L’intelligenza artificiale, nel dibattito pubblico e manageriale, viene ancora raccontata troppo spesso attraverso una semplificazione che finisce per essere fuorviante, perché la si presenta o come una leva quasi automatica di efficienza, capace di comprimere tempi, ridurre attriti e aumentare la resa individuale e organizzativa, oppure, all’opposto, come una minaccia indistinta al lavoro umano; eppure il punto davvero decisivo non sta né nell’entusiasmo, né nel rifiuto, ma nella qualità del rapporto che un’organizzazione instaura con questi strumenti.
autonomia cognitiva
Più efficienza, meno competenza: il prezzo dell’AI in azienda
L’AI aumenta davvero la produttività, ma non sempre rafforza la capacità interna delle organizzazioni. Quando accelera l’output senza consolidare metodo, memoria e giudizio, l’efficienza operativa può trasformarsi in dipendenza cognitiva e vulnerabilità strategica
Avvocata

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