Lo scenario

Come la tecnologia ridefinisce i salari: gli impatti, anche in Italia

Attuale il dibattito sulle imprese che non trovano lavoratori e, d’altro canto, i disagi dei giovani che non trovano posti adeguatamente retribuiti rispetto allo sforzo richiesto: un panorama su cui è interessante riflettere alla luce dell’impatto delle tecnologie, tra tutte AI e robotica

22 Lug 2022
Lelio Demichelis

Docente di Sociologia economica Dipartimento di Economia- Università degli Studi dell’Insubria

job_lavoro

Da giorni su alcuni social e in tutti i media neoliberali-mainstream si grida alla scandalo per i molti imprenditori che non trovano lavoratori (soprattutto stagionali, ma non solo) e criticano quei giovani che non accettano magari salari da fame per lavori da tante ore e tanto sfruttamento. Pagateci di più e fateci lavorare meglio, è l’ovvia risposta sostenuta dai sindacati, dalla Cgil e dalla Uil in particolare.

Perché evidentemente anche le aziende devono fare la loro parte, come ha riflettuto Alberto Bombassei, fondatore e presidente emerito della Brembo, l’azienda bergamasca che produce freni per le automobili di mezzo mondo, in un’intervista del 2 luglio 2022 di Repubblica. In verità è più una speranza che una realtà, in un’economia italiana che da troppo tempo gioca la sua sopravvivenza sulla riduzione dei costi – soprattutto del costo del lavoro.

Il sindacato entra anche in Apple: così crolla lo storytelling delle big tech “isole felici”

Una scelta sostenuta e supportata da trent’anni di ideologia neoliberale per la quale occorre far adattare le persone alle esigenze della produzione e della produttività (cioè del profitto) e occorre quindi favorire l’impresa (attraverso la deregolamentazione del mercato del lavoro via flessibilità, precarietà e giungla salariale contrattuale) e non sostenere la domanda (salari e stipendi). Una scelta ideologica che continua ancora oggi a produrre i suoi effetti nefasti.

Perché si torna a parlare di salari

L’agenda che Draghi aveva portato all’incontro con i sindacati del 12 luglio – taglio fiscale sui salari bassi, estensione dei contratti collettivi in alternativa alla introduzione di un salario minimo per legge, incentivi per il welfare aziendale, come riportato da Il Sole 24 Ore – sicuramente non era risolutiva e soprattutto non scardinava (perché non poteva e non si doveva scardinarla, essendo l’essenza del governo), l’ideologia neoliberale. L’incontro è poi finito con un arrivederci a successivi incontri e a tavoli tematici ma, come ha sintetizzato il Segretario della Cgil Maurizio Landini, non sono state date risposte ai sindacati e non sono stati fatti numeri. Poi è arrivata la crisi politica innescata dai populismi al governo, Draghi si è dimesso e tutto è finito nel cestino.

WHITEPAPER
Smart building: una guida per semplificare la progettazione della rete

La fotografia dell’Italia scattata recentemente – pre-crisi politica – dall’Istat è impietosa e insieme drammatica. E mette in evidenza come il problema salariale sia strettamente connesso al problema della precarizzazione del lavoro perseguita negli ultimi trent’anni.

Cosa dice l’Istat

Scriveva infatti il Rapporto 2022 dell’Istat, nella relazione del suo Presidente Gian Carlo Blangiardo alla Camera dei Deputati: “Il lavoro tradizionalmente definito come standard, cioè quello individuato nei dipendenti a tempo indeterminato e negli autonomi con dipendenti, entrambi con orario a tempo pieno, è in diminuzione. Nel 2021, queste modalità di lavoro riguardano 6 occupati su 10. […] Aumenta il lavoro dipendente a tempo determinato soprattutto con contratti di breve durata. Quasi la metà dei dipendenti a termine ha un’occupazione di durata pari o inferiore ai 6 mesi. Negli anni è aumentata anche l’occupazione part-time, che nel 2021 riguarda quasi un quinto degli occupati e nella maggioranza dei casi è involontario [cioè imposto dall’impresa al lavoratore]. Ed è proprio questa la forma di part time che ha mostrato la crescita più consistente”.

Producendo le inevitabili conseguenze – inevitabili in quanto deliberatamente non contrastate dai governi, violando l’articolo 3, secondo comma, della Costituzione. Blangiardo ha sottolineato nella relazione alla Camera che la diffusione di forme di lavoro che non corrispondono a standard ha contribuito a peggiorare la qualità generale dell’occupazione portando anche a stipendi più bassi. Emerge infatti che i modi per partecipare o no al mondo del lavoro sono tra gli aspetti più determinanti della condizione della povertà. E ricordiamo che, come precisato da Blangiardo, la povertà assoluta negli ultimi dieci anni è man mano aumentata tanto che nel biennio 2020-2021 ha raggiunto i valori più elevati dal 2005, includendo oltre 5 milioni e mezzo di persone. I soggetti sono cambiati, meno anziani soli, stabili i dati sulle coppie di anziani, in crescita tra le coppie con figli, monogenitori e famiglie di altra tipologia. Sempre più coinvolte le famiglie di occupati, aumentati i poveri tra minori e giovani.

Viene così confermata per il presidente di Istat la relazione tra impoverimento e politiche neoliberali, come il reddito di cittadinanza e di emergenza che hanno permesso, prosegue Blangiardo, a un milione di persone di non trovarsi in condizione di povertà. Il Presidente dell’Inps, Tridico, ha invece ricordato che i lavoratori poveri di oggi saranno i pensionati poveri di domani e mettendo in evidenza anche il problema dei contratti collettivi di lavoro pirata, firmati cioè tra imprese e sindacati farlocchi, ma utili a sfruttare ancora di più il lavoro, tagliando costi, redditi, diritti e sicurezza.

L’impatto della tecnologia

Lo ricordava Bombassei, citato all’inizio: “oggi grazie alla tecnologia il costo del lavoro incide molto meno di una volta sul valore totale del prodotto finito”. Dunque, perché non aumentare i salari, se la tecnologia lo permette? In realtà la tecnologia produce – ha prodotto e sta producendo – molto altro e di molto diverso.

Occorre inoltre ricordare che la tecnica ha nella sua essenza alcuni principi che – se non controllati e governati democraticamente – generano autopoiesi del sistema tecnico e producono non solo una progressiva sostituzione del lavoro umano con il lavoro delle macchine, ma soprattutto:

  • accelerazione e intensificazione dei ritmi di lavoro e tempi ciclo (le macchine sono sempre più veloci e impongono agli uomini la loro velocità e l’organizzazione che incorporano in sé stesse come tecnologia e come razionalità strumentale/calcolante, cioè il funzionamento delle macchine e il profitto del capitale diventano il fine dell’uomo e le macchine non sono più mezzi: e infatti la mitizzata Industria 4.0 è in realtà il vecchio taylorismo (one best way, standardizzazione, ripetitività, parcellizzazione, alienazione) più il digitale;
  • quindi i lavoratori diventano non solo appendici delle macchine (Marx), ma sempre più vengono sussunti/ibridati – secondo il principio di convergenza di macchine e uomini in mega-macchine (Anders[1]) – con le macchine/i.a., funzionando come macchine ai tempi-ritmi delle macchine;
  • generando una automatizzazione comportamentale degli uomini rispetto alle macchine/algoritmi e la loro crescente alienazione (meccanismo dello stimolo algoritmico che genera la risposta umana);
  • producendosi così un aumento del pluslavoro e della sua produttività grazie alla tecnica – e infatti lavoriamo e consumiamo (e anche consumare è un lavoro, anzi il lavoro per eccellenza) h24, la nostra produttività cresce sempre di più al ridursi dei salari e all’aumentare del lavoro gratuito (aumento di pluslavoro e produttività, ma non quella misurata dalle statistiche, bensì quella reale del nostro lavorare e consumare a ciclo continuo);
  • tutto grazie alle nuove tecnologie che hanno permesso la scomposizione della vecchia fabbrica fordista-taylorista e la sua trasformazione in piattaforma permettendo il passaggio dal fordismo-taylorismo concentrato tra quattro mura al fordismo-taylorismo individualizzato/diffuso dei lavoratori esternalizzati e precarizzati, ma comunque connessi/integrati (organizzati, comandati e sorvegliati/controllati) con l’impresa e sfruttati dall’impresa, mettendoli in competizione (al ribasso, per l’impresa) tra di loro. Un grande vantaggio per il sistema delle imprese, un grande svantaggio per l’uomo e per la società.

E dunque: perché dover aumentare i salari, se la tecnologia permette di accrescere la produttività e di tenerli bassi e semmai di ridurli ulteriormente? Tanto poi il sistema inventa i Black-Friday, Amazon, gli influencer, gli algoritmi predittivi e di accompagnamento e l’indebitamento di massa (compra oggi, paghi poi) per sostenere la domanda – cioè per accrescere la produttività di consumatori che devono consumare sempre e comunque. Vantaggio doppio per il sistema[2]. Grande svantaggio per uomini e società.

Robot e uomini

Su tecnica e robot interviene Martin Ford nel suo libro “Il dominio dei robot. Come l’intelligenza artificiale rivoluzionerà l’economia, la politica e la nostra vita”, in cui spiega che l’intelligenza artificiale “ha il potenziale per creare un valore economico indispensabile mentre cerchiamo una via di uscita dal profondo abisso in cui si trova ora la nostra economia. [Ma] una vivace economia di mercato dipende dal fatto che un vasto numero di consumatori possa acquistare prodotti e servizi. Se questi consumatori non hanno posti di lavoro, e quindi reddito, come creeranno la domanda necessaria a sostenere una continua crescita economica?”[6] – e alcune risposte le abbiamo già date qui sopra.

Ford ritiene che l’AI trasformerà ogni settore e qualunque nuova industria del futuro includerà probabilmente AI e robot, tanto da lasciar presupporre la materializzazione di un settore nuovo, con numerosi posti di lavoro in più per assorbire chi ha perso l’impiego causa automazione: “I lavoratori dovranno affrontare un tipo completamente diverso di transizione a un lavoro fondamentalmente non routinario, che spesso può richiedere qualità come la capacità di costruire relazioni efficaci con altri, lo svolgimento di analisi non routinarie o la ricerca di soluzioni creative”, spiega Ford nel suo libro. Ma queste, lo ricordiamo sono le retoriche che il sistema tecno-capitalista racconta da trent’anni, incurante delle smentite (supra, il taylorismo digitale). Ma anche Ford deve poi ammettere che “l’adozione di nuove tecnologie fa in modo che un ruolo che in passato richiedeva esperienza e capacità significative possa invece essere occupato da un lavoratore a basso salario con poca formazione, o da un appaltatore indipendente e intercambiabile […]”.

In realtà, come anche Ford deve riconoscere, dagli anni Settanta la retribuzione dei lavoratori non è riuscita a seguire l’incremento della produttività: “Quasi tutti i guadagni indotti dal progresso tecnologico e dal miglioramento della produttività sono stati incamerati da un gruppo relativamente ristretto di persone che si collocano nella fascia superiore della distribuzione del reddito. In altre parole, imprenditori, manager, dipendenti di spicco e investitori stanno cogliendo i frutti del progresso, mentre ai lavoratori ordinari vanno le briciole. […] Mentre la tecnologia sposta o diminuisce il valore del lavoro, una quota maggiore dei profitti aziendali viene catturata dal capitale” – cosa nota in realtà da tempo e sul tema rimandiamo alle opere di Luciano Gallino[3] o di Thomas Piketty[4] o di Pierluigi Ciocca[5] o di Antony Atkinson[6], senza dover tornare a Karl Marx.

Conclusione

Per Ford la sfida sarà individuare nuovi metodi per far fronte a problemi come disoccupazione tecnologica e aumento delle disparità, pur continuando a investire nell’AI e a sfruttare i benefici della tecnologia.

Ma a leggere queste righe sembra di tornare alla propaganda degli anni Novanta e alle (false) promesse di allora sui vantaggi della rete, sulla crescita economica infinita che avrebbe prodotto la sua new/net economy, sulla ricchezza per tutti che questa avrebbe generato gocciolando dall’alto del capitale verso il basso della società, sulla minore fatica e sul maggiore tempo libero che avremmo avuto sempre grazie alle nuove tecnologie. È accaduto esattamente il contrario, ma ancora non ce ne vogliamo rendere conto.

__

Bibliografia

  1. Anders G. (2003), “L’uomo è antiquato”, 2 voll., Bollati Boringhieri, Torino
  2. Sul tema rinviamo al fondamentale: Lazzarato S. (2012), “La fabbrica dell’uomo indebitato. Saggio sulla condizione neoliberista”, DeriveApprodi, Roma
  3. Gallino L. 2012, “La lotta di classe dopo la lotta di classe”, Laterza, Roma-Bari
  4. Piketty Th. (2017), “Capitale e disuguaglianza”, Bompiani, Firenze-Milano
  5. Ciocca P. (2021), “Ricchi/Poveri. Storia della diseguaglianza”, Einaudi, Torino
  6. Atkinson A. B. (2015), Disuguaglianza. Che cosa si può fare?”, Cortina Editore, Milano

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 3