La diffusione degli apparecchi di intelligenza artificiale suscita una serie di reazioni cariche di preoccupazione e inquietudine, come avviene dinanzi a ogni nuova scoperta che si annuncia rivoluzionaria sino a promettere una radicale discontinuità. Capi di Stato ed esperti di tutto il mondo, selezionati nell’ambito della comunità di ricerca, del mondo accademico e della società civile si riuniscono per approntare sistemi di sicurezza in questa dimensione e sottoscrivono un codice etico a tale proposito. Siamo, però, sicuri che l’intelligenza artificiale sarebbe effettivamente in grado di soppiantare quella umana?
Paure infondate
Perché l’AI non potrà mai replicare l’essenza dell’intelligenza umana
Intelligenza umana e artificiale sono e rimarranno sempre diverse. L’AI potrà anche arricchirsi di una conoscenza enorme ma è e resterà sempre sprovvista di un corpo e della componente affettiva, sempre in gioco nell’acquisizione di nozioni e nel potenziamento delle nostre capacità
Psicoanalista, Professore a contratto LUDeS Campus Lugano, Professore a contratto Università dell'Insubria, autore del libro 'Bucare lo schermo. Psicoanalisi e oggetti digitali', già referente per la provincia di Como dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia,

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