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IA nelle imprese italiane: come cambiano team, processi e governance



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Le imprese italiane adottano l’intelligenza artificiale in modo strutturato: l’80% ha riorganizzato i team, il 75% la usa per pianificazione. Cresce l’occupazione, con nuovi ruoli emergenti. Gli investimenti si concentrano su competenze, sicurezza dati e governance responsabile

Pubblicato il 13 feb 2026

Luca Savoia

Consulting Leader, Forvis Mazars



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L’intelligenza artificiale è entrata in modo strutturale nei processi delle imprese italiane. È una rivoluzione profonda e ineludibile, la cui accelerazione e democratizzazione si fondano sul successo della digitalizzazione, dell’informatizzazione e dell’uso dei dati.

L’ingresso strutturale dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane

Ma il cambiamento più rilevante non riguarda solo la tecnologia: riguarda l’organizzazione. Secondo i dati del C-Suite Barometer 2026 – focus Italia, l’80% delle imprese ha già riorganizzato i team per integrare l’IA e dispone di una strategia di trasformazione tecnologica attiva.

Un dato superiore al 74% registrato a livello internazionale e in crescita di ben 18 punti percentuali rispetto all’anno precedente, uno dei balzi più significativi in Europa.

Il nuovo paradigma organizzativo: dalle strategie ai risultati

Questo segnale evidenzia un passaggio cruciale: le aziende italiane stanno superando la fase sperimentale per entrare in una fase di adozione operativa e strutturata, con impatti diretti su ruoli, processi decisionali e modelli di governance.

In un contesto economico caratterizzato da incertezza globale, tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati, quasi 9 dirigenti su 10 in Italia si dichiarano fiduciosi sulle prospettive di crescita per il 2026.

L’IA si conferma così non solo un fattore tecnologico, ma una leva strategica per rafforzare resilienza e competitività.

L’IA entra negli ambiti operativi e decisionali: ecco dove la usano le aziende

Nella maggior parte delle aziende, l’intelligenza artificiale non è più confinata a progetti pilota o iniziative isolate. Viene invece applicata in ambiti operativi e decisionali chiave come:

  • il 75% la utilizza per attività di forecasting e pianificazione,
  • il 66% la impiega per cybersecurity,
  • il 66% la utilizza per migliorare la customer experience.

Questa diffusione mostra come l’IA stia diventando parte integrante dei processi core dell’impresa.

Non può più essere gestita come una tecnologia “a latere”: richiede invece un ripensamento dei flussi decisionali, delle responsabilità e delle modalità di collaborazione interna.

Non a caso, il 74% dei dirigenti italiani indica oggi l’IA come priorità di investimento tecnologico, insieme ad automazione e cybersecurity, considerate le aree con maggiore potenziale di ritorno sull’investimento.

Come cambiano i team: modelli più trasversali e interdisciplinari

La riorganizzazione dei team è uno degli elementi centrali di questa trasformazione. Le aziende stanno progressivamente superando i tradizionali silos tra IT, HR e funzioni di business, favorendo modelli di lavoro più trasversali e interdisciplinari.

L’obiettivo è coniugare tecnologia, capitale umano e strategie di crescita, integrando competenze diverse per gestire sistemi complessi, dati e automazione in modo efficace. Questo approccio evidenzia per l’Italia un’accelerazione significativa rispetto all’anno precedente, in linea con le dinamiche di evoluzione del contesto globale. Inoltre, il cambiamento non avviene solo dall’alto verso il basso.

L’IA è ormai adottata spontaneamente anche da persone e team operativi, che la utilizzano per aumentare produttività ed efficacia. È qui che si misura la maturità della leadership: nella capacità di bilanciare indirizzo strategico e autonomia, governando l’innovazione in modo responsabile.

IA e lavoro: un impatto netto positivo

Sul fronte occupazionale, l’effetto netto dell’IA appare positivo. In Italia, l’intelligenza artificiale non solo sta trasformando i processi aziendali, ma sta già generando nuova occupazione.

Se un terzo dei dirigenti segnala la sostituzione di alcune mansioni, quasi la metà afferma che l’IA ha già creato nuovi ruoli in azienda. Il 59% dei C-suite italiani prevede di aumentare gli investimenti in risorse umane, con l’obiettivo di sviluppare competenze adeguate per sostenere l’adozione dell’IA nel tempo. In questo scenario, il vero fattore distintivo resta la capacità delle organizzazioni di attrarre, sviluppare e trattenere talenti, consapevoli che l’IA deve procedere di pari passo con investimenti sulle persone.

Investimenti e strategie: l’IA come priorità di budget

Il livello complessivo degli investimenti della C-suite italiana resta stabile al 62%, con un focus su implementazione dell’IA, acquisizione di nuovi clienti e strategia aziendale. Un dato particolarmente significativo riguarda l’intensità degli investimenti: il 15% delle aziende investe oltre il 20% del proprio budget in IA, in linea con la media globale. Questo segnala un impegno relativamente più deciso rispetto ad altri mercati.

Governance, sicurezza ed etica: condizioni imprescindibili

L’adozione dell’IA procede in parallelo a una crescente attenzione ai temi di governance e sicurezza dei dati, che non sono più elementi accessori ma condizioni fondamentali per innovare in modo sostenibile.

Il 71% dei C-suite italiani dichiara i dati aziendali completamente protetti, un valore superiore di 11 punti rispetto alla media globale. La fiducia nei sistemi di IA è infatti strettamente legata alla capacità dell’organizzazione di gestire rischi, compliance e responsabilità.

Allo stesso tempo, tre leader su cinque segnalano preoccupazioni etiche legate all’IA, anche se in calo rispetto all’anno precedente. Questo conferma che la sfida non è solo tecnologica, ma culturale e regolatoria: l’innovazione diventa davvero un acceleratore di crescita solo quando è accompagnata da solide strategie di governance, cybersecurity e controllo.

L’IA come leva di trasformazione organizzativa

In uno scenario economico incerto e caratterizzato da crescita rallentata, la trasformazione tecnologica guidata dall’intelligenza artificiale continua ad accelerare. Non è una semplice evoluzione degli strumenti, ma un cambiamento strutturale che sta ridisegnando il lavoro, l’organizzazione e i processi decisionali.

Le imprese che ottengono i risultati migliori sono quelle che affiancano all’adozione dell’IA un ripensamento dei modelli decisionali, dei ruoli e delle competenze. La sfida dei prossimi anni sarà consolidare questi percorsi attraverso una governance solida, l’integrazione dei processi e lo sviluppo continuo delle competenze, trasformando la tecnologia in un motore duraturo di innovazione e vantaggio competitivo. Il successo degli investimenti in IA dipenderà quindi dall’equilibrio tra tecnologia, persone e governance, e dalla capacità delle organizzazioni di adattarsi e orchestrare il cambiamento in modo sostenibile.

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