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Identità non umane: il rischio invisibile degli agenti AI nei sistemi aziendali



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Le identità non umane degli agenti AI moltiplicano credenziali, privilegi e deleghe nei sistemi aziendali, aprendo un vuoto tra sicurezza tecnica e imputazione giuridica. GDPR, modelli 231 e NIS2 offrono già criteri di responsabilità, ma richiedono presidi verificabili su censimento, memoria, privilegi e tracciamento

Pubblicato il 4 ago 2026



Agenti AI coding
Foto Shutterstock


L’analisi muove dalla constatazione che gli ambienti informativi aziendali e pubblici sono oggi popolati, in misura crescente e non sempre governata, da entità operative prive di corrispondente fisico: agenti di intelligenza artificiale dotati di credenziali proprie, capaci di autenticarsi presso sistemi terzi, di accumulare privilegi di accesso e di eseguire sequenze di azioni con intervento umano ridotto o nullo.

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