La filosofia della mente e le scienze cognitive hanno compiuto enormi progressi nel mappare le condizioni, i correlati e i meccanismi della coscienza. Con pari rigore, sono anche giunte a un’impasse derivante dalla loro stessa impostazione. Il problema difficile della coscienza esposto da Chalmers (hard problem), ovvero la questione di perché un sistema fisico generi un punto di vista soggettivo, un “esserci” qualitativo che nessuna descrizione oggettiva sembra poter cogliere, rimane intrattabile all’interno dei quadri teorici che lo hanno generato. Non si tratta di una critica esterna: è una difficoltà che le scienze cognitive hanno diagnosticato dall’interno e che non sono riuscite a risolvere. Il modello internalista della mente, sia esso neurobiologico, computazionale o fenomenologico, incontra un muro che la propria architettura ha costruito.
l'approfondimento
Teoria sociologica della coscienza: cos’è SENSE e perché riguarda l’AI
SENSE propone una teoria sociologica della coscienza come funzione emergente di reti relazionali situate. Il testo attraversa filosofia, scienze cognitive, semiotica e sociologia per spiegare come senso, significato e coscienza si formino nell’epoca dell’intelligenza artificiale
Professore associato presso l’Università IULM di Milano

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