende e professionisti interessati farebbero bene a sperimentare con cautela: piccoli casi d’uso, misurando benefici e rischi, e formando gli utenti a interagire con l’AI in modo consapevole. La direzione è tracciata, dall’AI assistente all’AI agente, e strumenti come Claude Cowork indicano che il futuro del lavoro vedrà umani e AI collaborare fianco a fianco su un livello operativo, con l’uomo sempre nel ruolo di supervisore ultimo.














