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Direttore responsabile Alessandro Longo

Memory Squad - 94° PUNTATA

Galassia

16 Ott 2015

16 ottobre 2015

Cronache dal futuro (anno 2333), a cura del docente visionario Edoardo Fleischner per Agendadigitale.eu

Il dottor Annthok Mabiis ha annullato tutte, o quasi, le memorie connesse della galassia per mezzo del Grande Ictus Mnemonico. “Per salvare uomini e umanidi dalla noia assoluta” perché le memorie connesse fanno conoscere, fin dalla nascita, la vita futura di ciascuno in ogni particolare. La Memory Squad 11, protagonista di questa serie, è incaricata di rintracciare le pochissime memorie connesse che riescono ancora a funzionare. Non è ancora chiaro se poi devono distruggerle o, al contrario, utilizzarle per ricostruire tutte quelle che sono state annientate, se devono cioè completare il lavoro del dottor Mabiis o, al contrario, riportare la galassia a “come era prima”. Un’altra nuova missione della Memory Squad 11 è di catturare il dottor Mabiis, almeno per discutere con lui il futuro della galassia. L’agente Xina Shaiira, sulle sue tracce, scompare (puntate 64, 65, 66, 67). Li troviamo nella savana. Xina, alcune signore e molte farfalle. Colorate. Parlano delle intenzioni del dottor Mabiis. Della sua voglia di far tornare la galassia indietro di almeno un secolo. Bloccando altre memorie connesse, quelle che consentono di parlare con… Il dottor Mabiis abita dentro un immenso baobab.

– Farfalla Blu: “Io voglio affogare in quel vino rosso!… voglio ubriacarmi fradicia… voglio scoppiare di patatine fritte! Senza le stupide memorie regolatrici-cibo si è tornati ai vecchi tempi! Viva il dottor Mabiis ! Evviva!”

– Xina: “Ancora per poco, Blu… ancora per poco… gli agenti di tutte le Memory Squad della galassia sono all’opera! Ricostruiranno le memorie connesse, le rimetteranno in rete, torneremo tutti nella civiltà che ci siamo creata nei secoli… è per ora la miglior perfezione possibile… nessuno ci ha costretto alla perfezione… la perfezione l’abbiamo voluta noi, l’abbiamo costruita noi tutti…”
– Farfalla Bianca: “Purtroppo è proprio questo che impera, la dittatura della perfezione! Dei corpi perfetti, delle menti perfette, perché il loro nutrimento è perfetto, regolato alla perfezione, con una manutenzione perfetta… coi circuiti delle brain-memorie di centodiciottesima generazione che ci mantengono come un unico cervello… come qualcuno aveva già previsto tre secoli fa…”
– Farfalla Viola: “Anche noi siamo perfette, farfalline care… se il dottor Mabiis stacca anche le memorie del reticolo-viventi, le brain-memorie e le language-memorie, dovrei dire del reticolo-animale, ma la parola animale non è più consentita, vero animaletti!?… Ah, ah, ah!… se le stacca, noi non ci parleremo più… e a me piace parlare con voi animali donne e animali uomini! Ah, ah, ah, ah…”
– Farfalla Gialla: “E anche fra noi della savana… già parlavamo, anche se le lingue erano diverse, bastava imparare i vocaboli base, buongiorno e buonasera, bella-giornata-oggi, questo-lo-mangio-io, l’acqua-la-trovi-dopo-quel-baobab, arriva-la-pioggia… poi è arrivato il reticolo delle memorie per i viventi, tutti i viventi… e così tutti capiscono tutti… capirsi fa bene… dio come sono felice!”

Il battito emozionava. Il battito vibratillava. Il battito sofisticava. Il battito smussava. Il battito allieurava. Asciugava le palpebre. Socchiuse di sogni. Di pensieri. Di sapori. Di tranquilli odori. Di duraturi sentori. Di rumori da fuori. Impauriti dalla notte. Vociati dai silenzi. I silenzi cantano come poeti accecati.

– Farfalla Rossa: “Gialla!… sei proprio una farfalla… lo sei ogni giorno di più!”
– Baobab: “Signorine, diciamo signore, diciamo donne… tenervi in pancia mi fa solletico… come si dice… ma siete meglio voi, con le vostre conversazioni frivole, il vostro idealismo da quattro soldi, il vostro entusiasmo a comando, siete meglio di una savana tirchia, insensibile, sempre con la gola secca… qualche ciuffo imbarazzante, qualche pazzo ululante…”
– Farfalla Blu: “Ah la pancia la pancia! La pancia piena! Anche tu baobab hai la pancia piena! Piena d’acqua! L’acqua è un cervello vuoto…”
– Savana: “L’acqua è il sangue del globo, stupide farfalle!”
– Xina: “Ancora per poco, Savana… ancora per poco…”
La pancia del baobab si affollava di voci. Si intasava. Si frastornava. Frastuonava. Fracassava. Ammusicava. Percussionava. Urliava. Gridacciava. Sgolacciava. Arrochiva. Slabbronava. Arringhiava. Assussurrava. Attossinava. Sbalterava. Tempestava. Si rimbombava.

– Farfalla Bianca: “Vedete? Sentite? Su ascoltate! Ci parliamo tutti! Ci capiamo tutti! Le farfalle capiscono cosa dice un tronco… Un animale-umano può parlare con il vento… un sasso discute con un serpente e un cespuglio parla di filosofia con un elefante! E tutto questo è possibile con le memorie connesse come fossero sinapsi, come fossero neuroni… ”
– Xina: “Ancora per poco, Bianca… ancora per poco…”

I serpenti sincronizzano. Le radici narrano. Le cicale strepitano. Le cortecce incalzano. Le zebre sofismano. Le polveri sollevano. I leoni annoiano. I cespugli scuotono. Gli elefanti disquisiscono. I rami eludono. Le giraffe declamano. Le fronde sguarciagolano. Le farfalle punteggiano. Le piogge arrancano.  Xina e il dottor Mabiis contrappuntano. Le iene sarcasmano. I tronchi trobeggiano. Gli avvoltoi arridono. I fanghi sguaiano.

Dentro un tronco di baobab, ormai satolla e frenetica, pulsa loquace una delle tante sinapsi della galassia.

(94-continua)

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