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Gioco d’azzardo virtuale, ragazzi sempre più a rischio dipendenza: il ruolo dei genitori

I casinò online risultano molto attraenti agli occhi dei più giovani e il solo divieto di gioco imposto normativamente non è sufficiente ad arginare il rischio di sviluppare dipendenze. È necessario lavorare sulla prevenzione a più livelli, con programmi e sportelli a ciò dedicati. Centrale il ruolo dei genitori

04 Giu 2020
Alessia Del Pizzo

GDPR & ICT Legal Counsel

Photo by Keenan Constance on Unsplash

Il gambling, complici le caratteristiche tipiche del mezzo informatico, che lo rendono difficile da controllare e, allo stesso tempo, capace di assicurare illimitate possibilità di gioco, ha trovato nella Rete un nuovo mercato che attrae sempre più adolescenti.

I giochi online con vincite in denaro espongono i minori a rischi che, per età e maturità, non sono in grado di gestire. Infatti, l’equilibrio emotivo fragile, il bisogno di conferme e la voglia di indipendenza aumentano la vulnerabilità dei giovani a un rapporto problematico con il gioco d’azzardo.

La rete e le nuove forme di dipendenza

È innegabile che il mondo digitale sia fonte di molteplici opportunità, di accesso illimitato al sapere, di sviluppo delle competenze e, anzitutto, il principale mezzo di comunicazione a disposizione.

I minori, più degli altri, trovano nelle Information e Communication Technology (ICT) un valido alleato che, come già evidenziato dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza approvata a New York nel 1989, può assumere un’importante funzione educativa che va ad affiancare e, talvolta, a sostituire quella tradizionale della famiglia e della scuola.

Tuttavia, alla rivoluzione digitale si collega anche l’emergere, soprattutto nei soggetti più giovani, di nuove forme di dipendenza legate all’uso della Rete, come la Gambling Addiction (ludopatia). Infatti, in Internet ha trovato un nuovo mercato il gioco d’azzardo.

Il fenomeno del gioco d’azzardo, comunemente indicato con il termine “gambling” (dal verbo anglosassone “to gamble”, ossia “scommettere/puntare”), attrae sempre più persone, soprattutto adolescenti; quest’ultimi, infatti, complice la maggiore capacità e abilità nell’utilizzo delle più moderne tecnologie digitali, trovano nel gioco virtuale con vincite in denaro una risposta alle esigenze tipiche di quel tratto dell’età evolutiva caratterizzato dalla transizione dallo stato infantile a quello di individuo adulto. Invero, sono proprio l’impulsività, la ricerca di nuove emozioni e la voglia di indipendenza, anche economica, che aumentano la vulnerabilità dei giovani al gioco d’azzardo.

Nonostante il divieto, uno studio del 2018 condotto dall’Istituto Superiore della Sanità, tra la popolazione scolastica minorile (14-17 anni), rivela che il 29% degli intervistati (stimati in 670.144 soggetti) dichiara di aver praticato giochi d’azzardo almeno una volta negli ultimi 12 mesi. Tra questi giovani giocatori il 3,5% sono considerati a rischio (stimati in 80.326 studenti) e il 3% problematici (stimati in 68.850 studenti).

Infine, emerge che gli studenti scelgono il luogo dove giocare preferibilmente perché: vicino casa (49,9%), non vi è controllo del documento di identità (20,9%) o per il pay out più elevato (11,1%).

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Anche se l’indagine non ha espressamente ad oggetto il gambling online, sono queste ultime informazioni che devono far riflettere.

I fattori di attrattività del gambling online

Il gioco d’azzardo virtuale, infatti, differisce dal gioco d’azzardo tradizionale principalmente in termini di: – comodità, dettata dalla disponibilità costante di casinò online, non soggetta a limiti di spazio o di tempo ma vincolata al mero possesso di un dispositivo connesso alla rete; –accesso agevolato, dovuto alla vasta scelta di piattaforme disponibili, nonché alla possibilità di facilmente aggirare il limite minimo di età imposto dalla legge; –infinite possibilità di gioco senza interruzioni e, quindi, in astratto, più possibilità di vincere – e di perdere.

È chiaro, dunque, che i casinò online, potenzialmente, recano tutte le caratteristiche ricercate dai giocatori più giovani, rappresentando un importante canale di accesso a tale pratica.

Inoltre, gli annunci pubblicitari, complici il posizionamento strategico e effetti visivi e sonori particolarmente stimolanti, sono studiati ad hoc per incoraggiare la percezione che il gioco virtuale sia divertente, alla moda e privo di conseguenze negative.

Per tale motivo, con il Decreto legge n. 87/2018 (c.d. Decreto dignità), convertito nella legge n. 96 dello stesso anno, è stata vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite e premi in denaro sia online che offline, ad esclusione delle lotterie nazionali. Il decreto, che va ben oltre le indicazioni fornite dalla Commissione europea nella Raccomandazione 2014/478/UE sul tema – concernenti la “sponsorizzazione responsabile” e l’adozione di specifiche misure a tutela dei minori (come il controllo degli accessi ai casinò virtuali e la realizzazione di campagne di sensibilizzazione sull’importanza del controllo parentale) – muove dal presupposto che sia proprio il modo di fare comunicazione ad avere il maggior impatto sociale e che, eliminando tutti i messaggi che utilizzano leve emotive per spingere a scommettere in maniera compulsiva, sia possibile tutelare i soggetti più vulnerabili dal rischio di sviluppare dipendenze.

Contromisure e divieti non ancora sufficienti

Tuttavia, il semplice divieto di pubblicità non è da solo sufficiente per combattere il problema dei minori che giocano d’azzardo online. I fattori di rischio, in realtà, sono molteplici.

Infatti, nonostante il gambling sia vietato ai minorenni, esistono, ad esempio, numerose applicazioni gratuite destinate proprio a questi soggetti che, anche se prive della vincita in denaro, simulano il funzionamento di slot machine, vlt e roulette; in questo modo, i giocatori più giovani sono messi in condizione di prendere confidenza con questo tipo di attività, sperimentando l’adrenalina che si sprigiona nell’attesa di vedere realizzate le proprie speranze. Questi giochi a “riscossione immediata” facilmente possono sedurre un adolescente appartenente alla generazione z, non abituato a lunghe attese, facendolo migrare nei casinò online.

La Rete, difatti, complice una vasta scelta di siti web a ciò dedicati, permette con una semplice e veloce iscrizione (anche inserendo solo un nickname) di partecipare, senza incontrare particolari ostacoli, a tavoli di poker, black jack, slot machine ecc. scommettendo soldi veri. Per un minore, invero, risulta semplice aggirare i controlli imposti dai gestori, fornendo le informazioni richieste attingendo ai documenti dei genitori.

La semplicità con cui è possibile scommettere somme di denaro online, nella speranza di ottenere vincite soggette al caso, è agevolata dal possesso di smartphone e di carte prepagate che oggi le banche riservano ai clienti più giovani. In aggiunta, l’assenza del denaro contante tende ad alterare la percezione della perdita di denaro nel giocatore, allontanandolo dalla realtà e facendo sottostimare il valore dei capitali giocati e persi.

Le conseguenze della gambling addiction

È evidente che la gambling addiction condiziona negativamente il benessere individuale, compromettendo le relazioni familiari, economiche e sociali del giocatore; nei minori, queste conseguenze sono ancora più devastanti poiché si tratta di soggetti la cui personalità è ancora in formazione. L’insorgere del disturbo di ludopatia in età adolescenziale rende la logica della scommessa elemento strutturale della personalità, cementificandolo nella persona e compromettendone il regolare sviluppo psico-fisico.

In conclusione, i casinò online risultano particolarmente attraenti agli occhi dei giocatori più giovani e il solo divieto di gioco imposto normativamente non è sufficiente ad arginare il rischio di sviluppare dipendenze. I controlli in rete, infatti, risultano difficili ad opera dei gestori e facilmente eludibili. È necessario, piuttosto, lavorare sulla prevenzione a più livelli, con programmi e sportelli a ciò dedicati.

Un ruolo centrale è svolto dei genitori, che devono supervisionare i comportamenti dei figli e le attività che questi conducono con i pari, prestando attenzione a “fattori sentinella” quali: – l’umore alterato; – la perdita di interesse nelle attività sociali; – la difficoltà di dormire.

Inoltre, altro elemento di rischio non trascurabile è rappresentato dai computer domestici. Infatti, molto spesso, i genitori non adottano forme di prevenzione/protezione sull’utilizzo dei medesimi e i figli navigano, quasi sempre, liberamente senza regole né limitazioni su qualsiasi sito web.

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