Seguendo quanto già avviato nel Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), l’insegnamento di informatica entra tra le discipline scolastiche a partire dalla scuola primaria. Questo è quanto previsto dalle Nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e delle scuole del primo ciclo di istruzione, che entreranno in vigore gradualmente dall’anno scolastico 2026/2027, sostituendo quelle del 2012.
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Perché l’informatica arriva nel curricolo del primo ciclo
Le Nuove Indicazioni ridefiniscono l’impianto del curricolo, le priorità, la terminologia e le cornici metodologiche, con ricadute dirette sulla progettazione didattica, sulla valutazione e sulle pratiche inclusive.
Si tratta del risultato di azioni realizzate in questo senso soprattutto in ambito scolastico e accademico nazionale ed europeo da diversi anni (soprattutto da parte del Laboratorio Nazionale CINI “Informatica e Scuola” e dalla coalizione internazionale Informatics for All), e con una spinta decisiva che è venuta dalla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 23 novembre 2023, che “raccomanda l’introduzione dell’insegnamento dell’informatica fin dall’inizio dell’istruzione obbligatoria”. Una raccomandazione particolarmente pressante in un mondo in cui è fondamentale riuscire ad attivare la principale leva di indipendenza nelle scelte e nei percorsi di vita: la consapevolezza digitale, per cui è basilare la comprensione delle tecnologie e dell’IA da un punto di vista teorico e pratico.
Insegnamento di informatica nella scuola primaria: cosa cambia
Certamente, in questo senso, l’introduzione dell’informatica sin dalla scuola primaria, anche se non come nuova disciplina ma all’interno di Matematica e Tecnologia, rappresenta un risultato importante, che però non può che essere considerato soltanto un punto di partenza, in quanto sono da costruire le condizioni per la sua concreta ed efficace attuazione.
Analizziamo, in ordine, i contenuti e l’approccio riportati nelle Nuove Indicazioni Nazionali e le condizioni necessarie che devono rappresentare il focus principale dei prossimi anni.
Visione culturale integrata e obiettivi formativi dichiarati
L’introduzione dell’informatica è presentata nel quadro più ampio della necessità di acquisizione, da parte di bambini e adolescenti, di una visione organica e interdisciplinare, verso “una visione culturale integrata degli ambiti umanistico, matematico-scientifico e tecnologico”. Lo scopo dichiarato è, nello spirito della Raccomandazione europea, di “consentire a bambini e adolescenti di proiettarsi con sicurezza e consapevolezza nel mondo e, in particolare, comprendere la società e i suoi fenomeni, oltre che i fondamenti del pensiero matematico-scientifico-tecnologico”. Infatti, nelle Nuove Indicazioni si sottolinea come “la conoscenza dei principi e dei fondamenti culturali dell’informatica fornisca gli strumenti per leggere da una prospettiva diversa i vari contesti in cui l’elaborazione automatica delle informazioni riveste un ruolo chiave”, vista come primo passo verso un approccio più profondo, che necessariamente deve richiedere una pratica laboratoriale e sperimentale, di scoperta e applicazione, perché l’apprendimento e la reale comprensione sono legati alla pratica operativa, dopo e durante la fase conoscitiva.
Insegnamento di informatica nella scuola primaria e inclusione
E, come si sottolinea nelle Nuove Indicazioni, a partire dalla scuola primaria, l’introduzione di questo insegnamento “[..] favorisce un utilizzo sicuro e responsabile delle tecnologie informatiche. Questo ordine di scuola è determinante perché pone le basi per lo sviluppo delle competenze matematico-scientifico-tecnologiche e favorisce un ambiente culturale in cui l’approccio a tali discipline avviene in modo sereno e inclusivo, anche evitando stereotipi di genere”.
La secondaria di primo grado: laboratorio, errore, metodo scientifico
In particolare nella scuola secondaria di primo grado, dove naturalmente l’informatica è affrontata in maggiore profondità, con un valore specifico della sperimentazione e della pratica laboratoriale “l’apprendimento matematico-scientifico, realizzato in un contesto laboratoriale, attiva processi cognitivi quali la riflessione, la generalizzazione, l’argomentazione e la giustificazione, stimolando una comprensione profonda dei concetti e una ridefinizione dell’idea di errore; lungi dall’essere un semplice segnale di insuccesso o di lacuna, l’errore emerge come un componente intrinseco e ineludibile del processo scientifico stesso”.
Insegnamento di informatica nella scuola primaria dentro una rete di correlazioni
L’approccio organico in cui si vuole inserire l’introduzione dell’informatica è sottolineato dal quadro generale di riferimento e di correlazione da considerare, in cui gli aspetti evidenziati sono:
- una visione integrata delle discipline scientifiche, in modo che il sapere matematico-scientifico sia percepito come “una rete integrata di competenze, utile per affrontare situazioni problematiche”;
- il potenziamento di una didattica basata su esperimenti e attività laboratoriali, in quanto “l‘approccio laboratoriale, in tutte le sue forme, incoraggia lo sviluppo di un atteggiamento positivo verso le discipline matematico-scientifiche, ma soprattutto rappresenta il fondamento per un apprendimento significativo, basato sull’attivazione di processi d’indagine che preparino gli alunni ad agire nel mondo con spirito critico di ricerca”;
- una maggiore attenzione verso tematiche di educazione civica, in modo da favorire lo sviluppo di “competenze di cittadinanza attiva” e “capacità di vagliare criticamente, seppure a livello elementare, gli aspetti connessi con le problematiche ambientali, comprendendo l’importanza di preservare le risorse naturali e di ricercare soluzioni sostenibili.”;
- una maggiore attenzione alla prospettiva storica, “sfondo ineludibile per la considerazione di ogni forma di espressione del pensiero umano (scientifico e non).” E, in questo senso, si indica di operare in un’ottica di superamento del pregiudizio di genere, e in particolare che “sarà sottolineata la presenza di figure femminili che hanno dato un contributo allo sviluppo della scienza, così da avvicinare le alunne alle discipline scientifiche e tecnologiche, in cui il divario di genere è purtroppo ancora significativo. Anche il riconoscimento dei fenomeni discriminatori che in passato hanno ostacolato il percorso di brillanti scienziate, si rivela fondamentale per decostruire preconcetti e promuovere una visione più equa e completa della scienza”. Interessante e certamente da condividere questo approccio critico e consapevole alla visione storica, in evidente contrasto con quanto affermato invece nell’ambito disciplinare della Storia, dove invece si spinge per un approccio narrativo in quanto si ritiene irrealistico sviluppare capacità che consentano “di leggere e interpretare le fonti, per poi valutarle criticamente magari alla luce delle diverse interpretazioni storiografiche”.
Approccio laboratoriale, sperimentazione e pensiero critico
Secondo un approccio positivo allo sviluppo del pensiero critico, le Nuove Indicazioni evidenziano come sia importante acquisire, attraverso la “comprensione del funzionamento dei sistemi basati sulle tecnologie informatiche”, la comprensione delle loro possibilità e dei loro limiti, e quindi delle importanti opportunità sociali, “evitando che diventino strumento di esclusione o di oppressione”.
Questo aspetto di correlazione con l’impatto dell’utilizzo delle piattaforme digitali sul contesto relazionale e sociale, e quindi della consapevolezza digitale necessaria, diventa uno dei punti principali che caratterizza gli obiettivi dell’introduzione dell’informatica, incluso lo sviluppo della “comprensione del valore dei dati, sia dal punto di vista personale che generale, e di come la raccolta e l’elaborazione di grandi quantità di dati influisca sulla società”. Con una sottolineatura, “dirimente”, di comprensione del “principio fondamentale che siano gli esseri umani a mantenere il controllo sulle decisioni basate su sistemi informatici che possono avere un impatto significativo sulle persone”.
L’approccio laboratoriale e sperimentale per lo sviluppo del pensiero critico va nella direzione di quanto suggerito da tutti gli studi recenti, per cui è bene anche per i bambini, soprattutto se in un contesto come quello scolastico, imparare a sviluppare spirito critico sull’informazione sulla base della possibilità di sperimentare direttamente, ad esempio, l’esposizione a misinformazione e disinformazione. Alcuni progetti sperimentali in particolare, hanno consentito di dimostrare, con gruppi di confronto, che i bambini acquisiscono comportamenti e abitudini che li spingono a un’attenta verifica sulle affermazioni e sui contenuti reperiti in rete, quindi, sono in grado di cogliere meglio la misinformazione quando sono stati “esposti” a imprecisioni che possono essere rilevate.
Nelle Nuove Indicazioni appaiono, così, sviluppati tutti gli indirizzi delle proposte che hanno preceduto questo passo di consolidamento. Ci si sarebbe attesi una maggiore presenza dell’Intelligenza Artificiale, oggi pervasiva e presente in praticamente tutti i sistemi informatici e tutte le piattaforme digitali. D’altra parte sarà difficile un insegnamento dell’informatica che possa, comunque, prescinderne.
Ma quali sono le condizioni da costruire perché questa innovazione possa concretizzarsi e aver successo?
Le condizioni per attuare l’innovazione dal 2026/2027
Si tratta di realizzare l’attuazione efficace e di successo di un’innovazione potenzialmente dirompente in un contesto mediamente di basse competenze digitali (l’Italia ha registrato nelle rilevazioni Eurostat 2025 un incremento notevole rispetto al 2023, ma ancora soltanto il 54% della popolazione possiede competenze digitali almeno di base) e attenzione soprattutto regolatoria e normativa all’uso delle piattaforme digitali.
I fattori da considerare
I fattori da considerare sono quindi diversi e non tutti relativi soltanto all’ambito scolastico. Ne sottolineo alcuni a mio avviso rilevanti:
- organicità e coerenza di approccio. Le descrizioni prima sintetizzate sull’informatica nelle Nuove Indicazioni rappresentano delle innovazioni sul piano delle metodologie didattiche, consolidando anche quanto realizzato in questi anni a livello progettuale e sperimentale. Sono innovazioni che però sono inefficaci se considerate specifiche di un insegnamento e non come approccio didattico generale per lo sviluppo delle capacità degli alunni, a partire dal pensiero critico. In questo senso l’innovazione didattica nella scuola del primo ciclo non è scindibile dall’introduzione dell’informatica, e viceversa;
- adeguatezza dell’ambiente di apprendimento, degli spazi e dei tempi scolastici. La condivisibile e necessaria enfasi sull’importanza della pratica laboratoriale e della sperimentazione richiede di sviluppare, come già evidenziato a suo tempo nel PNSD, un percorso di innovazione degli ambienti di apprendimento, sia nel senso delle attrezzature tecnologiche disponibili sia dei luoghi dove si svolgono le attività (in aule e spazi adeguati alle nuove esigenze) e dei tempi di scuola. La consapevolezza che la configurazione degli spazi di apprendimento sia dirimente per l’efficacia delle attività non ha bisogno di ulteriori prove, e richiede la definizione e l’attuazione di piani di adeguamento generalizzati;
- formazione continua e supporto a docenti e dirigenti scolastici. Molto è stato fatto, anche grazie ai progetti finanziati dal PNRR, ma certamente è importante che si continuare a investire sul fronte della formazione, in quanto non si tratta soltanto di consentire ai docenti di Matematica e Tecnologia di approcciare l’introduzione dell’informatica in modo innovativo, ma anche di dare un respiro organico innovativo, come già sottolineato, alla metodologia didattica di tutti gli insegnamenti, in ambienti di apprendimento adeguati e con una tensione alla formazione continua, massimizzando collaborazioni e co-progettazioni tra il personale di una scuola e tra le scuole. Ad esempio, le tecnologie di IA possono essere sviluppate per un approccio personalizzato all’apprendimento e nel senso della proattività, ma possono anche essere utilizzate per costruire un contesto in cui il processo di apprendimento di gruppo può trovare pieno dispiegamento e supporto per stimoli di interazione, co-progettazione e co-realizzazione, supportando così l’incremento delle indispensabili capacità di lavoro di gruppo (che sappiamo tra le principali nell’insieme delle “competenze chiave per il futuro”). Perché questo possa avvenire con efficacia, utilizzando nella didattica anche le opportunità dell’IA, il supporto specialistico territoriale ai docenti e ai dirigenti, insieme alle attività di formazione, rappresenta una condizione fondamentale;
- supporto alle famiglie. L’azione che ha portato le scuole a essere centri di riferimento nel territorio per lo sviluppo di una consapevolezza delle famiglie nel contrasto al cyberbullismo rappresenta un esempio positivo che è necessario ampliare e consolidare. L’obiettivo che ci si propone, di far sì che bambini e adolescenti acquisiscano, ad esempio, capacità critica nell’utilizzo delle piattaforme digitali e nelle interazioni sociali lì veicolate, non può che essere raggiunto favorendo la crescita di consapevolezza digitale nei contesti familiari, con un approccio pragmatico e graduale rispetto alle diverse fasce d’età. Se, come ha rilevato il rapporto di Save The Children “XVI Atlante dell’Infanzia (a rischio) – Senza Filtri”, il 74,2% degli adolescenti italiani utilizza l’IA almeno una volta la settimana, la crescita della consapevolezza familiare diventa fondamentale, con azioni in cui la scuola opera in rete con associazioni e istituzioni nel territorio (come è il caso della rete dei Punti Digitale Facile).
Insegnamento di informatica nella scuola primaria: i prossimi passi operativi
Le innovazioni necessarie per rendere efficace l’introduzione dell’informatica nella scuola del primo ciclo devono agire in un contesto ampio, oltre il singolo insegnamento.
Il percorso che si apre, ambizioso, è di una co-progettazione corale tra docenti e studenti in cui anche le famiglie svolgono un importante ruolo di supporto, perché è necessario che la consapevolezza digitale che progressivamente si sviluppa nei bambini e negli adolescenti trovi interlocutori positivi anche al di fuori del contesto scolastico. Infatti, se per i minori la scuola rappresenta il luogo deputato allo sviluppo delle capacità di comprensione, per le famiglie rappresenta una splendida opportunità, perché potenzialmente può essere elemento di sostegno alla riduzione delle disuguaglianze di partenza, grande macigno per le evoluzioni educative.
Si tratta, quindi, di un percorso di cambiamento culturale, che è bene sviluppare con un approccio che stimoli la curiosità e la proattività, l’approfondimento critico e la creatività, contrastando, in questo senso, la tendenza alla navigazione superficiale sulla rete, alla riduzione della capacità di attenzione per un utilizzo consapevole, competente e indipendente delle tecnologie.

















