Il 26 agosto 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando per l’assegnazione della banda 24,25-26,5 GHz.
Le domande di partecipazione si presentano entro il 25 settembre 2026.
Meno di un mese per decidere se partecipare, con chi, e per quali lotti. Cosa mette in gara il Ministero.
Indice degli argomenti
Frequenze 26 GHz: struttura dei lotti e diritti d’uso
La banda vale 2,25 GHz complessivi, divisi in sette blocchi da 200 MHz (B1-B4, B7-B9).
La struttura prevede fino a 5 lotti nazionali (L3-L7) e fino a 42 lotti regionali, distribuiti su 19 regioni e le due province autonome.
I diritti d’uso decorrono dal 1° gennaio 2029, durano 15 anni, sono prorogabili di altri 5 e rinnovabili una sola volta per un massimo di 10 anni.
Il disciplinare consente anche un accesso anticipato alla banda per i sistemi a banda ultralarga, prima della data formale di decorrenza: un punto da verificare caso per caso con i propri consulenti tecnici, perché può cambiare i piani di investimento. Chi può partecipare e per quali lotti
Requisiti di accesso e posizione degli incumbent
Metà dei lotti è riservata agli operatori WLL incumbent, cioè ai titolari di diritti d’uso già in essere al 31 dicembre 2022: i lotti nazionali L3 e L4, e i lotti regionali L1.1-L1.21. Per queste aziende la priorità operativa è verificare subito la propria posizione di incumbent e la coerenza documentale dei titoli esistenti, perché il disciplinare introduce controlli sulle catene di controllo societario per impedire che le riserve finiscano a soggetti collegati ai titolari uscenti.
Per i restanti lotti, incumbent e nuovi entranti competono insieme.
Chi valuta di entrare per la prima volta in questo segmento deve mettere in conto tempi di due diligence più lunghi: verifica dei requisiti di ammissione, predisposizione delle garanzie finanziarie, valutazione della copertura tecnica richiesta. Le scadenze da segnare subito
Frequenze 26 GHz: scadenze e obblighi operativi
Tre date determinano la sequenza operativa:
- 25 settembre 2026: termine per la domanda di partecipazione. * entro fine 2026: aggiudicazione attesa.
- 1° gennaio 2029: decorrenza dei diritti assegnati.
Tra l’aggiudicazione e l’avvio operativo passano quindi circa due anni. Le aziende dovrebbero usare questo intervallo per pianificare gli investimenti di rete: il disciplinare impone di installare la rete entro 36 mesi dalla disponibilità delle frequenze e di attivare il servizio commerciale in tutte le province dell’area geografica assegnata. Chi arriva impreparato a gennaio 2029 rischia di bruciare mesi preziosi su un termine già stretto. Cosa fare, in pratica, nelle prossime settimane
Come preparare la partecipazione alla gara
Primo passo: mappare i lotti di interesse, nazionali o regionali, incrociando copertura di rete esistente, presenza WLL pregressa e piani di espansione. La scelta tra lotto nazionale e lotti regionali cambia il profilo di rischio economico: la competizione attesa sui lotti nazionali può spingere le basi d’asta, contenute rispetto alla gara del 2018, verso importi finali più alti.
Secondo passo: verificare la compatibilità tecnica con i servizi incumbent nella propria area. Il disciplinare fissa un modello di condivisione della banda nell’allegato 3 e un piano di protezione degli incumbent nell’allegato 4, che può includere zone di esclusione geografica. Un’azienda che punta su un lotto regionale deve controllare, prima di presentare domanda, se quella zona ricade in un’area soggetta a limitazioni.
Terzo passo: predisporre fin da ora il piano di reporting annuale verso Ministero e AGCOM, previsto tra gli obblighi post-aggiudicazione. Non è un dettaglio amministrativo: l’inadempimento agli obblighi di installazione e attivazione del servizio comporta la decadenza dall’aggiudicazione, ma non libera l’azienda dal pagamento dell’ultimo importo offerto in gara. Un impegno economico che resta anche in caso di uscita dal progetto. I nodi ancora aperti
Frequenze 26 GHz: prezzi, condivisione e chiarimenti
Due punti restano da monitorare fino all’aggiudicazione. Il primo è il livello finale dei prezzi: basi d’asta più contenute rispetto al 2018 non garantiscono importi finali bassi, se la domanda sui lotti nazionali risulta alta. Il secondo è la gestione tecnica della condivisione di banda con gli incumbent, che nella pratica dipenderà dalle zone di esclusione effettivamente applicate provincia per provincia.
Le aziende tlc che partecipano dovrebbero seguire da vicino le eventuali FAQ e chiarimenti che il Ministero pubblicherà nelle prossime settimane: su una gara con termini così compressi, un chiarimento tardivo su un punto tecnico può arrivare quando ormai la domanda è già stata presentata.












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