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Lavorare nell’intelligence, caccia a esperti cyber e ingegneri: ecco le lauree richieste



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Il nuovo bando del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica punta alla ricerca di esperti di HPC, cybersecurity, crittografia, ma include anche economisti, laureati in materie umanistiche, sociologi e laureati in comunicazione: perché oltre alle competenze tecniche specifiche è importante avere persone capaci di leggere la complessità estrema che permea le relazioni e i trend attuali

Pubblicato il 19 feb 2026

Nicoletta Pisanu

Giornalista professionista, redazione AgendaDigitale.eu

Marco Santarelli

Analista investigativo su reti informative e sicurezza internazionale 



graphite giornalisti spiati; Intelligence bando

Competizione tecnologica e crescita delle minacce ibride: per l’intelligence italiana è essenziale disporre di professionalità capaci di decifrare, proteggere e raccogliere dati sfruttando l’innovazione. E così, nel nuovo bando per il reclutamento di personale, spuntano profili legati alla cybersecurity e all’innovazione: le competenze richieste coprono, tra le altre, infrastrutture di calcolo avanzato, crittografia e sicurezza delle informazioni.

Questi profili contribuiscono a rafforzare la resilienza di sistemi, organizzazioni e filiere strategiche, perché da un lato abilitano ricerca, simulazione e sviluppo di soluzioni data-driven, dall’altro supportano prevenzione, rilevazione e contrasto di rischi e minacce includendo la tutela dei mercati e del patrimonio industriale. L’obiettivo è integrare capacità tecniche e analitiche in un approccio multidisciplinare.

Da precisare che i servizi di intelligence, storicamente e a livello internazionale, devono contemplare competenze trasversali, da quelle più umanistiche a quelle più tecniche. Dalla lettura del bando si ha l’impressione che in questo caso sia maggiormente valorizzata e cercata la parte tecnica, trascurando quella umanistica che invece risulta essere fondamentale, ad esempio, nella conversione, nell’interpretazione, nella capacità di capire i fenomeni del terrorismo attraverso messaggi tra le varie appartenenze e i vari gruppi sociali. Insomma, nel leggere la complessità.

Perché l’intelligence italiana cerca figure tecniche

L’ultima relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza, presentata nel 2025 e riferita all’anno 2024, sottolineava come sugli elementi di instabilità avesse un impatto importante la convergenza tra digitale e reale. E per rispondere a questo scenario, la relazione comprendeva un inserto particolare dedicato all’AI, considerando sia le minacce sia le possibilità per velocizzare i processi di informazione.

L’AI e generalmente parlando i rischi cyber sono oggi moltiplicatori di instabilità geopolitica perché aumentano velocità, scala e ambiguità delle operazioni ostili. L’AI potenzia campagne di disinformazione e propaganda erodendo fiducia pubblica e legittimità istituzionale, mentre abilita anche attacchi cyber più efficaci colpendo infrastrutture critiche, supply chain e servizi essenziali.

Considerando il fronte puramente tecnologico, invece, la competizione per AI, chip, capacità di calcolo e temi di rilevanza strategica come quello della sovranità digitale, sono leve da analizzare per comprendere meglio interessi, alleanze e dinamiche legate alla sicurezza.

Lavorare nei Servizi segreti italiani: lauree e professioni

Dunque, secondo il bando pubblicato, l’Intelligence italiana è alla ricerca di figure professionali di alto profilo, per lo più laureate, che abbiano conoscenze e competenze specifiche in diversi settori: High Performance Computing (HPC), crittografia, cyber, economico-finanziario, terrorismo interno e internazionale, OSINT (Open Source Intelligence).

Quando e come candidarsi per entrare nei Servizi segreti italiani

Ci si può candidare fino alla mezzanotte del 20 marzo, l’amministrazione ha messo a disposizione anche un video tutorial per le candidature.

Resta sempre aperta la possibilità di candidarsi spontaneamente seguendo la procedura online della sezione “Lavora con noi” e in questo caso i settori caldamente consigliati sono: “Armamenti, missilistica e tecnologie associate, nonché materiali dual use e reti di procurement; sistemi satellitari, infrastrutture e programmi internazionali in ambito spaziale e aereospaziale; space economy in ambito nazionale ed internazionale; telerilevamento e interpretazione di immagini satellitari; lingue rare e dialetti d’area; infografica, editing, elaborazioni e produzioni di prodotti e supporti grafici, mappe e grafici”.

Le competenze specialistiche richieste

Il bando per il reclutamento 2026 include le seguenti specializzazioni e competenze.

High Performance Computing (HPC)

Profili con formazione in informatica, ingegneria, fisica o matematica, capaci di progettare e mettere in produzione infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni. Esperienza su architetture HPC e gestione di cluster per simulazioni scientifiche e workload di AI, con competenze nello sviluppo e nell’ottimizzazione di codice parallelo.

Familiarità con ambienti software scientifici e tecniche di calcolo avanzato, oltre a strumenti di profiling e analisi delle prestazioni per il tuning dei sistemi e delle applicazioni. Integrazione di componenti AI nei workflow di ricerca e sperimentazione.

Crittografia

Laureati in ambito informatico, ingegneristico, matematico, fisico o telecomunicazioni, con preparazione su crittografia classica e scenari emergenti legati alle tecnologie quantistiche. Conoscenza di quantum computing, architetture di processori e sviluppo di algoritmi quantistici, inclusi modelli di comunicazione sicura e crittografia quantistica. Capacità di lettura critica della letteratura specialistica e di realizzazione di strumenti o applicativi orientati alla crittoanalisi e alla valutazione della robustezza dei sistemi.

Cybersecurity

Diplomati in ambito tecnico-scientifico (informatica e telecomunicazioni) e/o laureati in sicurezza informatica, informatica o ingegneria, con competenze operative e analitiche sulla minaccia cibernetica. Padronanza di TTP avversarie, tecniche di anonimizzazione e cyber threat intelligence, oltre ad attività di reverse engineering, malware analysis e analisi di vulnerabilità.

Esperienza in penetration testing su reti, sistemi operativi e applicazioni web, con approcci red team e blue team. Competenze in digital forensics, analisi dei log e investigazioni su dispositivi e componenti IoT/ICT.

Economico-finanziario

Laureati in discipline economiche con competenze su protezione dell’economia e dei mercati finanziari e creditizi, inclusa l’analisi di quotazioni, strumenti mobiliari e titoli di Stato. Capacità di individuare e contrastare schemi complessi di evasione ed elusione fiscale, e di mitigare rischi legati a riciclaggio e reimpiego di capitali illeciti.

Attenzione anche alle minacce verso patrimonio industriale e know-how tecnologico. Conoscenze su green economy, transizione energetica, approvvigionamento e rinnovabili, con familiarità con funzioni corporate, M&A e processi di R&S.

Terrorismo interno e internazionale

Profili con lauree a indirizzo internazionale o umanistico, in grado di interpretare dinamiche e trend del terrorismo domestico e transnazionale. Competenze nell’analisi del jihadismo, del radicalismo religioso e delle connessioni con criminalità internazionale, immigrazione irregolare e traffico di esseri umani. Capacità di studio e monitoraggio di fenomeni eversivi, estremismi e forme di antagonismo, con approccio strutturato alla valutazione di contesto, reti, narrative e fattori di rischio.

OSINT (Open Source Intelligence)

Diplomati o laureati in comunicazione, sociologia, relazioni internazionali o ambito informatico, con capacità avanzate di reperimento e analisi di informazioni da fonti aperte, inclusi SOCMINT e ambienti deep/dark web. Utilizzo di tool OSINT e strumenti data-driven per trattare grandi volumi di dati, automatizzare attività di scraping, gestire API e piattaforme di social media monitoring.

Competenze nell’analisi di contenuti testuali e multimediali, elementi geolocalizzabili e verifica dell’attendibilità delle fonti. Capacità di costruire profili di minaccia e produrre report strutturati per monitoraggio e approfondimento su temi rilevanti per la sicurezza nazionale.

I professionisti ricercati e il rapporto con le minacce globali

Per interpretare queste necessità e contestualizzarle nello scenario attuale, è utile fare una riflessione, che si scontra un po’ anche con il momento contemporaneo e che prevede una serie di interventi specialistici sulla parte tecnologica. Sorge spontaneo domandarsi perché non si cerchino esperti di Humint, Human Intelligence, ovvero la capacità di analizzare informazioni e costituire reti informative a livello internazionale. Si tratta di competenze che servono a rafforzare quello che oggi chiamiamo il controspionaggio e soprattutto le azioni sotto copertura.

Evidentemente, la ricerca di queste professionalità è da inserire nei quadri interni e non nelle attività che si svolgono verso l’esterno, per cui occorre avere competenze consolidate a livello internazionale.

Il valore del segreto per fare prevenzione

Da un punto di vista previsionale, evidentemente l’amministrazione cerca professionalità che siano capaci non di gestire la crisi, ma di prevenirla e che, soprattutto nell’ambito del quantum computing, siano capaci di anticipare non le guerre, ma addirittura le minacce. In tale direzione, sarebbe opportuno sviluppare, al di là del bando pubblico, più quello che in molti chiamano il controspionaggio offensivo e, soprattutto, un mantenimento del segreto più costante e meno legato ad attività troppo visibili.

Persone che stanno più sul campo che dietro una scrivania: se questo non accade, non si completa il processo classico del cosiddetto “ciclo dell’Intelligence”, che va dalla fonte diretta fino agli analisti.

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