il rapporto

L’insegnamento dell’informatica nelle scuole europee: il punto nel rapporto Eurydice

L’informatica è ancora una disciplina relativamente nuova nell’istruzione scolastica europea e il contenuto, la denominazione e l’orientamento delle relative materie scolastiche variano nei vari Paesi. Il rapporto della rete europea Eurydice mette a confronto 37 paesi rispetto allo studio della disciplina

Pubblicato il 05 Dic 2022

Carmelina Maurizio

Università degli Studi di Torino

Photo by Surface on Unsplash

Eurydice, nata nel 1980, è la rete europea che raccoglie, aggiorna, analizza e diffonde informazioni sulle politiche, la struttura e l’organizzazione dei sistemi educativi europei e ha da poco pubblicato un rapporto comparativo sullo studio dell’informatica nelle scuole dei paesi europei.

Il rapporto copre 37 Paesi europei (39 sistemi educativi) e presenta dati che si basano su norme e documenti ufficiali della rete Eurydice (27 Stati membri dell’UE più Albania, Bosnia-Erzegovina, Svizzera, Islanda, Liechtenstein, Montenegro, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia e Turchia). Le informazioni, riferite all’anno scolastico 2020/2021, coprono il livello primario e il livello secondario di istruzione.

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L’indagine ” Informatics education at school in Europe”

Il rapporto cerca di rispondere a numerose domande, tra cui: quando si inizia a studiare informatica in Europa e su quali contenuti si basa l’insegnamento a scuola e anche quali siano le competenze e i titoli necessari per i docenti. Il titolo dell’indagine è Informatics education at school in Europe[1], una pubblicazione organizzata in tre capitoli: il primo che illustra gli approcci curricolari all’insegnamento dell’informatica, per esempio, se la disciplina viene insegnata come materia separata o integrata con altre discipline, o se viene considerata materia obbligatoria oppure opzionale. Nel secondo capitolo, vengono esaminati e presentati i contenuti di informatica attraverso i risultati di apprendimento, individuando 10 aree tematiche principali, tra le quali troviamo, ad esempio, algoritmi, programmazione, reti, sistemi informatici. Il terzo capitolo è dedicato ai profili professionali e alle qualifiche che il docente di informatica deve possedere per insegnare questa disciplina e ai programmi di sviluppo professionale disponibili.

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“Lo spazio che le tecnologie digitali occupano nella nostra vita quotidiana cresce ogni giorno di più, dai telefoni personali all’insegnamento a distanza, dall’ascolto della musica ai bonifici bancari”, ha dichiarato nell’introduzione Mariya Gabriel Commissario responsabile per l’Innovazione, la Ricerca, la Cultura, l’Istruzione e la Gioventù, “esse plasmano le nostre società ed economie e sono in costante e rapida evoluzione. Spesso si parte dal presupposto errato che i giovani siano naturalmente esperti di digitale e di informatica. Naturalmente non è sempre così, soprattutto per chi ha meno opportunità e proviene da un contesto svantaggiato”.

Le azioni della Ue per l’istruzione e le competenze digitali

La Commissione europea ha lanciato, tra gli altri, il Piano d’azione per l’istruzione digitale (2021-2027)[2], che intende sostenere i sistemi di istruzione e formazione degli Stati membri per adattarsi all’era digitale, ma anche per rendere l’istruzione digitale di alta qualità più accessibile e più inclusiva. Le competenze digitali sono state inserite tra le competenze chiave per l’apprendimento permanente fin dalla prima raccomandazione europea in materia del 2006[3].

Il piano d’azione per l’istruzione digitale 2021-2027 (Commissione europea, 2020b), la comunicazione sullo Spazio europeo dell’istruzione (Commissione europea, 2020c)[4] e l’agenda aggiornata delle competenze (Commissione europea, 2020d) insieme mirano a rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri nel settore dell’istruzione e della formazione e a contribuire agli obiettivi generali della Commissione europea di un’Europa digitale e verde. Inoltre, il decennio digitale dell’UE, presentato nel marzo 2021, fissa l’obiettivo di avere 20 milioni di specialisti in TIC e di avere almeno l’80% della popolazione con competenze digitali di base[5]. Queste iniziative tengono ampiamente conto delle lezioni iniziali apprese dalla crisi COVID-19, soprattutto in relazione alla “trasformazione digitale dei sistemi di istruzione e formazione”[6].

DigCompEdu

A livello europeo, il quadro di riferimento  delle competenze digitali per l’istruzione è DigCompEdu[7]. La sua ultima versione è stata pubblicata nel marzo 2022, con le cinque aree principali e le 21 competenze rimaste invariate. Per alimentare e sostenere il lavoro nei Paesi europei volto a sviluppare e rafforzare ulteriormente l’educazione informatica a scuola, la coalizione Informatics for All [8]ha recentemente sviluppato un quadro di riferimento specifico.

L’informatica è ancora una disciplina relativamente nuova nell’istruzione scolastica europea e il contenuto, la denominazione e l’orientamento delle relative materie scolastiche variano nei vari Paesi. Nell’analisi sono state identificate dieci aree fondamentali dell’informatica come disciplina scientifica: dati e informazioni, algoritmi, programmazione, sistemi informatici, reti, interfaccia persone-sistema, progettazione e sviluppo, modellazione e simulazione, consapevolezza e responsabilizzazione, sicurezza. L’informatica è considerata una disciplina distinta quando i risultati dell’apprendimento di queste aree sono inclusi nel curriculum in una materia informatica separata (obbligatoria o opzionale) o integrati in un’altra.

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Lo stato dell’arte in Europa e nel mondo

In Europa, vengono utilizzati nomi diversi per riferirsi alla disciplina, come computer science, computing, informatics e information technology. In paesi come la Francia, l’Italia, la Spagna e la Germania, i termini nazionali per l’informatica (cioè informatique, informatica, informática, Informatik) denotano sia la parte scientifica che la parte di ricerca, indicano sia la parte scientifica della disciplina, che corrisponde al termine “computer science” nel Regno Unito e negli Stati Uniti, sia la parte tecnologica della disciplina, che in quei Paesi è solitamente indicata come information technology.

Alcuni Paesi europei hanno una lunga tradizione di insegnamento dell’informatica a scuola; ad esempio, in Polonia viene insegnata dagli anni ’90 e in Slovacchia dai primi anni 2000.

Molti altri Paesi hanno introdotto l’informatica più di recente, soprattutto a partire dalla scuola primaria: nel Regno Unito la Royal Society ha pubblicato nel 2012 un rapporto in cui sostiene la necessità di educare tutti gli studenti all’informatica fin dalla scuola primaria. Nel 2014/2015, le scuole del Regno Unito hanno iniziato a introdurre il curriculum informatico e nel 2018 il governo ha creato il National Centre for Computing Education.

Analogamente, in Francia l’Académie des Sciences, nel suo rapporto del 2013 sul ruolo dell’informatica nell’istruzione scolastica, si è espressa a favore dell’insegnamento dell’informatica nelle scuole dalla primaria.

Fuori dall’Europa, a testimonianza di una tendenza globale di introduzione delle discipline legate all’informatica nei curricula, negli Stati Uniti nel 2015 il Congresso ha approvato la[9]every student succeeds“, che ha incluso l’informatica tra le materie educative “well-rounded” che dovrebbero essere insegnate nelle scuole; nel 2016, Israele ha introdotto l’informatica dal quarto anno della scuola primaria fino alla fine della scuola secondaria e il Giappone ha riformato il proprio curriculum relativo all’educazione informatica, iniziando dalla scuola primaria nel 2020, seguita la scuola media nel 2021 e la secondaria superiore nel 2022.

Le ore di studio dell’informatica nelle scuole europee

A differenza dell’istruzione primaria e secondaria inferiore, dove il tempo di insegnamento dell’informatica è generalmente obbligatorio per tutti gli studenti, la maggior parte del tempo assegnato a livello secondario superiore è facoltativo o obbligatorio solo per alcuni studenti. In Bosnia-Erzegovina, si insegnano almeno 240 ore nei quattro gradi dell’istruzione secondaria superiore, 280 ore nel programma di matematica/scienze naturali e 432 ore nel programma di informatica. In Serbia, tutti gli studenti hanno 163,45 ore di informatica nei quattro gradi. In Romania, la materia TIC, obbligatoria per tutti, prevede 35 ore per grado. In Cechia, sono 117 le ore di insegnamento di informatica e TIC, obbligatoria per tutti in ogni grado di scuola. In Grecia, gli studenti devono studiare informatica per 52,5 ore nel primo anno e secondo anno.

In Polonia, tutti gli studenti della scuola secondaria superiore studiano l’informatica per 85,5 ore, mentre quelli di informatica avanzata hanno 171 ore aggiuntive.

In Ungheria, le materie cultura digitale (53,4 ore nel primo grado) e informatica (27 ore nel secondo grado) sono obbligatorie per tutti.

In Slovacchia, il tempo di istruzione obbligatorio è di circa 75 ore. In Bulgaria, tutti gli studenti devono frequentare la materia informatica nei primi tre gradi; in Austria, informatica nel primo grado dell’istruzione secondaria superiore generale è obbligatoria per 65 ore. In Francia, scienze e tecnologie digitali è obbligatoria nel 1° anno del Lycée général et technologique per 54 ore, come in Macedonia del Nord; in Croazia, gli studenti hanno 52,5 ore di informatica in prima classe nei ginnasi generali; in Montenegro, 52,5 ore di insegnamento sono obbligatorie per gli studenti del 1° grado della secondaria superiore. In Lettonia, 47 ore di informatica sono obbligatorie per tutti e 280 ore sono facoltative. A Cipro, tutti gli studenti del 1° grado della secondaria superiore generale studiano informatica per 46,5 ore. Nel Liechtenstein, nella secondaria superiore generale ci sono 29,5 ore di informatica. Malta prevede 104 ore di insegnamento in prima elementare e 95 ore in seconda; nei Paesi Bassi gli studenti hanno circa 150 ore in prima e seconda elementare e di 140 ore in terza media. Nell’ultimo anno dell’istruzione secondaria superiore, il Portogallo prevede 85 ore di insegnamento in applicazioni informatiche, opzionale. In Slovenia, informatica è facoltativa e prevede 157,5 ore di insegnamento su tre gradi di scuola. In Svezia, gli studenti della scuola secondaria superiore hanno a disposizione 200 ore di corsi facoltativi, in Norvegia, informatica opzionale ha 140 ore di insegnamento nel 2° e 3° grado di studi generali.

L’informatica nell’istruzione scolastica è stata oggetto di importanti riforme negli ultimi anni. Il curriculum di informatica nel 2020/2021 e in alcuni Paesi, come Croazia, Francia, Montenegro, Norvegia, Polonia e Svezia, il risultato di riforme attuate di recente. Alcuni Paesi le hanno incluse nei piani di recupero e resilienza (RRP) sviluppati in risposta alla pandemia COVID-19, sostenuti finanziariamente dalla Recovery and Resilience Facility[10].

Nell’istruzione primaria, le aree più comunemente trattate nei programmi scolastici europei sono gli algoritmi, la programmazione, la sicurezza e la protezione. Nell’istruzione secondaria superiore, le aree degli algoritmi, della programmazione e della sicurezza sono esplicitamente incluse in più di 30 sistemi educativi europei. Anche le reti, i dati e le informazioni, la consapevolezza e la responsabilizzazione e il sistema informatico sono trattati nella maggior parte dei sistemi educativi. Le altre tre aree – progettazione e sviluppo, modellazione e simulazione e interfaccia uomo-sistema – sono incluse in più di una dozzina di sistemi, più che nei livelli di istruzione inferiori.

Gli insegnanti

Come per qualsiasi altra disciplina scolastica, l’insegnamento dell’informatica richiede la presenza di docenti preparati a questo ruolo. È ampiamente riconosciuto che, per fornire un insegnamento di buona qualità, gli insegnanti devono essere dotati sia di un’ampia conoscenza della disciplina sia di adeguate competenze pedagogiche. Un’altra sfida è la necessità di condurre ricerche sul campo per identificare e convalidare le migliori pratiche e i metodi di insegnamento per i diversi livelli scolastici.

Livello primario

A livello primario in 10 sistemi educativi solo gli insegnanti generalisti sono responsabili dell’insegnamento di informatica, in Polonia e in Slovacchia questa responsabilità può essere affidata agli specializzati; in Estonia, Croazia, Lettonia e Ungheria, tutti gli insegnanti qualificati possono insegnare l’informatica agli studenti della scuola primaria. In Estonia, le scuole decidono quando e come insegnarla nella scuola primaria.

In Croazia, Lettonia e Ungheria si chiedono requisiti aggiuntivi agli insegnanti di informatica non specializzati. In Ungheria altri insegnanti specialisti e generalisti possono insegnare l’informatica se il loro campo di studi comprende alcuni contenuti. In Grecia, Slovenia, Montenegro e Turchia, solo gli insegnanti specialisti possono insegnare questa disciplina, mentre in Bulgaria anche altri insegnanti specialisti possono farlo se soddisfano condizioni specifiche. In Polonia e Slovacchia gli insegnanti specialisti e i generalisti possono insegnare l’informatica, mentre in 5 Paesi (Bosnia-Erzegovina, Svizzera, Liechtenstein, Macedonia settentrionale e Serbia), il suo insegnamento è interamente di competenza dei generalisti.

Livello secondario di primo grado

Gli insegnanti con specializzazioni diverse dall’informatica sono ampiamente coinvolti nell’insegnamento dell’informatica a livello secondario. Questo è il caso di circa due terzi dei sistemi educativi in cui l’informatica è insegnata come disciplina distinta. Gli altri insegnanti specializzati sono di solito qualificati in matematica, fisica, altre scienze, tecnologie o economia e in alcuni Paesi devono ottenere una qualifica aggiuntiva in informatica. In 15 sistemi educativi, gli specializzati possono insegnare informatica, in 5 di essi (Bulgaria, Cechia, Germania, Austria e Serbia), tuttavia, gli specialisti qualificati in una materia scolastica diversa dall’informatica sono tenuti a completare la formazione. In Spagna, Francia, Italia e Svezia, dove alcuni contenuti specifici sull’informatica sono integrati nelle materie obbligatorie di tecnologia o matematica: gli insegnanti di queste materie sono responsabili dell’insegnamento dell’informatica. In Finlandia, diversi insegnanti specializzati possono insegnare contenuti informatici. In Svizzera, tutti gli insegnanti di scuola secondaria che hanno seguito una formazione specifica in informatica possono insegnarla. In Ungheria, Slovacchia e Serbia gli insegnanti generalisti possono insegnare informatica solo se non ci sono gli specializzati per il livello secondario inferiore. In Danimarca, Paesi Bassi, Albania e Islanda, l’informatica non viene insegnata come disciplina distinta in questa fase.

Livello secondario superiore

Al livello secondario superiore dell’istruzione generale i curricula di informatica diventano ancora più complessi rispetto alle secondarie inferiori; infatti, quasi tutti i sistemi educativi europei richiedano insegnanti di informatica specializzati per insegnare in questo livello. In Finlandia, solo gli specializzati insegnano le materie che includono alcuni risultati di apprendimento sull’informatica. In Spagna, Francia, Italia, Lussemburgo e Svezia, l’informatica non viene insegnata solo come materia a sé stante, ma alcuni risultati di apprendimento sono inclusi anche in altre materie scolastiche.

Note

  1. https://eurydice.indire.it/wp-content/uploads/2022/09/Informatics-education_Report.pdf
  2. https://education.ec.europa.eu/it/focus-topics/digital-education/action-plan
  3. European Parliament and Council of the European Union, Recommendation of the European Parliament and of the Council of 18 December 2006 on key competences for lifelong learning, OJ L 394, 30.12.2006, pp. 10–18.
  4. https://education.ec.europa.eu/it
  5. https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/europes-digital-decade-digital-targets-2030_en
  6. Council of the European Union, Council conclusions of 16 June 2020 on countering the COVID-19 crisis in education and training, OJ C 212, 26.6.2020.
  7. https://joint-research-centre.ec.europa.eu/digcompedu_en
  8. https://www.informaticsforall.org/
  9. US Government Publishing Office, Every student succeeds act, Public Law No 114-95, 114th Congress, 10 December 2015.
  10. https://ec.europa.eu/info/business-economy-euro/recovery-coronavirus/recovery-and-resilience-facility_en
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Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

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