Intelligenza artificiale

I frame invisibili dell’AI. Riconoscerli per non disabituarsi a pensare



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L’AI generativa non produce risposte neutre: modelli, prompt e utenti operano dentro cornici interpretative che orientano fiducia, scelte e abitudini cognitive. Riconoscere questi frame diventa decisivo per non trasformare la delega allo strumento in una perdita progressiva di pensiero critico

Pubblicato il 16 lug 2026

Daria Grimaldi

Consulente in psicologia delle comunicazioni sociali Docente a contratto in Psicologia dei gruppi, presso l’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa



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Il dibattito sulle innovazioni tecnologiche tende spesso a riprodurre una vecchia opposizione tra apocalittici e integrati: da un lato la tecnologia come promessa di progresso, dall’altro come minaccia radicale. Non ne sono esenti le narrazioni sull’Intelligenza Artificiale che, anche se meno rigidamente binarie, continuano a organizzarsi attorno a narrazioni ricorrenti, che orientano il modo in cui individui e gruppi le attribuiscono senso e ne interpretano l’uso, attraverso assunzioni condivise su ciò che essa è e su come dovrebbe essere usata (Denia, 2025).

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