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Telemarketing, stesse tutele su energia e tlc: il correttivo



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Le tutele utenti energia e telecomunicazioni diventano il punto centrale di un emendamento che prova ad allineare regole e garanzie in questi due mercati sempre più convergenti. Obiettivo, sanare l’incongruenza creata con il decreto Bollette

Pubblicato il 7 mag 2026



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La progressiva integrazione tra settori tradizionalmente distinti, come energia e telecomunicazioni, rappresenta uno degli elementi strutturali dell’evoluzione dei mercati digitali. Servizi di connettività, fornitura energetica e soluzioni integrate multiservizio sono ormai parte di un’offerta sempre più convergente, che richiede anche un adeguato aggiornamento dei riferimenti normativi e delle tutele per gli utenti.

Un intervento normativo appena presentato, per il Codice del Consumo, punta a riequilibrare il quadro regolatorio tra mercato energetico e telecomunicazioni, correggendo una disparità emersa nel corso dell’iter del decreto-legge n. 21 del 20 febbraio 2026, il cosiddetto Decreto Bollette, convertito con modificazioni dalla legge n. 49 del 10 aprile 2026.

Le tutele per utenti di energia e telecomunicazioni nel Codice del Consumo: emendamento al decreto bollette

L’emendamento interviene sull’articolo 51, comma 8-bis, del decreto legislativo n. 206 del 2005, estendendo espressamente anche ai servizi di telecomunicazioni le disposizioni in materia di sollecitazioni commerciali telefoniche finora riferite al solo comparto dell’energia elettrica e del gas, come da ordine del giorno approvato il 31 marzo 2026.

Il divieto di telemarketing nei contratti energetici

La norma originaria ha rappresentato un passaggio significativo nel rafforzamento della tutela dei consumatori, introducendo un divieto alle attività di telemarketing finalizzate alla promozione e alla conclusione di contratti energetici, salvo consenso esplicito o richiesta diretta da parte dell’utente. Una misura adottata in risposta a fenomeni ampiamente diffusi negli ultimi anni, legati all’aumento delle chiamate promozionali e alle criticità che ne sono derivate in termini di chiarezza contrattuale e correttezza delle pratiche commerciali.

Decreto Bollette, nuove tutele tra energia e telecomunicazioni

Nel corso dell’applicazione della disciplina, è tuttavia emersa l’opportunità di un allineamento più ampio dell’ambito di intervento. La limitazione settoriale della norma, circoscritta al solo comparto energetico, ha infatti determinato una differenziazione delle tutele tra utenti che sottoscrivono servizi attraverso modalità analoghe, ma in settori diversi. Una distinzione sempre meno aderente alla realtà di mercati caratterizzati da offerte convergenti e modelli industriali integrati.

La relazione illustrativa dell’emendamento evidenzia come tale impostazione abbia prodotto effetti non pienamente coerenti con l’attuale configurazione del mercato, in particolare per gli operatori che operano su più fronti. In un contesto in cui energia e telecomunicazioni vengono sempre più spesso proposte congiuntamente, la presenza di discipline differenziate rischia di incidere sull’equilibrio complessivo del sistema, senza rispondere a una reale diversità delle pratiche commerciali adottate.

Energia e telecomunicazioni, perché servono tutele omogenee

L’estensione delle disposizioni anche ai servizi di telecomunicazioni mira pertanto a favorire un quadro più omogeneo, in cui il livello di tutela degli utenti sia fondato su criteri di coerenza e uniformità. L’obiettivo non è introdurre nuovi oneri, ma assicurare che le stesse modalità di contatto e promozione siano disciplinate secondo principi analoghi, indipendentemente dal settore di riferimento.

Tutele per gli utenti digitali tra vigilanza e pratiche ibride

In questa prospettiva, assume rilievo anche il ruolo degli strumenti di vigilanza e delle autorità competenti, chiamate a garantire un’applicazione uniforme delle nuove disposizioni e a prevenire possibili elusioni attraverso pratiche commerciali ibride o difficilmente classificabili. L’evoluzione delle tecniche di contatto con la clientela, sempre più spesso basate su canali digitali integrati e su sistemi automatizzati, impone infatti un aggiornamento continuo delle modalità di controllo e sanzione.

Parallelamente, l’armonizzazione normativa può contribuire a rafforzare la fiducia degli utenti nei confronti di offerte sempre più complesse, nelle quali servizi diversi vengono aggregati in un’unica proposta commerciale. Una maggiore trasparenza nelle modalità di acquisizione del consenso e nella gestione delle comunicazioni promozionali si traduce, in questo senso, in un elemento competitivo anche per gli operatori più strutturati, orientati a modelli di relazione con il cliente basati su correttezza e continuità.

Energia e telecomunicazioni tra concorrenza, investimenti e innovazione

Non meno rilevante è il possibile impatto sul sistema concorrenziale, nella misura in cui regole omogenee riducono le asimmetrie tra operatori attivi in ambiti differenti ma contigui. In tal modo, il legislatore interviene non solo sul piano della tutela individuale, ma anche su quello del buon funzionamento del mercato, favorendo condizioni di competizione più equilibrate e coerenti con la realtà della convergenza tecnologica.

Reti, transizione digitale e sostenibilità industriale

Questo approccio assume rilevanza anche in relazione alla sostenibilità dei modelli industriali e agli investimenti necessari per accompagnare la transizione digitale. Il settore delle telecomunicazioni, in particolare, è impegnato in un significativo sforzo di ammodernamento infrastrutturale, legato allo sviluppo delle reti ad alta capacità e all’evoluzione dei servizi digitali. In tale scenario, un contesto normativo armonizzato può contribuire a sostenere un equilibrio tra tutela degli utenti e capacità di innovazione degli operatori.

Nel suo complesso, l’emendamento si colloca quindi in una prospettiva di accompagnamento dell’evoluzione del mercato, rafforzando la coerenza del quadro di riferimento e favorendo condizioni di maggiore uniformità tra settori sempre più interconnessi. Una scelta orientata a garantire elevati livelli di tutela per gli utenti e, allo stesso tempo, a sostenere uno sviluppo ordinato e competitivo del mercato della convergenza.

In conclusione, l’intervento normativo rappresenta un passo coerente verso un assetto regolatorio più aderente alla realtà dei mercati contemporanei, nei quali i confini tra servizi risultano progressivamente meno definiti. La capacità di accompagnare tali trasformazioni attraverso strumenti normativi calibrati e omogenei si configura come un fattore chiave per garantire, nel medio periodo, un equilibrio stabile tra innovazione, tutela dei consumatori e crescita competitiva del sistema economico.

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