Negli ultimi anni il regolatore delle telecomunicazioni ha affrontato un problema crescente: l’aumento delle chiamate moleste o fraudolente provenienti dall’estero, spesso generate da sistemi automatici o call center che utilizzano tecniche di falsificazione del numero chiamante.
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Le nuove regole AGCOM contro le chiamate fraudolente dall’estero
In risposta a questo fenomeno, l’Autorità di regolazione del settore – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) – ha introdotto con la delibera 106/25/CONS e con la successiva integrazione 271/25/CONS nuove misure tecniche e regolatorie che hanno rafforzato i sistemi di blocco delle chiamate sospette.
Una delle innovazioni più significative riguarda il blocco automatico delle chiamate provenienti dall’estero che utilizzano numerazioni italiane, pratica nota come spoofing. In base alle delibere dell’Autorità, gli operatori devono impedire che raggiungano gli utenti italiani le chiamate che simulano numeri nazionali pur essendo originate fuori dal Paese.
Il piano è entrato in vigore in due fasi: dal 19 agosto 2025 per le chiamate con numerazione mittente non rispettosa dei formati internazionali e con numerazione mittente di tipo geografica appartenente al piano di numerazione italiana (vengono bloccate anche altre tipologie di numerazioni mittenti ossia le non geografiche e non mobili) e dal 19 novembre 2025 anche per le chiamate che utilizzano come mittente numerazioni mobili italiane provenienti dall’estero, salvo il caso in cui l’utente sia effettivamente in roaming.
Queste misure hanno avuto effetti immediati. Nei primi giorni di applicazione sono state bloccate decine di milioni di telefonate fraudolente, dimostrando l’ampiezza del fenomeno e l’utilità di interventi regolatori di questo tipo.
Come funziona il blocco anti-spoofing sulle reti italiane
La tecnica dello spoofing consiste nel manipolare il numero chiamante (CLI – Calling Line Identification) in modo che sul display del destinatario compaia un numero diverso da quello reale. In molti casi i call center o i sistemi automatici che operano dall’estero utilizzano numerazioni italiane proprio per aumentare la probabilità che l’utente risponda alla chiamata. Tale pratica era molto utilizzata perché originando dall’estero è molto difficile se non impossibile risalire al reale soggetto che ha effettivamente originato la chiamata.
Per contrastare questa pratica, le delibere AGCOM hanno imposto agli operatori di verificare la coerenza tra la numerazione utilizzata e la reale origine della chiamata. Se una chiamata arriva da un nodo internazionale ma si presenta con un numero italiano incompatibile con l’origine geografica, la rete la blocca prima che raggiunga il telefono dell’utente.
Il sistema costituisce quindi una forma di filtro preventivo a livello di rete, che non richiede alcuna configurazione da parte del cliente.
La vigilanza sulle chiamate originate in Italia
Va detto che in caso di chiamate originate invece dal territorio nazionale e non dall’estero, vi sono già tutti gli strumenti per determinare chi ha originato la chiamata.
Serve ovviamente una attività di vigilanza da parte di AGCOM e di una azione coordinata della stessa con la Polizia Postale o la Guardia di finanza. Il fenomeno di chiamate originate dall’Italia non necessita quindi di altre modifiche tecniche o di soluzioni ma solo dell’attenzione al fenomeno e della vigilanza attenta.
Il blocco volontario delle chiamate internazionali tramite app
Accanto alle misure regolatorie contro lo spoofing, alcuni operatori1 hanno iniziato a offrire strumenti di blocco volontario delle chiamate provenienti dall’estero. Un esempio è rappresentato dalla funzione Stop Spam integrata nell’app di un operatore nazionale (Tim, Ndr.).
Secondo le informazioni pubblicate, questa funzione consente all’utente di bloccare preventivamente le chiamate provenienti da numeri esteri (cioè numerazioni non appartenenti al piano nazionale italiano), mantenendo però la possibilità di autorizzare determinati contatti o Paesi.
Il servizio può quindi essere configurato in modo selettivo:
- blocco totale delle chiamate dall’estero;
- blocco solo da specifiche aree geografiche;
- eccezioni per numeri salvati in rubrica o per determinati Stati.
L’obiettivo è proteggere l’utente da contatti indesiderati o tentativi di frode telefonica, fenomeno che negli ultimi anni ha registrato un aumento significativo ma non inibire i contatti dall’estero che sono effettivamente riconducibili agli interessi del chiamato.
Requisiti tecnici e alternative per il blocco selettivo
Va detto che per una efficacia del servizio sono necessari:
- la presenza di un terminale Android recente;
- aver scaricato l’app aggiornata;
- aver attivato il blocco con indicazioni di numerazioni e Paesi abilitati.
Vi sono anche altre tipologie di app come quella chiamata Please don’t call2 (di Wind Tre, Ndr.) che individua e segnala le possibili chiamate indesiderate (anche con numerazione italiana) lasciando al cliente la libertà di rispondere o meno.
Va evidenziato che una possibile ulteriore soluzione per le chiamate da estero sarebbe quella di imporre o suggerire ai costruttori di terminali o sistemi operativi (es Android o iOS) di prevedere nativamente questa tipologia di funzionalità in modo che gli utenti possano utilizzarla senza necessità di istallare altre app.
App contro lo spam telefonico: cosa funziona davvero in Italia
In Italia le app anti-spam aiutano, ma il loro effetto si vede soprattutto se si sommano ad altri tre strumenti: il Registro pubblico delle opposizioni, i filtri degli operatori (che però sono automatici) e app (o opzioni) di blocco su smartphone.
Il registro, gestito dal ministero delle Imprese e del made in Italy, è gratuito e permette di opporsi alle chiamate di telemarketing su fisso e cellulare; l’iscrizione annulla i consensi dati in precedenza, salvo quelli concessi dopo l’iscrizione o legati a un contratto ancora attivo, o chiuso da meno di 30 giorni. Sul fronte di rete, Agcom ha comunicato che, dopo l’avvio del filtro anti-spoofing per le chiamate che falsificano numeri mobili italiani, i principali operatori hanno bloccato a novembre 2025 milioni di chiamate al giorno. Questo è automatico e l’utente non deve fare niente.
Tutto questo però non basta ed esperienza comune è che bisogna installare anche qualche app o attivare impostazioni antispam.
I filtri già presenti su iPhone e Android
Prima di scaricare un’app conviene usare quello che il telefono offre già. Su Android, l’app Telefono di Google ha l’ID chiamante e la protezione antispam attivi di default; può segnalare un numero come “spam” o “presunto spammer” e, su molti dispositivi, filtrare automaticamente le chiamate indesiderate.
Su iPhone, Apple permette di chiedere a chi chiama il motivo della telefonata prima che il telefono squilli, di silenziare i numeri sconosciuti e di spostare in una sezione separata le chiamate identificate dal gestore come potenzialmente indesiderate o fraudolente. iOS consente anche di integrare app esterne per l’identificazione del chiamante.
Le app più usate contro spam telefonico
Tra le app di terze parti, Truecaller resta una delle più note: nella scheda italiana dell’App Store spiega che identifica e blocca chiamate e sms indesiderati, consente di cercare numeri sconosciuti e si basa su una community di oltre 450 milioni di utenti; su iPhone, però, alcune funzioni avanzate richiedono un abbonamento. Hiya punta invece su identificazione del chiamante, rilevamento dello spam e protezione dalle truffe. Should I Answer, disponibile su Android, si presenta come servizio gratuito pensato per fermare telemarketing, chiamate truffa e sondaggi indesiderati. Il limite comune è noto: queste app rendono bene con i numeri già segnalati nei database, meno con numerazioni nuove o falsificate. Poi il blocco automatico vale solo per chi paga un abbonamento all’app.
La combinazione più utile, oggi: iscrizione al Registro delle opposizioni, filtri nativi del telefono attivati o un’app di identificazione per i numeri non ancora bloccati a monte dal filtro Agcom. Le app non eliminano il telemarketing selvaggio, ma riducono il rumore e fanno risparmiare tempo. In Italia, nel 2026, servono ancora più come rete di contenimento che come soluzione definitiva
Il bilanciamento tra sicurezza e diritto alle comunicazioni lecite
L’introduzione di sistemi di blocco delle chiamate internazionali pone tuttavia un problema giuridico rilevante: come bilanciare in modo efficace l’esigenza di protezione dagli abusi con il diritto degli utenti a ricevere comunicazioni legittime provenienti dall’estero.
Le comunicazioni internazionali rappresentano infatti una componente essenziale della vita sociale ed economica. Molti cittadini ricevono con continuità chiamate dall’estero per ragioni perfettamente lecite, come:
- contatti familiari o personali;
- comunicazioni lavorative;
- servizi di assistenza clienti o istituti finanziari internazionali;
- contatti con università o istituzioni straniere.
Un blocco indiscriminato delle chiamate internazionali potrebbe quindi generare effetti collaterali rilevanti, impedendo la ricezione di comunicazioni utili o urgenti.
Per questo motivo i sistemi più evoluti adottano una logica di filtraggio selettivo. Nel caso del servizio citato sopra, ad esempio, l’utente mantiene il controllo sulle eccezioni e può decidere quali numeri o quali Paesi autorizzare avendo così la possibilità di ricevere chiamate provenienti da numeri determinati o di Paesi di interesse pur in presenza del blocco generale delle chiamate entranti.
Il ruolo di regolatore, operatori e utenti nella gestione dei filtri
Dal punto di vista giuridico, la gestione di questi filtri coinvolge diversi livelli di responsabilità.
- Il regolatore, che definisce gli obblighi tecnici minimi per contrastare le frodi (come nel caso del blocco anti-spoofing).
- Gli operatori di telecomunicazioni, che possono implementare delle app.
- I costruttori di apparati che possono sviluppare funzionalità tecniche sui terminali.
- Gli utenti, che attraverso app o configurazioni personalizzate possono decidere il livello di filtraggio desiderato.
Le misure anti-spoofing rappresentano un esempio di intervento regolatorio obbligatorio, mentre i servizi di blocco selettivo delle chiamate internazionali costituiscono generalmente strumenti opzionali di sicurezza messi a disposizione dagli operatori.
Va detto che soluzioni tecniche di rete sono costose e non risolutive in quanto la pressoché infinita disponibilità di numerazioni di altri Paesi, reali o spoofate, rende inutile il blocco di singole numerazioni in rete. Infatti il singolo numero se bloccato potrà essere velocemente sostituito (chi vuole porre in essere tali tipologie di chiamate non è affezionato ai numeri utilizzati e può cambiarli rapidamente in quanto il suo principale interesse è quello di non risultare rintracciabile).
Verso nuovi sistemi di autenticazione contro lo spam telefonico
L’evoluzione del telemarketing aggressivo e delle truffe telefoniche dimostra come il problema sia in continua trasformazione. Dopo l’introduzione dei filtri contro i numeri falsificati, molti operatori illegali hanno iniziato a utilizzare numerazioni estere reali, rendendo più difficile distinguere le chiamate legittime da quelle fraudolente.
Per questo motivo stanno emergendo soluzioni basate su:
- sistemi di autenticazione del numero chiamante;
- configurazioni personalizzabili dagli utenti.
Conclusioni
La sfida giuridica e tecnica resta quella del bilanciamento tra sicurezza e libertà di comunicazione: proteggere gli utenti dalle chiamate fraudolente senza impedire la ricezione di comunicazioni legittime provenienti dall’estero. Proprio su questo equilibrio si giocherà l’evoluzione futura delle politiche di regolazione delle telecomunicazioni in materia.








