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GenAI e accoglienza: strumenti per il lavoro interculturale



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Nei CAS la GenAI può aiutare operatori e mediatori a trasformare problemi quotidiani in materiali educativi multilingua, visivi e accessibili, senza sostituire relazione, giudizio professionale e supervisione umana

Pubblicato il 28 lug 2026

Chiara Bertelè

Symploké, Società Cooperativa Sociale Onlus, Como

Fabio Frisone

Ricercatore tenure track presso l’Università Niccolò Cusano, 1) Humane Technology Laboratory, Catholic University of the Sacred Heart, Largo Gemelli, 1, 20121 Milan, Italy; 2) Departments of Economics, Psychology, Communication, Education and Motor Sciences, Niccolò Cusano University, Via Don Carlo Gnocchi, 3, Rome, 00166, Italy

Rossella Graziani

Symploké, Società Cooperativa Sociale Onlus, Como

Giuseppe Riva

Humane Technology Lab., Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, Applied Technology for Neuro-Psychology Lab., Istituto Auxologico Italiano IRCCS



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L’Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) sta aprendo nuove possibilità anche nel campo del lavoro socioeducativo interculturale, soprattutto nei servizi territoriali caratterizzati da elevata complessità linguistica, culturale e organizzativa. A partire da un’esperienza sviluppata all’interno di un Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS), viene analizzato il potenziale della GenAI come strumento operativo a supporto di mediatori, operatori sociali e professionisti dell’accoglienza.

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