Da qualche settimana è attivo il nuovo servizio SRTP (SEPA Request-to-Pay), che è una nuova infrastruttura di pagamento europea che consente ad un beneficiario di inviare una richiesta digitale di pagamento al pagatore, il quale può visualizzarla, approvarla o rifiutarla tramite il proprio canale bancario (app, home banking o altri canali digitali).
L’iniziativa è promossa dal European Payments Council nell’ambito dell’evoluzione dell’ecosistema Single Euro Payments Area, con l’obiettivo di rendere i pagamenti più interattivi, digitali e integrati nei processi commerciali.
Indice degli argomenti
Cos’è il SEPA Request-to-Pay
Il SEPA Request-to-Pay (SRTP) è uno schema che consente di scambiare messaggi strutturati di richiesta di pagamento tra soggetti (imprese, pubbliche amministrazioni o privati).
La richiesta non è un pagamento in sé, ma un messaggio che precede il pagamento e che può essere seguito da diverse modalità di regolamento, ad esempio:
- SEPA Instant Credit Transfer (bonifico istantaneo)
- SEPA Credit Transfer (bonifico SEPA standard)
Questo meccanismo consente al pagatore di ricevere una richiesta con tutti i dati già compilati e pagare in modo semplice e immediato.
Il servizio SRTP nasce per:
- digitalizzare il processo di incasso
- ridurre errori nei pagamenti (IBAN e importo già precompilati)
- migliorare l’esperienza del cliente
- abilitare nuovi servizi digitali integrati nei processi di vendita
- rafforzare i pagamenti account-to-account europei
SRTP in PagoPA per cittadini e PA
In definitiva, secondo gli esperti di ABI, “l’obiettivo è digitalizzare l’intero processo di pagamento, secondo un approccio end-to-end, nei rapporti tra cittadini e PA (C2G) e tra imprese e PA (B2G).
L’integrazione della SRTP nella Piattaforma PagoPA rappresenta una risposta concreta alle esigenze dei cittadini e delle imprese nel comparto pubblico in termini di standardizzazione dei processi, semplificazione e digitalizzazione delle operazioni di pagamento e delle attività di riconciliazione.”
Ci sono infatti ad oggi una quota rilevante di casi in cui risulta ancora difficile l’utilizzo di avvisi PagoPA: ad esempio, quando l’importo è elevato (pagamento degli oneri di urbanizzazione), o fa capo a persone giuridiche, che possono avere più conti dedicati.
Come viene trasmessa la richiesta
Il beneficiario – quindi la Pubblica Amministrazione – invia una richiesta contenente:
- importo
- beneficiario
- scadenza
- descrizione del pagamento
- eventuali riferimenti della fattura
La richiesta viene inoltrata al pagatore attraverso la banca o un provider di servizi di pagamento.
Il cittadino riceverà la richiesta tramite:
- app bancaria
- home banking
- wallet o altri canali digitali
In prima istanza, il cittadino deve aderire in maniera esplicita al servizio (fase di “opt in”), quindi gli istituti di credito dovranno inviare una richiesta di adesione ai propri clienti; i costi del servizio al momento non sono noti, quindi ciascuna banca adotterà delle proprie condizioni contrattuali, che potranno anche essere adeguate alla tipologia di cliente, in base al contratto in vigore.
Le scelte del destinatario
Dopo aver ricevuto la richiesta di pagamento, il destinatario può:
- accettare e pagare;
- posticipare (con la modalità “buy now, pay later”);
- rifiutare.
Se accettata, la richiesta può generare automaticamente un pagamento tramite bonifico SEPA, spesso istantaneo (in base alla scelta dell’utente).
Gli stati della richiesta
Il sistema gestisce lo stato della richiesta, con notifiche quali:
- richiesta inviata
- ricevuta
- accettata
- rifiutata
- scaduta
- pagata
Questo consente al beneficiario di monitorare il processo di incasso in tempo reale.
SRTP in PagoPA e ruolo dei PSP
Sul portale dedicato di PagoPA ci sono tutte le indicazioni tecniche per l’attivazione del servizio, a carico dei PSP: quindi le Pubbliche Amministrazioni non debbono fare adesioni esplicite al sistema, è PagoPA che si incarica di rendere disponibili le posizioni di pagamento nel circuito dedicato; infatti, il servizio è già attivo e lo si può visualizzare nella pagina dedicata del portale di Selfcare.
L’unica cosa che va verificata è la tipologia di posizione debitoria: non vanno infatti inviate le posizioni che sono soggette a ravvedimento operoso o che comunque possono avere una variazione dell’importo, ad esempio perché sono soggette a notifica con SEND: in questo caso, vanno escluse dall’invio, utilizzando dei codici particolari, da aggiungere alla tassonomia.
I codici da usare per le esclusioni
In questa pagina sono indicati i codici da utilizzare per le eccezioni all’invio:
- Con il prefisso 6/, l’EC segnala alla piattaforma che la Pd potrebbe essere oggetto di un ravvedimento operoso da parte del debitore, ossia che il tributo/servizio/importo dovuto che ha generato la Pd potrebbe essere pagato dal debitore senza l’applicazione di sanzioni ovvero con una riduzione delle sanzioni stesse.
- Con il prefisso 7/, l’EC segnala alla piattaforma pagoPA che la Pd non è veicolabile dalla piattaforma pagoPA in quanto l’EC ha già contrattualizzato un servizio di veicolazione della stessa Pd con altro operatore in via esclusiva e pertanto, non può assegnare la veicolazione di tale stessa Pd anche alla PagoPA S.p.A.
- Questo caso si può verificare se la PA ha inserito la funzione di comunicazione delle posizioni debitorie in un contratto più ampio (es. contratto di tesoreria o simile).
- Con il prefisso 8/, l’EC segnala alla piattaforma pagoPA il ricorrere di entrambe le casistiche di cui al prefisso 6/ e al prefisso 7/.
Perché SRTP PagoPA amplia i canali digitali
Lo strumento SRTP si affianca all’invio dei messaggi di pagamento con App IO, e consente di raggiungere quella fascia di utenti che – per diversi motivi – non hanno mai attivato l’app; si può presumere, infatti, che i cittadini che utilizzano le app bancarie sia molto più ampio – vista anche la crescente chiusura degli sportelli bancari sul territorio nazionale.
Quindi SRTP permetterà di:
- raggiungere una più ampia fascia di cittadini e imprese;
- garantire un’esperienza utente agevolata, evitando errori nell’esecuzione del pagamento;
- fare in modo che anche i pagamenti residui – che oggi vengono effettuati con modalità diverse dall’avviso PagoPA – vengano effettuati con modalità digitale;
- calmierare maggiormente le commissioni – anche se su questo tema non ci sono ancora dati disponibili.
Cosa manca per chiudere il cerchio
Cosa manca per chiudere il cerchio?
SRTP è essenzialmente un servizio bancario, le Pubbliche Amministrazioni in questo momento non sono in grado di sapere a che punto sono i lavori di integrazione dei PSP con il nuovo sistema e quali istituti di credito hanno già reso disponibile la nuova modalità di pagamento; di conseguenza, non sono in grado di organizzare un’efficace comunicazione verso i propri cittadini.
Sarebbe quindi opportuno un aggiornamento costante – da parte degli attori istituzionali – sull’andamento delle integrazioni dei PSP con le specifiche tecniche pubblicate da PagoPA.
Le integrazioni richieste alle amministrazioni
In secondo luogo, anche le Pubbliche Amministrazioni debbono fare qualche integrazione per l’invio dei propri pagamenti, utilizzando nel caso i codici di esclusione di cui abbiamo parlato sopra; in questo caso, sono necessarie attività tecniche del proprio intermediario tecnologico o eventualmente anche del proprio tesoriere, se l’invio delle posizioni è stato contrattualizzato.
A questo fine, è bene che ciascuna Pubblica Amministrazione definisca a monte per quali tassonomie di pagamento (utilizzando la declaratoria ufficiale) è esclusa la comunicazione tramite SRTP, perché le posizioni debitorie contenute ricadono nelle tipologie descritte, in particolare per il prefisso 6/ (che riguarda i casi di pagamenti soggetti a notifica, che possono essere pagati con un parziale diminuzione dell’importo, o a cui vanno aggiunte le spese di notifica).
Ad esempio, saranno esclusi dal circuito SRTP i pagamenti riguardanti:
- le violazioni CDS,
- le sanzioni amministrative,
- i solleciti di pagamento per le entrate patrimoniali e i servizi scolastici,
- i solleciti riguardanti le entrate tributarie (IMU, TARI),
- gli atti di accertamento e le riscossioni coattive.
Un esempio di interazione nel sistema
A titolo esemplificativo, in questa pagina sono descritte le interazioni e i messaggi tecnici del sistema nel caso di invio del Pagamento TARI: come viene riportato nell’esempio, “Grazie all’interazione standardizzata tra i sistemi, Laura ha potuto gestire un pagamento verso la PA in modo interamente digitale e integrato, e tutti gli attori coinvolti hanno i sistemi informativi allineati sullo stato finale dell’operazione.”









