diritto d’autore

AI e copyright, Londra cambia rotta dopo le proteste: più tutele in arrivo



Indirizzo copiato

Il governo britannico riconsidera l’equilibrio tra intelligenza artificiale e diritto d’autore dopo la pressione delle industrie creative e la campagna “make it fair”. Prime proposte il 18 marzo 2026, con valutazione d’impatto

Pubblicato il 28 gen 2026



equo compenso agcom ia e copyright

La Gran Bretagna ripensa al rapporto tra intelligenza artificiale e diritto d’autore.

Il ministro inglese per la tecnologia e le scienze, a dicembre 2025, ha fatto il punto davanti al Parlamento sulla revisione della materia in tema di IA.

HEATED UK PARLIAMENT HEARING: Ministers Grilled on AI & Copyright Laws | Artists vs Big Tech | AC15

IA e diritto d’autore nel Regno Unito: dal “friendly” al ripensamento

In passato si era avuta l’impressione che il Primo Ministro Starmer, con lo scopo di colmare il divario con i Paesi più avanzati sulle nuove tecnologie e sull’IA e, conseguentemente, attrarre investimenti, fosse disponibile ad allentare i paletti normativi anche sotto il profilo del diritto d’autore.

Appare superfluo ricordare che la Gran Bretagna, dopo la Brexit del gennaio 2020, non fa più parte dell’UE e, di conseguenza, non è toccata né dall’AI Act né dalle nuove norme entrate in vigore con riguardo al mondo digitale.

Brexit e autonomia normativa: la cornice in cui Londra decide

Il Regno Unito è dunque libero nel suo approccio legislativo, potendo scegliere soluzioni diverse da quelle europee.

La posizione di Starmer era forse dettata dall’idea che gli investimenti potenzialmente derivanti da un approccio “friendly” nei confronti dei creatori di sistemi di IA potessero comportare un vantaggio per il benessere economico nazionale.

Pressione creativa e IA nel Regno Unito: la svolta “make it fair”

Tuttavia, la netta posizione assunta dal mondo creativo inglese – e non solo – per la tutela dei propri diritti d’autore e, più in generale, della propria posizione economica, portata avanti anche con la nota campagna “make it fair” di febbraio 2025, ha portato a una revisione del punto di vista del governo inglese.

Questa revisione pare certificata dalla relazione del Ministro.

Un equilibrio dichiarato tra innovazione e industrie creative

Se, infatti, il governo britannico non rinnega la volontà di essere all’avanguardia nel campo della scienza e della tecnologia affinché i cittadini possano beneficiare di scoperte e innovazioni trasformative, al contempo chiarisce che nel rapporto tra diritti d’autore e IA occorre sostenere e promuovere l’innovazione e la crescita in tutti i settori dell’economia, comprese le industrie creative.

Ciò significa continuare, secondo le parole del Ministro, a “sostenere le industrie creative”, che danno un enorme contributo economico, plasmano l’identità nazionale e conferiscono una posizione unica sulla scena mondiale.

L’album di protesta e la richiesta di distinguere umano e IA

Non vi è chi non veda in queste parole il riferimento alla levata di scudi di musicisti ed editori musicali inglesi.

In più di mille hanno contribuito a realizzare l’album di protesta “is that what we want?”, contro le modifiche che solo un anno fa il governo britannico sembrava voler apportare alle norme sul copyright.

Attraverso l’iniziativa, musicisti e lavoratori del settore musicale chiedevano risposte chiare e soprattutto una netta differenziazione tra l’etichettatura di ciò che era di provenienza dell’ingegno umano e ciò che poteva arrivare dall’attività dei soli sistemi, se a questa attività si voleva dare un riconoscimento e una tutela.

Consultazione e IA e diritto d’autore nel Regno Unito: i numeri del “reset”

C’è chi parla di un vero e proprio reset rispetto all’approccio passato sul delicato rapporto tra diritti e IA.

Che il terreno sia scivoloso e la questione cruciale lo conferma il Ministro stesso, rendendo nota una consultazione, fatta in accordo con il Ministero della Cultura, che ha ricevuto oltre 11.500 risposte.

Le risposte sono arrivate da singoli creatori, titolari di diritti, sviluppatori di IA e accademici.

Risposte che sono state esaminate singolarmente nel tentativo di trovare una sintesi e un indirizzo.

Tavole rotonde e ascolto degli stakeholder

Sia in Parlamento, con il lavoro dei gruppi parlamentari, sia a livello ministeriale, sono stati ascoltati i rappresentanti dei media, delle industrie creative, degli sviluppatori di IA e del mondo accademico.

Sono state organizzate tavole rotonde per facilitare una discussione aperta e il più possibile a 360 gradi.

Il report del 18 marzo 2026: trasparenza, licenze e risultati dell’IA

Il lavoro, secondo il Ministro, non sarà breve.

Una prima panoramica arriverà il 18 marzo 2026, e lì si potrà comprendere la strada che la Gran Bretagna intende percorrere.

Strada che sicuramente nascerà anche dai quattro gruppi di lavoro di esperti nei settori del controllo e degli standard tecnici, di informazione e trasparenza, di licenze e creatività: tavoli istituiti per rispondere alle domande e ai dubbi sollevati dalla consultazione.

La relazione prevista per il 18 marzo 2026 sarà accompagnata, come vuole il diritto inglese, da una valutazione dell’impatto economico delle proposte che saranno avanzate.

Il Ministro si è dato l’ambizioso fine di rispondere, con la relazione e le proposte, a quelli che sembrano cinque punti cardine: i requisiti di trasparenza, gli accordi di licenza, l’impatto del diritto d’autore sull’accesso ai dati di formazione e training, gli standard tecnici e i meccanismi di applicazione, e infine le questioni relative ai risultati dell’IA, tra cui le opere generate dai sistemi di intelligenza artificiale.

Sicuramente la relazione del 18 marzo 2026 del Ministero britannico all’innovazione rappresenterà un punto di volta (o, forse, di svolta) per il sistema britannico.

Ma, considerata la problematica globale e gli interrogativi similari che i diversi governi stanno affrontando, potrebbe fornire spunti anche in sede europea, in un contesto che con il Digital Omnibus vorrebbe vedere un riordino sistematico del settore “digitale” nel suo complesso.

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x