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Competenze TLC: 75 professioni per le imprese di domani



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Asstel ha aggiornato la mappatura delle competenze della filiera TLC, che impiega 200 mila persone. Settantacinque professionalità censite, nuove figure legate ad AI e cybersecurity, un CCNL rinnovato e strumenti bilaterali per affrontare la trasformazione del lavoro nel settore delle telecomunicazioni

Pubblicato il 16 apr 2026

Laura Di Raimondo

direttore Asstel



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La mappatura delle competenze nella filiera delle telecomunicazioni è uno strumento indispensabile per orientare imprese, formazione e politiche del lavoro in un settore attraversato da cambiamenti senza precedenti.

È in questo quadro che si inserisce il lavoro di Asstel, che ha aggiornato la propria griglia di riferimento professionale per fotografare l’evoluzione in atto e offrire alle aziende associate una guida concreta per affrontare la transizione digitale.

La nuova mappatura delle competenze Asstel: una bussola per la filiera TLC

La nuova mappatura delle competenze, recentemente completata da Asstel, fotografa l’evoluzione delle professionalità del settore e aiuta a orientare imprese, processi di organizzazione del lavoro, percorsi di formazione e politiche del lavoro in una fase di trasformazione senza precedenti. In un ecosistema industriale attraversato da innovazioni profonde – dall’intelligenza artificiale al cloud, dalla cybersecurity all’analisi dei dati – comprendere quali competenze stanno emergendo e quali professionalità saranno necessarie nei prossimi anni diventa fondamentale per sostenere la competitività delle imprese e la crescita digitale del Paese.

Una filiera strategica: 200 mila lavoratori e 114 miliardi di investimenti

La filiera delle telecomunicazioni rappresenta infatti uno dei pilastri della trasformazione digitale italiana. Oggi impiega circa 200 mila persone e contribuisce in modo significativo all’economia nazionale, generando circa il 6% del PIL.

È un sistema complesso che rende possibile il funzionamento quotidiano di 60 milioni di telefoni, 20 milioni di abitazioni connesse e oltre 50 milioni di oggetti IoT, e che negli ultimi anni ha continuato a investire con determinazione nello sviluppo delle reti e dei servizi digitali, con oltre 114,8 miliardi di euro investiti complessivamente.

Il capitale umano come fattore abilitante dell’innovazione

In questo contesto, il capitale umano rappresenta il vero fattore abilitante dell’innovazione. Le imprese della filiera stanno affrontando contemporaneamente diverse transizioni – digitale, tecnologica e organizzativa – che stanno trasformando il lavoro e i modelli produttivi.

La nuova mappatura delle competenze realizzata da Asstel nasce proprio per interpretare questi cambiamenti e per offrire un riferimento condiviso alle imprese della filiera.

75 professionalità mappate: dalla GenAI al customer care

La mappa, costruita con il contributo diretto delle aziende associate, raccoglie oggi 75 professionalità, cinque in più rispetto alla precedente versione.

Per ciascun ruolo vengono individuati attività, conoscenze e competenze, creando una griglia di riferimento utile per le imprese, ed anche, per il sistema della formazione e dell’education.

Le figure emergenti e consolidate della filiera

Si tratta di professionalità che coprono trasversalmente tutti i segmenti della filiera. Tra queste troviamo figure già consolidate e altre emergenti: dal GenAI Solution Architect al Technical Owner AI, dall’AI & Machine Learning Specialist al Tecnico delle reti di accesso, dall’ICT business consultant al customer care agent, fino a ruoli come information security specialist, progettista di piattaforme di rete e di servizio o esperti di assistenza digitale attraverso chatbot e sistemi automatizzati.

Competenze e capacità al centro: come cambia la carriera professionale

Questa nuova griglia pone al centro le competenze e le capacità e, quindi, riflette il cambiamento profondo nel modo in cui si sviluppano le professionalità nel settore. Oggi più che in passato la carriera professionale è legata alla capacità delle persone di aggiornare e sviluppare continuamente le proprie competenze.

Le figure individuate dalla mappatura sono più dettagliate rispetto ai profili contrattuali e rappresentano per le imprese uno strumento operativo sia sul piano organizzativo sia su quello formativo.

Cinque giornate di formazione all’anno: la leva per governare la trasformazione

La formazione diventa, quindi, la leva centrale per governare e orientare questa trasformazione.

Lo sviluppo delle competenze e delle capacità rappresenta oggi la priorità assoluta per la filiera: mediamente nelle aziende del settore vengono già erogate circa cinque giornate di formazione all’anno per ciascun lavoratore, con l’obiettivo di estendere progressivamente questi percorsi a tutta la popolazione aziendale.

Cybersecurity, AI e big data: le competenze più richieste (e più difficili da trovare)

Tra le competenze oggi più diffuse e richieste emergono in particolare quelle legate alla cybersecurity e alla protezione dei dati, presenti nel 65% delle aziende associate. Seguono ambiti come Big Data e Analytics, Intelligenza artificiale e Machine Learning, oltre alle competenze legate alla gestione e all’analisi dei dati digitali.

Tuttavia, proprio queste aree rappresentano anche quelle in cui il mercato del lavoro registra le maggiori difficoltà di reperimento. Oltre la metà delle aziende segnala infatti che le competenze su AI e Machine Learning sono tra le più difficili da sviluppare o da trovare sul mercato.

Un settore stabile ma che invecchia: il nodo del ricambio generazionale

La trasformazione delle competenze si inserisce in un quadro più ampio di evoluzione della filiera. Oggi il settore presenta una forte stabilità lavorativa: oltre il 70% dei lavoratori ha più di dieci anni di anzianità aziendale.

Allo stesso tempo la composizione anagrafica evidenzia una prevalenza della fascia centrale della forza lavoro, con il 53% dei lavoratori tra i 41 e i 55 anni e un’età media che supera i cinquant’anni.

Il mismatch di competenze: il 60% dei profili cercati non si trova sul mercato

In questo scenario un tema decisivo riguarda il disallineamento tra domanda e offerta di competenze, che oggi interessa circa il 60% dei profili ricercati dalle imprese del settore. Per questo diventa fondamentale rafforzare le attività di orientamento verso le professioni tecnologiche e STEM, creando un circuito virtuoso tra sistema formativo, imprese e mercato del lavoro.

Upskilling, reskilling e ricambio generazionale: le politiche necessarie

Accanto all’orientamento dei giovani, altrettanto centrale è lo sviluppo di politiche efficaci di upskilling e reskilling, che consentano alle persone di aggiornare le proprie competenze, allenare le proprie capacità e di accompagnare l’evoluzione tecnologica in corso. In questa prospettiva diventa fondamentale anche il ricambio generazionale, sostenuto attraverso strumenti che favoriscano la riconversione professionale e l’ingresso di nuove competenze nella filiera.

Contratto di Espansione e Fondo Nuove Competenze: gli strumenti per gestire il cambiamento

Misure come il Contratto di Espansione, il Fondo Nuove Competenze e il Fondo di Solidarietà Bilaterale per la Filiera TLC rappresentano strumenti importanti per governare la rapidità delle trasformazioni lavorative, sostenere il lavoro di qualità e accompagnare l’evoluzione delle professionalità in connessione con lo sviluppo tecnologico. Servono misure eccezionali in un tempo del lavoro che cambia ad una velocità del tutto nuova per i contesti tradizionali.

Reti, piattaforme e persone: il vero senso della trasformazione digitale

La nuova mappatura delle competenze realizzata da Asstel si inserisce proprio in questo quadro: offrire una lettura aggiornata dei fabbisogni professionali della filiera e contribuire a costruire un ecosistema in cui innovazione tecnologica e sviluppo del capitale umano procedano insieme: perché la vera infrastruttura della trasformazione digitale non è fatta soltanto di reti e piattaforme, ma soprattutto di persone, competenze e capacità adatte a guidare il cambiamento.

Proprio per seguire queste tematiche è stato attivato uno specifico Gruppo di lavoro, guidato dai Vicepresidenti Diego Galli e Federico Protto all’interno dell’Associazione il cui obiettivo è: formare le persone in azienda, preparare le ragazze e i ragazzi che entreranno al lavoro, stimolare il sistema educativo e quello formativo a collaborare con le imprese, individuare nuovi strumenti di flessibilità del lavoro in collaborazione con le Istituzioni e il Governo.

Il nuovo CCNL delle telecomunicazioni: un contratto di trasformazione

Per accompagnare questa evoluzione il settore ha recentemente rinnovato il Contratto Collettivo Nazionale delle Telecomunicazioni, sottoscritto l’11 novembre 2025 con le organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni. Si tratta di un vero e proprio contratto di trasformazione, pensato non solo per aggiornare gli aspetti economici e normativi del lavoro ma per accompagnare l’evoluzione delle professionalità e dei modelli organizzativi.

Il nuovo sistema di classificazione: quattro aree professionali dal 2026

Tra le innovazioni più significative vi è il nuovo sistema di classificazione del personale, che entrerà in vigore in via sperimentale dal 1° luglio 2026 e che supera il modello tradizionale basato sugli inquadramenti per introdurre un sistema fondato su quattro aree professionali. Il nuovo modello valorizza le competenze e l’esperienza delle persone con una visione orientata all’occupabilità nel lungo periodo.

Mobilità orizzontale e occupabilità: i principi del nuovo modello

Il raggruppamento nelle aree professionali avverrà sulla base di quattro elementi distintivi: il grado di competenze richieste, la capacità di problem solving nella gestione della complessità, il livello di autonomia nel ruolo e la dimensione relazionale del lavoro. L’obiettivo è favorire anche percorsi di mobilità orizzontale tra ruoli diversi, sostenendo processi di upskilling e reskilling e accompagnando l’evoluzione delle professionalità.

CRM-BPO e customer care: la logica di filiera nel nuovo contratto

Il nuovo contratto introduce inoltre una logica moderna di filiera, come dimostra la scelta di prevedere una sezione specifica dedicata alle attività di CRM-BPO, cioè al customer care e ai servizi di assistenza alla clientela. In questo ambito sono stati previsti strumenti aggiuntivi di flessibilità organizzativa, nuove modalità di gestione dell’orario di lavoro e una revisione della clausola sociale per tener conto dell’esperienza maturata negli anni.

Imprese e sindacati verso una visione industriale condivisa

Questa impostazione riflette la convinzione che la trasformazione del settore debba essere governata in modo condiviso.

Il rinnovo contrattuale si inserisce infatti in un percorso più ampio che vede imprese e sindacati impegnati nella definizione di una visione industriale per la filiera delle telecomunicazioni, infrastruttura strategica per la competitività e la crescita digitale del Paese.

Dal Manifesto al Patto: la filiera TLC parla con una voce sola

Per queste ragioni già nello scorso mese di maggio una delle prime iniziative della nuova Presidenza Asstel di Pietro Labriola fu il lancio del Manifesto per la crescita digitale dell’Italia, con l’obiettivo di rappresentare al meglio la visione della filiera delle telecomunicazioni per un Paese più connesso, competitivo e innovativo, indicando anche le leve prioritarie su cui agire per creare condizioni di sostenibilità e sviluppo per le imprese di telecomunicazioni e per l’Italia.

In questo ambito, in continuità con il modello di relazioni industriali che caratterizza la Filiera TLC, condividendo le istanze e la visione industriale con le Organizzazioni Sindacali di categoria in occasione del rinnovo del CCNL TLC è stato sottoscritto “Patto per lo sviluppo industriale della filiera delle telecomunicazioni e per la crescita digitale del Paese”.

A questo “Patto” di carattere programmatico ha fatto seguito, lo scorso 9 marzo, la sottoscrizione di un Avviso Comune, condiviso anche da Federmanager, per sottolineare l’ampia convergenza sulle principali direttrici di policy necessarie a sostenere lo sviluppo e la crescita della Filiera TLC, quale prima azione concreta per avviare un percorso unitario che, partendo da posizioni condivise su politiche industriali, regolazione, investimenti, occupazione, formazione e strumenti bilaterali, porti ad un confronto strutturato con le istituzioni a livello nazionale ed europeo.

La sfida è adesso: le TLC come frontiera della competitività italiana

La sfida è adesso. Il tempo corre più velocemente della nostra capacità di adattamento e impone scelte rapide e lungimiranti. Dobbiamo affrontare insieme la transizione digitale, l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale, la trasformazione dei processi di organizzazione del lavoro, il cambiamento demografico e il ritardo che ancora separa l’Italia e l’Europa sul fronte delle competenze STEM e digitali. Occorre accelerare, investire, formare, attrarre talenti e costruire un ecosistema capace di sostenere l’innovazione. In questa corsa, la filiera delle telecomunicazioni è già in prima linea.

È un’infrastruttura strategica, ma anche un laboratorio avanzato di competenze, modelli organizzativi e soluzioni tecnologiche. Le TLC sono oggi una frontiera: tracciano nuovi confini, aprono nuovi orizzonti e indicano la direzione di marcia per il Paese. Sta a noi cogliere questa opportunità e trasformarla in crescita, competitività e sviluppo sostenibile.

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