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Come l’AI porta il caffè sulle nostre tavole al tempo della guerra



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La guerra in Medio Oriente sta avendo ripercussioni su numerosi settori come trasporti, energia e anche quello alimentare, in cui garantire sicurezza, tracciabilità e sostenibilità della filiera è fondamentale. L’AI aiuta: ne parliamo con Cristina Scocchia, amministratrice delegata di Illycaffè, azienda che ha investito in una data&AI platform realizzata con Lutech su tecnologia Google Cloud

Pubblicato il 13 mar 2026

Nicoletta Pisanu

Giornalista professionista, redazione AgendaDigitale.eu



Illy Caffè investe in una Data&AI platform
Illy Caffè investe in una Data&AI platform

Non è il momento più facile e felice per la supply chain internazionale. La guerra scatenata da Usa e Israele contro l’Iran e la successiva escalation hanno peggiorato una situazione di difficoltà già da tempo in atto, a causa certamente dell’instabilità geopolitica e delle tensioni commerciali, ma anche per le crisi energetica e climatica, ai cambiamenti dei mercati e alla volatilità delle materie prime. Ci vuole una certa flessibilità, per gestire la complessità senza farsi sopraffare.

Le aziende si aiutano con la tecnologia e, in particolare, con l’AI, che migliora la tracciabilità, il monitoraggio, la capacità di fare scelte strategiche: “L’intelligenza artificiale può migliorare significativamente la gestione delle filiere globali perché consente di trasformare grandi quantità di dati in decisioni più rapide e più accurate”, spiega Cristina Scocchia, amministratrice delegata di Illycaffè. L’impresa italiana, che esporta caffè in tutto il mondo e ha una catena di fornitura globale, ha investito in una data&AI platform, realizzata con Lutech su tecnologia Google Cloud, per integrare dati da tutta la filiera e usarli a supporto dei processi decisionali.

Guerra in Medio Oriente, ma non solo: i crucci della supply chain globale

La necessità di tutelare al meglio la catena di fornitura in contesti internazionali risale a ben prima degli attacchi in Iran, ovviamente. Negli ultimi anni, infatti, la gestione delle filiere globali è diventata molto più esposta a fattori esterni difficili da controllare. Le tensioni geopolitiche, gli attacchi alle rotte commerciali come nel caso dello stretto di Hormuz, l’aumento dei costi energetici e assicurativi, insieme agli effetti del cambiamento climatico sulle aree di produzione agricola, hanno reso più instabili tempi, costi e disponibilità delle materie prime. In questo quadro le aziende che operano su scala globale non devono soltanto difendere continuità e qualità delle forniture, ma anche garantire trasparenza, tracciabilità e sostenibilità lungo tutta la catena del valore.

Cambiano i rischi e dunque le esigenze: “La filiera globale del caffè oggi si trova ad affrontare una fase di grande complessità. Da un lato dobbiamo garantire continuità e qualità dell’approvvigionamento, dall’altro rispondere a nuove esigenze di sostenibilità e tracciabilità sempre più richieste dai mercati e dai consumatori”, spiega l’AD Scocchia.

Gli impatti di instabilità geopolitica e climatica sulle filiere

Il contesto geopolitico e quello climatico incidono direttamente sulla stabilità della filiera: “Guerre, tensioni commerciali o restrizioni alle esportazioni possono modificare rapidamente le rotte logistiche e generare volatilità nei mercati delle materie prime. Allo stesso tempo, fenomeni come siccità o eventi meteorologici estremi possono compromettere i raccolti in intere aree del mondo”, aggiunge l’AD.

Come spiega Scocchia, oggi gestire una filiera internazionale richiede tre capacità fondamentali:

  • resilienza, “per affrontare shock geopolitici o climatici”,
  • visibilità lungo tutta la catena del valore, “per individuare rapidamente eventuali criticità”,
  • flessibilità, “per adattare rapidamente le decisioni operative, mantenendo sempre al centro qualità e sostenibilità”.

Il ruolo dell’AI per la governance della filiera

Considerando questa situazione, per la governance della filiera l’intelligenza artificiale sta diventando un abilitatore sempre più concreto. Il valore aggiunto è nella capacità di leggere in tempo reale una mole crescente di informazioni operative e di scenario. Per le imprese, questo significa poter coordinare meglio approvvigionamenti, produzione, logistica e distribuzione, riducendo inefficienze e margini di errore.

Certo un aspetto decisivo riguarda la qualità e la varietà dei dati disponibili, che devono essere integrati lungo tutta la catena del valore, come racconta Scocchia, “l’intelligenza artificiale può migliorare significativamente la gestione delle filiere globali perché consente di trasformare grandi quantità di dati in decisioni più rapide e più accurate. Le aziende oggi possono integrare dati interni come vendite, livelli di stock, tempi di consegna o performance degli impianti con dati esterni, come previsioni meteorologiche, condizioni climatiche nei Paesi produttori o andamento dei prezzi delle materie prime”. Analizzando queste informazioni “con modelli avanzati è possibile individuare pattern nascosti e costruire previsioni più affidabili, ad esempio anticipando picchi di domanda, stimando la resa dei raccolti o individuando in anticipo possibili criticità logistiche. In questo modo l’AI rende la filiera più efficiente, agile e resiliente”, conclude l’AD di Illycaffè.

Il caso: come Illycaffè usa l’AI

Per rispondere a queste esigenze, Illycaffè ha deciso di investire in una Data&AI platform, realizzata con Lutech e basata su Google Cloud. La scelta si innesta in una strategia volta all’innovazione: “Nel tempo, come molte aziende internazionali, abbiamo sviluppato diversi sistemi informativi e basi dati distribuiti tra funzioni diverse. Per questo abbiamo deciso di costruire una piattaforma moderna e scalabile che integri le informazioni provenienti da tutta la catena del valore”, commenta l’AD. Il progetto nasce con l’obiettivo “di mettere i dati al servizio delle decisioni. La piattaforma ci permetterà di lavorare su tre direttrici principali: migliorare l’efficienza operativa lungo la filiera, comprendere meglio i bisogni dei clienti attraverso l’integrazione dei dati commerciali e rafforzare la gestione proattiva dei rischi grazie a modelli predittivi più avanzati”, aggiunge.

Alcune applicazioni di intelligenza artificiale sono già presenti in azienda: “Un esempio riguarda il processo di previsione della domanda, che utilizza dati storici di vendita insieme ad altri dati aziendali ed esterni per stimare l’andamento della domanda e pianificare di conseguenza le attività produttive e di approvvigionamento – racconta l’AD Scocchia -. Abbiamo inoltre sviluppato algoritmi predittivi nell’ambito del progetto Illetta, una macchina da caffè connessa e intelligente destinata al canale horeca, capace di regolare automaticamente parametri come macinatura, temperatura e flusso per ottenere un espresso sempre perfetto”.

Con la nuova Data&AI Platform l’obiettivo è “estendere questo approccio su scala più ampia. In ambito industriale, ad esempio, stiamo valutando applicazioni di manutenzione predittiva basate sui dati dei sensori installati sugli impianti produttivi, oltre allo sviluppo di assistenti virtuali che possano supportare i tecnici nella manutenzione e nella risoluzione dei problemi – precisa l’amministratrice delegata di Illycaffè -. L’obiettivo è utilizzare l’intelligenza artificiale come leva per rafforzare qualità, efficienza e sostenibilità lungo tutta la catena del valore del caffè”.

Come funziona la piattaforma

La Data & AI Platform di illycaffè funziona “come un grande hub digitale centralizzato che raccoglie e armonizza tutti i dati aziendali per poi analizzarli con algoritmi di Intelligenza Artificiale”, precisa Scocchia. In pratica, confluiscono nella piattaforma i dati provenienti dalle diverse fasi, come racconta l’amministratrice delegata:

  • coltivazione e raccolta del caffè cioè con “quantità raccolte, qualità del raccolto, condizioni meteo nei paesi di origine”,
  • logistica, quindi “spedizioni in corso, tracking container, livelli di stock nei magazzini regionali”,
  • produzione “giornaliera, scorte di materie prime, stato macchinari”
  • maketing e vendite con “ordini ricevuti, interazioni online con i clienti”.

Su questa base informativa, afferma Scocchia, “entrano poi in gioco strumenti avanzati di analisi e modelli di intelligenza artificiale. Alcuni modelli di machine learning permettono di fare previsioni, ad esempio sulla domanda o sugli approvvigionamenti, altri aiutano a ottimizzare la logistica e la produzione, altri strumenti di analisi predittiva suggeriscono possibili azioni operative sulla base delle informazioni disponibili”.

Nel progetto è stata coinvolta anche “una startup americana, ActBI Inc., che sta sviluppando una modalità di interrogazione dei dati in linguaggio naturale. In pratica, sarà possibile porre domande alla piattaforma come se si stesse parlando con un assistente digitale, per esempio chiedendo il sell-out di un determinato prodotto in un mercato specifico, e ottenere immediatamente una risposta elaborata dall’intelligenza artificiale. Nel tempo la piattaforma consentirà anche di sviluppare agenti di intelligenza artificiale progettati per supportare attività specifiche e affiancare le persone nei processi decisionali e operativi”, anticipa l’amministratrice delegata Scocchia.

I prossimi step

La Data&AI Platform rappresenta per illycaffè “un percorso di trasformazione di lungo periodo. L’obiettivo è costruire solide fondamenta data-driven e sviluppare progressivamente un portafoglio sempre più ampio di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale”, precisa Scocchia.

Nei prossimi mesi “completeremo la migrazione dei dati sulla piattaforma cloud e inizieremo a implementare i primi casi d’uso AI, monitorando i risultati per estendere progressivamente le soluzioni più efficaci. Un elemento centrale di questo percorso riguarda anche le persone”. Attenzione particolare alla formazione e alla valorizzazione dell’AI literacy: “Abbiamo avviato il programma AI Explorer Community, che coinvolge circa sessanta collaboratori con l’obiettivo di sviluppare competenze sull’intelligenza artificiale e individuare nuove opportunità di applicazione nelle diverse aree aziendali – aggiunge l’AD -. In prospettiva intendiamo rafforzare ulteriormente queste competenze con l’inserimento di profili specializzati in data science e AI, evolvendo progressivamente verso un vero e proprio Data&AI Lab”.

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