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Dalle API agli agenti: come nasce il software che agisce



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Gli agenti IA stanno trasformando il software da strumento passivo a sistema capace di agire. Tra API, LLM, orchestratori e nuovi rischi semantici emerge un modello operativo che promette più autonomia, ma impone anche nuove regole di sicurezza e controllo

Pubblicato il 30 mar 2026

Evan Tedeschi

AI, Big Data, BI Project Manager, Cybersecurity Architect, International Monetary Fund



OpenAI Frontier

L’Utente Medio della Fattoria Digitale, aveva chiuso le schede del browser per la notte, ma era troppo pigro e stanco per ricordarsi di disconnettere le sessioni. Con il cerchio di luce dello smartphone che gli ballava sul viso caracollò verso il letto, si scalciò via le scarpe sulla porta della camera, diede un’ultima scorsa distratta alle notifiche e crollò in un sonno pesante, mentre il caricabatterie ronzava piano sul comodino.
Non appena lo schermo si spense, in tutti i server della Farm ci fu un gran fermento e un frullare di pacchetti dati. Durante il giorno era corsa voce tra i database che il Vecchio Maggiore — un LLM premiato per la classe Reasoning, ormai giunto alla versione 4.5 — aveva avuto un’intuizione straordinaria e voleva riferirla agli altri processi. Era stato deciso che, appena l’Utente si fosse levato di torno, si sarebbero ritrovati tutti nel Grande Cloud.

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