Poche ore, non mesi: è il tempo che il team di Cloud Vulnerability Research di Google ha impiegato per trovare una vulnerabilità critica usando Gemini 3.8 Flash Cyber, il modello di cybersicurezza lanciato insieme al più noto Gemini 3.8 Flash il 2 settembre. Chi può usarlo lo decide però un’azienda privata attraverso un programma di candidatura proprio, il Fairwind Program, non un’autorità pubblica, non un consorzio internazionale, non uno standard aperto. Si ripropone lo stesso schema che si è visto con Anthropic Mythos 5, le stesse logiche; ora però confermate da Google appaiono come uno standard di fatto: la privatizzazione della sicurezza pubblica. Con la sola amministrazione Usa a detenere un ruolo di controllo pubblico su queste scelte di rilascio. Dal punto di vista europeo, il potere privato mediato da Trump è persino un’aggravante.
intelligenza artificiale
Google Fairwind Program: la sicurezza di tutti è un affare privato
Google riserva Gemini 3.8 Flash Cyber a enti selezionati dal Fairwind Program. L’accesso a strumenti capaci di individuare vulnerabilità critiche dipende così da criteri privati, mentre AI Act e Europa non disciplinano la governance della difesa digitale
ceo ICONICO | Innovation & Digital Transformation

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
InnovAttori
-

La vera sfida dell’AI in azienda non è cercare, ma ricordare bene
18 Ago 2026 -

Quali competenze per portare la physical AI nello spazio: il caso Sitael
22 Lug 2026 -

AI in azienda, perché gestire il cambiamento è anche una questione di sicurezza
10 Lug 2026 -

Data center, quanto cresce l’Italia: ma attenzione al thermal management
06 Lug 2026 -

Ecosistemi travel-tech: startup, AI e nuovi modelli per il turismo
15 Giu 2026














