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Ragazze nelle STEM: dall’Estonia un modello per ridurre il divario



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Stereotipi, modelli femminili poco visibili e confidence gap limitano l’accesso delle ragazze alle STEM. Le iniziative italiane e il progetto estone HK Unicorn Squad indicano interventi precoci, comunità stabili e percorsi gratuiti già nelle scuole per trasformare l’orientamento in opportunità concrete

Pubblicato il 10 set 2026

Carmelina Maurizio

Università degli Studi di Torino



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Nonostante i progressi significativi e continui nell’accesso all’istruzione, le ragazze sono numericamente poco e sottorappresentate in molti campi STEM in tutto il mondo, in particolare in ingegneria, informatica, intelligenza artificiale e tecnologia dell’informazione. Le organizzazioni internazionali, tra cui UNESCO, OCSE e UN Women, identificano questo divario come una sfida sia educativa che economica.

In tutto il mondo le ricerche dimostrano costantemente che in molti Paesi le ragazze ottengono risultati pari e spesso migliori dei ragazzi in matematica e scienze durante l’istruzione obbligatoria; che il divario di genere diventa molto più ampio quando gli studenti scelgono materie secondarie superiori, titoli universitari e carriere.

Ragazze nelle STEM: le cause del divario

Inoltre, una volta concluso il ciclo di studio accademico e/o specialistico le donne rimangono significativamente poco presenti nei settori dell’informatica, dell’ingegneria, della sicurezza informatica, della robotica, dell’intelligenza artificiale.

Stereotipi, modelli e confidence gap

Tra le cause principali vengono identificati fattori quali gli stereotipi di genere, persistenti a livello globale; la scarsa conoscenza di modelli femminili, che spesso sono invece alla base della motivazione nella scelta di percorsi di studio e carriere; inoltre, le aspettative di genitori, insegnanti, coetanei e media influenzano le aspirazioni educative e le scelte professionali, e anche in questo caso si tratta spesso di aspettative legate agli stereotipi di genere. La ricerca internazionale mostra inoltre che il ruolo degli insegnanti è fondamentale. Aspettative differenti nei confronti di studenti e studentesse, anche quando inconsapevoli, possono influenzare motivazione, partecipazione e orientamento.

Non da ultimo gioca un ruolo importante quello che è stato definito il confidence gap, un elemento particolarmente studiato negli ultimi anni, ovvero il divario nella fiducia nelle proprie capacità.

Molte ragazze, pur ottenendo risultati elevati, tendono a sottovalutare le proprie competenze scientifiche e tecnologiche rispetto ai coetanei maschi. Questa distanza nella percezione di sé può diventare determinante nel momento della scelta della scuola superiore, dell’università o della professione.

Ragazze nelle STEM e politiche educative

Il rapporto di genere del 2025 pubblicato dall’UNESCO Global education monitoring report 2025: gender report: women lead for learning presenta i dati più recenti che mostrano i progressi compiuti verso il raggiungimento della parità di genere a tutti i livelli di istruzione.

I dati globali indicano che la sfida non è più la capacità accademica delle ragazze nelle discipline STEM, ma garantire che sviluppino la fiducia, l’interesse e le opportunità per intraprendere studi e carriere STEM. Politiche efficaci pongono quindi l’accento sull’intervento precoce, sull’insegnamento inclusivo, su modelli femminili visibili, su un accesso equo alle tecnologie digitali e su un sostegno costante lungo tutto il percorso educativo, in particolare nei settori emergenti quali l’intelligenza artificiale, la scienza dei dati e l’ingegneria.

Ragazze nelle STEM in Italia: dati e iniziative

In Italia, nonostante le donne rappresentano ormai la maggioranza dei laureati (quasi il 60%), la loro presenza nelle discipline STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) rimane significativamente bassa, fermandosi al 40,5% secondo i dati più recenti del 2026. Questo divario di genere è particolarmente marcato in settori specifici come l’informatica e le tecnologie ICT, dove le ragazze costituiscono solo il 14,5% degli iscritti, e nell’ingegneria industriale, dove la percentuale sale appena al 26,3%.

Lo conferma il Rapporto di Genere 2026 di AlmaLaurea, secondo cui la componente femminile nelle aree STEM si ferma al 40,5%, una quota rimasta sostanzialmente stabile da circa un decennio.

Secondo l’indagine di AlmaLaurea, che analizza profilo formativo e condizione occupazionale di laureate e laureati, le donne rappresentano quasi il 60% di chi consegue il titolo. Eppure questa maggioranza non si distribuisce in modo uniforme tra gli ambiti di studio: nelle materie scientifico-tecnologiche la presenza femminile resta minoritaria negli ambiti dell’informatica, delle tecnologie ICT e dell’ingegneria industriale. Il punto più rilevante, per chi lavora nella scuola, è che secondo gli analisti questa distanza non si forma all’università, ma molto prima. La segregazione di genere nei percorsi STEM è già evidente nel tragitto pre-universitario e viene poi confermata nelle scelte accademiche: in altre parole, la decisione di iscriversi o meno a un liceo scientifico, a un istituto tecnico o a un percorso a forte contenuto scientifico matura negli anni della scuola secondaria, condizionata da fattori culturali e sociali più che da differenze di rendimento.

Il rapporto evidenzia anche che le laureate, in generale, incontrano maggiori difficoltà nell’inserimento lavorativo, impiegano più tempo a raggiungere una stabilità economica e registrano retribuzioni mediamente inferiori, con un effetto che si fa sentire anche nelle stesse aree STEM. Nonostante i progressi, l’Italia rimane attualmente uno dei paesi europei con il divario più ampio, confermando la necessità di un impegno strutturale che parta dalla scuola e arrivi fino al mercato del lavoro.

Iniziative per le studentesse

Citiamo, in modo non esaustivo, alcune iniziative promosse per ridurre a livello nazionale il gender gap rispetto alle discipline STEM

  • l’Università di Roma la Sapienza ha indetto per l’anno accademico ancora in corso un bando che per incoraggiare l’accesso delle donne alla formazione superiore nelle materie scientifiche, riducendo il gap di genere in tale ambito con il progetto #100ragazzeSTEAM.
  • il Dipartimento per le Pari Opportunità ha appena pubblicato l’avviso per l’acquisizione di manifestazioni di interesse finalizzate alla realizzazione di percorsi di sensibilizzazione e orientamento alle discipline STEM. I progetti dovranno prevedere attività educative, laboratoriali e di orientamento da svolgersi presso università, centri di ricerca, aziende, musei scientifici e altri luoghi dell’innovazione, con il coinvolgimento di studenti universitari selezionati dagli Atenei proponenti. Per ciascuna proposta progettuale è previsto un contributo massimo di 50.000 euro.
  • Nell’ambito del PNRR, Missione 4 – Componente C1, il Dipartimento per le Pari Opportunità ha avviato, anche in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, iniziative volte a promuovere le pari opportunità e a contrastare gli stereotipi di genere nei percorsi scolastici, contribuendo a rimuovere gli ostacoli di tipo culturale, sensibilizzando docenti e studenti e valorizzando il talento delle studentesse e degli studenti in tali ambiti. L’Investimento 3.1 “Nuove competenze e nuovi linguaggi” con la dotazione di 1,1 mld di euro si pone l’obiettivo di garantire pari opportunità e uguaglianza di genere, in termini didattici e di orientamento, rispetto alle materie STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), alla computer science e alle competenze multilinguistiche. Il processo investirà tutti i cicli scolastici, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado, con focus sulle studentesse e con un pieno approccio interdisciplinare.
  • La settimana delle STEM è un’iniziativa nazionale istituita nel 2023 per promuovere l’orientamento e la formazione nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche. Nel 2026 si è svolta dal 4 all’11 febbraio scorsi. La rete Cnr per la III Settimana nazionale delle discipline STEM
  • La Fondazione Mondo Digitale promuove da anni numerose iniziative per la diffusione delle discipline STEM tra le studentesse in ogni grado di scuola, tutte iniziative gratuite, tra queste in particolare Coding Girls and Women.

Ragazze nelle STEM: la buona pratica dell’Estonia

Tra i sistemi scolastici più interessanti a livello europeo per la promozione delle STEM tra le studentesse, per la capacità di integrare le tecnologie e di recente l’intelligenza artificiale nella scuola, vi è quello dell’Estonia, Paese riconosciuto internazionalmente per il suo modello di innovazione digitale. Il modello estone: pensiero creativo e autonomia

Il modello estone dimostra un cambio di prospettiva importante: la presenza femminile nelle STEM non viene considerata esclusivamente come una questione di uguaglianza, ma come un investimento sul futuro.

In Estonia, così come in molti altri paesi, le donne sono scarsamente rappresentate nel settore delle TIC. Secondo i dati Eurostat, in Estonia, nota per i suoi progressi tecnologici, le donne costituiscono meno del 25% di tutti gli specialisti nel settore ICT.

Lo stesso schema può essere osservato nei gruppi di hobby legati alla tecnologia per bambini, come la robotica: c’è solo 1 ragazza tra 10 ragazzi in un gruppo.

In definitiva, le ragazze sono anni indietro rispetto ai ragazzi in termini di conoscenze tecniche, quindi le studentesse hanno bisogno di maggiore guida e incoraggiamento per perseguire questo campo.

HK Unicorn Squad per ragazze e tecnologia

La buona pratica che trova spazio in questo contributo è il progetto HK Unicorn Squad Who we are, che nasce con un obiettivo semplice ma ambizioso: avvicinare bambine e ragazze alla tecnologia attraverso percorsi gratuiti e continuativi.

Come funziona il progetto

L’idea del club tecnologico Girls’ è venuta all’imprenditrice e ingegnera Taavi Kotka dopo che sua figlia Helena che aveva 10 anni è stata cacciata dal club di robotica. Nell’autunno del 2018 è stata creata una ONG, il cui obiettivo è promuovere e rendere popolare l’educazione tecnologica tra le ragazze. L’aspetto più innovativo del progetto non riguarda soltanto i contenuti, ma la filosofia educativa: le ragazze non partecipano a una singola attività di orientamento, ma entrano in una comunità stabile nella quale possono sperimentare, costruire e confrontarsi con altre coetanee.

HK Unicorn Squad non è un tradizionale gruppo di hobby che inizia a settembre e termina a maggio, ma consiste in due corsi di 10 lezioni durante un anno accademico – in autunno e primavera. Le lezioni si tengono una volta alla settimana e durano da 1,5 a 2 ore consecutive; ogni gruppo stabilisce il proprio giorno e il proprio orario per riunirsi.

Il fondatore di un nuovo gruppo deve essere disposto a riunire le ragazze, a essere il loro istruttore o a trovarne uno, e a trovare un luogo per le lezioni (ad esempio un’aula in una scuola, un’aula in un centro per hobby, ecc.).

Il club tecnologico HK fornisce gratuitamente tutte le risorse per le lezioni – materiali e tutorial video –. Il numero minimo di ragazze in un gruppo è 8, 10-12 ragazze sono l’opzione ottimale e consigliata. Se più ragazze vogliono unirsi ai gruppi, è più ragionevole aprire due gruppi più piccoli.

Gli istruttori possono essere insegnanti, capigruppo di hobby o genitori entusiasti. Quasi 4000 ragazze provenienti da tutta l’Estonia hanno partecipato sino ad ora alla scuola tecnologica HK Unicorn Squad e questo numero è in costante crescita.

Ogni estate, oltre a due corsi per anno scolastico, c’è un campo estivo della HK Unicorn Squad in cui le ragazze delle squadre tecnologiche si riuniscono da tutta l’Estonia. L’edizione del 2026 si è appena conclusa. Nel campo svolgono attività di lavoro di squadra, risolvono compiti basati sulla tecnologia, sulla matematica e sulla fisica, giocano a vari giochi sportivi, visitano istituti culturali e incontrano leader donne stimolanti.

[0] UN Women

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