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Come cambia il Codice dei beni culturali con la svolta digitale



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La riforma dei beni culturali attribuisce alla digitalizzazione un ruolo centrale nella tutela, nella mappatura e nella gestione del patrimonio pubblico. Anagrafe digitale e albo della sussidiarietà ridisegnano il rapporto tra istituzioni, tecnologia e soggetti privati

Pubblicato il 9 apr 2026



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L’approvazione definitiva avvenuta in Senato della Legge 17 marzo 2026 n. 40 sulla riforma dei beni culturali segna una data importante per la legislazione italiana. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è intervenuta il 30 marzo 2026 e la legge si avvia a trovare applicazione.

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