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App per il ciclo mestruale: quando l’empowerment diventa sorveglianza



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Le app per il ciclo mestruale si presentano come strumenti di conoscenza e autonomia, ma operano anche come tecnologie biopolitiche. Attraverso linguaggi medici, gamification e raccolta sistematica di dati corporei, contribuiscono a normalizzare comportamenti e vissuti legati alla salute riproduttiva femminile

Pubblicato il 11 dic 2025

Cristina Ferrigno

Giornalista pubblicista e dottoranda UniMe



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In uno scenario come quello odierno, in cui tutti gli aspetti della vita sociale sono legati ai media digitali (Couldry e Hepp, 2017; Hepp, 2019), e dominato dalle logiche della piattaformizzazione (Van Dijck, Poell e de Waal, 2016), la centralità del dato in ambiti della vita finora considerati non computabili chiama a una riflessione critica, ponendo nuove questioni sulle modalità di configurazione e rappresentazione dell’esperienza umana.

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