Ogni volta che piangiamo, ridiamo e ci arrabbiamo online rispondiamo ad un copione scritto per noi e qualcuno ci guadagna. Assuefatti e distratti, facciamo like, condividiamo, ripostiamo e poi passiamo al prossimo contenuto in soli 47 secondi (Mark 2023).[1]
Economia dell’attenzione
Le nostre emozioni manipolate per profitto: così i social ci restringono il pensiero
Le piattaforme digitali premiano contenuti capaci di generare reazioni rapide, trasformando emozioni come rabbia, ansia e indignazione in engagement. Tra algoritmi, rage bait, polarizzazione e intelligenza artificiale, l’economia dell’attenzione incide sulle dinamiche sociali e sulla capacità di pensiero critico
Consulente in psicologia delle comunicazioni sociali Docente a contratto in Psicologia dei gruppi, presso l’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa

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