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IA e lavoro: chi rischia di più in Italia e quali competenze servono



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L’impatto dell’IA sul lavoro non si limita a “togliere” o “creare” posti: cambia soprattutto come si lavora. La differenza rispetto all’automazione tradizionale è che l’IA entra nelle attività cognitive, spesso ad alta qualifica, come alleato operativo. Il nodo centrale diventa la trasformazione delle competenze, tecniche e umane

Pubblicato il 12 feb 2026

Rossella Fasola

Public Affairs Director Randstad

Lorenzo Maternini

Direttore Fondazione Randstad AI & Humanities



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L’introduzione di strumenti basati sull’Intelligenza Artificiale (IA) sta ridefinendo il lavoro lungo due direttrici fondamentali: il margine estensivo, che riguarda la creazione e la trasformazione delle occupazioni, e il margine intensivo, incentrato sulla profonda riorganizzazione delle competenze necessarie in quasi tutte le professioni esistenti.

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