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Direttore responsabile Alessandro Longo

Memory Squad - 75° PUNTATA

Mosche

di Edoardo Fleischner

30 Apr 2015

30 aprile 2015

Cronache dal futuro (anno 2333), a cura del docente visionario Edoardo Fleischner (Comunicazione crossmediale all’Università degli Studi di Milano, progettista crossmediale) per Agendadigitale.eu

(dalle puntate precedenti)   Il dottor Annthok Mabiis ha annullato tutte, o quasi, le memorie connesse della galassia col Grande Ictus Mnemonico. “Per salvare uomini e umanidi dalla noia assoluta”. Le memorie connesse fanno conoscere, fin dalla nascita, la vita futura in ogni particolare. La Memory Squad 11, protagonista di questa serie, deve rintracciare il dottor Mabiis, per costringerlo a  fagli rimettere in connessione almeno le Memore Vitali.
Nell’inseguimento di Mabiis, gli agenti della Memory Squad intercettano una memoria, forse connessa, a Rio, dove si traferiscono in poche decine di minuti. La memoria potrebbe essere sotto i piedi della ballerina di samba Sinval.
“Fra un attimo la memoria connessa sarà nostra!” convince la comandante. L’agente Sama Hargo è a un passo. Inserisce sotto i piedi aerei di Sinval il recupero-memorie-connesse. Sinval diventa una statua. L’agente Sama Hargo ride. Sinval si sbellica. La samba applaude. Gli agenti sbracano. Il carnevale continua.
“La memoria è nel carnevale! Confermo! È in alto, molto in alto!  È  nella testa del governatore Sampaio Arantes Dos Santos Vieir. Nell’alta tribuna. ”Dobbiamo solo sfiorargli le tempie…” La testa del governatore onorario sfuggì ai cinque agenti. Alle cento braccia protese. Volò sul carro. La scia di sangue gocciolò sui ballerini. Rimbalzò. Un macabro pallone rotolò in uno stadio.
Il governatore onorario non aveva scampo. Si chinò in avanti. Raccolse il pallone. La sua testa. La innestò sul collo. Nel delirio di venti miliardi di abitanti del pianeta. Ora il governatore onorario è da solo, nella notte di Rio. Passeggia in spiaggia con una farfalla bianca. Discutono su come si “deve vivere”.

“Ma lei, caro governatore onorario, si è mai perso? È mai rotolato giù da una scala?…  ha mai aperto una porta senza sapere prima se portava in paradiso o all’inferno?… Ha mai cercato qualcosa senza sapere che cosa!?… Lei non vive, caro governatore onorario… lei lascia che il mondo viva senza di lei… il suo egoismo verso il mondo è insopportabile…”
“Basta così, cara! Che mai ne capisce lei, che è una farfalla?”

“Li ho individuati sulla spiaggia! Il governatore onorario e una farfalla bianca… uno dei due potrebbe avere la memoria connessa che ci hanno segnalato… prenderla potrebbe permetterci di ricostruire tutte quelle ad-personam…” urla nel rombo del sambodromo la comandante Khaspros.
“Si spostano velocemente… il governatore onorario sta correndo! Complimenti!… non è poi così giovane… 211 anni…” comunica Afro Allaa, agente navigatore.

“Ci stanno intercettando!… caro governatore… ci stanno inseguendo…” la farfalla bianca solcava l’aria umida. Precedendolo. Svolazzandolo. Ammarandosi. Spiaggiandosi. Sfiorava la fronte sudata. I piedi arrossati. Le braccia ritmate. Le ginocchia aggravate. Le spalle curvate.
“Ho fame…” disse il governatore onorario. Migliaia di luoghi-del-cibo-servito reticolavano la metropoli. Abbracciavano le spiaggia infinita.
“Se entriamo subito in un luogo-del-cibo-servito le nostre memorie si confonderanno fra mille altre…” codificava la farfalla.
“Ma tu chi sei?…” perplessava il governatore onorario. “Vedi oltre… sai molto… sai troppo…”
“Sono in fuga… siamo sempre tutti in fuga…” ansimava un poco. Balbettava un poco. Sbandava un poco. Correva molto. Volava molto.

Si infilarono in un luogo-del-cibo-servito. Aveva ancora l’insegna antica, di tre secoli fa. “Banca Banerj”. Quasi illeggibile ormai. Mai restaurata. Le banche non esistevano più. Tutte le agenzie della galassia erano diventate ristoranti, il vecchio nome per “luoghi-del-cibo-servito”. Da umanoidi.

“Li abbiamo persi! Sono rientrati in città dalla spiaggia deserta… c’è mezzo mondo a Rio… il miglior nascondiglio del mondo…” aggiorna Afro Allaa, l’agente navigatore della Memory Squad 11.
“Senza connessioni fra le memorie non riusciamo a tracciarli. Sono una sigla in mezzo a milioni di sigle… Ma come facevano a vivere senza le memorie connesse i nostri progenitori?…”

“La farfalla però ha un procedere anomalo… gira su sé stessa… cambia la distanza dal suolo di continuo…” speculava la comandante Khaspros.
“Ho capito comandante! Cerco queste anomalie…” s’eccitava Afro Allaa. POchi attimi dopo: “Fatto! Farfalla individuata!… Speriamo che il governatore onorario sia con lei…“
“Sono al luogo-del-cibo-servito della ex Banca Banerj… la ex 118esima agenzia sul litorale…”

“Pedalare agenti! Pedalare!… Questa volta ce la facciamo!”

Irruppero in cinque. Le ruote sibilavano. Gli avventori bevevano. Cantavano. Chiamavano. Smanavano. Sudavano. Brindavano. Giocavano. Masticavano.
Gli agenti localizzavano la farfalla nei vecchi schermi sospesi delle biciclette.
“Laggiù in fondo a sinistra, di fianco al palco!” spingeva la comandante Khaspros.

Ma fu un nugolo di farfalle.
Per la Memory Squad un pugno di mosche.

(75-continua)

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