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LA RUBRICA DI A. VISCONTI

Tecnologie: perché non dobbiamo vietarle ai bambini

La quarta puntata della rubrica “rimbambire i bambini con la tecnologia” di Andrea Visconti

11 Gen 2019

Andrea Visconti

Imprenditore digitale e content creator esperto nella relazione fra bambini e tecnologia


La settimana scorsa ci siamo domandati se la tecnologia, oltre ad essere molto attraente per noi e i nostri figli, faccia bene o male. Non ci siamo dati una risposta certa ma abbiamo capito che si tratta di uno strumento, e come tale va trattato, studiato ed insegnato ai figli.

Oggi invece vi racconto una cosa che ho vissuto di recente col mio secondo figlio Riccardo.

Come tutte le persone, abbiamo paura di ciò che non conosciamo…Anche la tecnologia ci spaventa perché non la conosciamo, non conosciamo le opportunità che offre e temiamo i pericoli che possono nascondersi e forse a volte li abbiamo addirittura un po’ mitizzati ed accentuati come feci io per l’esame della maturità. Non la conosciamo e quindi ci nascondiamo dietro ad un “fa male, punto” che ci lava la coscienza. O meglio, fa male ai nostri figli perché invece per noi non ci preoccupiamo tanto, visto che la utilizziamo in continuazione senza il minimo ritegno e, a volte, anche con un pizzico di maleducazione.

La tecnologia ci spaventa perché non la conosciamo e ci nascondiamo dietro ad un fa male e ci spaventa anche perché il cervello dei nostri figli sta cambiando talmente velocemente per via della tecnologia, che sono più bravi di noi in queste cose e questo ci terrorizza!! È lo stesso principio del complesso di Edipo, abbiamo paura di perdere il confronto con loro per cui gli vietiamo l’uso della tecnologia per paura che migliorino ulteriormente e diventino ancora più bravi di noi, oppure lasciamo che la usino senza limiti senza però cimentarci con loro dando la partita per persa, perché imparare ad usarla per essere più bravi di loro e non perdere il confronto è molto più faticoso. Per noi imparare l’uso della tecnologia ed adattarci a questo mondo tecnologico è stato ed è difficilissimo. Ci siamo visti imporre la tecnologia dal mondo del lavoro. Io stesso che sono di una generazione a cavallo, faccio una gran fatica ogni volta che un programma cambia l’interfaccia o devo imparare ad usare un nuovo programma. Ogni volta è un dramma. Per i nativi digitali invece è una cosa naturale.

Ma cosa mi è successo con mio figlio Riccardo? Lui ha 3 anni ed è in piena fase di attrazione di sua madre e ricerca un rapporto esclusivo con lei. Quando abbraccio mia moglie viene li a dividerci e quando mia moglie allatta Diletta dice che anche lui vuole il latte dal seno della mamma e spesso parla della morte e dice a mia moglie di buttarsi dalla finestra. Lo dice sempre scherzando, ma sono esattamente i comportamenti spiegati da Freud nel complesso di Edipo. Gli stessi che abbiamo noi nei loro confronti per la paura che diventino più bravi di noi.

Con i miei figli ho notato che loro hanno proprio bisogno che noi giochiamo con loro, anche ai video giochi o facendo con lo smartphone “cose da grandi”. Ma non solo con lo smartphone, ad esempio i miei figli mi chiedono sempre di poter cucinare con noi, di poter pulire casa insieme o di aggiustare le cose rotte. Insomma, mi chiedono di fare tutte le cose che ci vedono fare a me e mia moglie, tra cui usare la tecnologia. Chi guarda abitualmente le mie stories di Instagram vedrà che molto spesso cuciniamo insieme, puliamo insieme casa ecc

Non hanno bisogno che gliela vietiamo ne che gliela lasciamo senza limiti o senza giocarci con loro, così come non hanno bisogno che gli vietiamo di aiutarci in cucina o che li mettiamo a cucinare da soli a 5 anni. Pensa come si sentirebbe tuo figlio piccolo se fosse lasciato da solo in cucina a dover cucinare. Non reggerebbe il peso. Lasciarlo da solo con la tecnologia non è tanto diverso…

Hanno bisogno che giochiamo con loro e facciamo con loro, e soprattutto fino ad una certa età hanno bisogno di NON riuscire a batterci, perché devono vedere in noi genitori una figura di riferimento, devono avere lo stimolo a crescere per diventare come noi, ma se noi non impariamo ad usare la tecnologia ed i videogiochi, ci batteranno troppo presto e questo per loro sarà un piccolo dramma perché gli mancherà la figura di riferimento in questo ambito.

Ma per poter giocare insieme a lui e batterlo serve studio e allenamento, quindi la settimana prossima il titolo del video sarà: Ci vuole un fisico bestiale.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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