Per anni il cambio di fornitore cloud è stato raccontato come una scelta tecnica. In realtà, per molte imprese è diventato un vincolo industriale. Applicazioni riscritte intorno a servizi proprietari, costi di uscita poco trasparenti, formati difficili da riutilizzare, tempi di migrazione incerti e contratti costruiti più per trattenere il cliente che per accompagnarlo verso una nuova architettura. Il Data Act interviene esattamente in questa zona grigia, dove la libertà di scelta esiste sulla carta ma si consuma nella complessità operativa.
la guida
Diritto alla portabilità: usare il Data Act per cambiare fornitore
Il Data Act introduce regole specifiche per rendere più praticabile il cambio di fornitore cloud ed edge. Contratti, costi di switching, dati esportabili, continuità del servizio e interoperabilità diventano elementi centrali per ridurre il lock-in e rafforzare la libertà strategica delle organizzazioni
Computer Science Engineer

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
InnovAttori
-

La vera sfida dell’AI in azienda non è cercare, ma ricordare bene
18 Ago 2026 -

Quali competenze per portare la physical AI nello spazio: il caso Sitael
22 Lug 2026 -

AI in azienda, perché gestire il cambiamento è anche una questione di sicurezza
10 Lug 2026 -

Data center, quanto cresce l’Italia: ma attenzione al thermal management
06 Lug 2026 -

Ecosistemi travel-tech: startup, AI e nuovi modelli per il turismo
15 Giu 2026















