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Sanità digitale, perché l’AI italiana fatica a entrare nella cura



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Il report AI Adoption Gap in Healthcare fotografa un sistema italiano capace di sviluppare intelligenza artificiale avanzata, ma ancora in difficoltà nell’integrarla nei percorsi clinici. Regole, risorse, dati, procurement e governance emergono come nodi decisivi per trasformare l’innovazione in cura

Pubblicato il 30 lug 2026

Leandro Pecchia

Direttore dell’Osservatorio Intesa Sanpaolo Tech4GlobalHealth Laboratorio IHT — Università Campus Bio-Medico di Roma



digitalizzazione sanità Calabria Legge di Bilancio sanità 2026; Aziende Ict in sanità: le ricette per migliorare la qualità delle cure e rendere più sostenibile il sistema sanitario IA nei sensori medici


Il 78% delle aziende italiane del MedTech l’ha già integrata nei propri prodotti o servizi, e il 61% opera in fasi avanzate di sviluppo e validazione. Sono numeri che, presi da soli, raccontano un Paese in buona salute sul fronte dell’innovazione. Eppure, la fotografia restituita dal primo studio sistematico nazionale — il report AI Adoption Gap in Healthcare, pubblicato il 15 aprile 2026 dall’Osservatorio Tech4GlobalHealth, nato dalla partnership scientifica tra l’Università Campus Bio-Medico di Roma e il Gruppo Intesa Sanpaolo — mette in luce un paradosso che non possiamo ignorare: questa innovazione fatica a diventare cura, e la carenza di adozione frenerà l’innovazione.

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