cyberbullismo e dintorni

TikTok e minori: ecco le misure necessarie per una vera tutela

L’app TikTok solleva preoccupazioni rispetto alla protezione dei dati dei suoi utenti soprattutto minori, sia per l’assenza di un sistema effettivo di verifica dell’età, sia per l’utilizzo di questi dati, fino ad arrivare ad episodi di cyberbullismo veicolati dalla piattaforma. Ecco le contromisure necessarie

18 Dic 2019
Marco Martorana

avvocato, studio legale Martorana, Presidente Assodata, DPO Certificato UNI 11697:2017

Lucas Pinelli

Studio legale Martorana – Vice President for Marketing, ELSA Belgium


Sono diverse le preoccupazioni relative alla tutela dei minori su TikTok – il fenomeno social del momento – sia sul versante della protezione dei dati sia per l’assenza di un sistema effettivo di verifica dell’età, ma anche con riferimento ad ulteriori fenomeni che, veicolati dall’applicazione stessa, possono attentare alla sicurezza del minore: parliamo, in particolare, di pedopornografia e cyberbullismo.

La società ha reagito alle critiche che gli sono state mosse approntando delle contromisure atte a una migliore tutela dei minori presenti sulla piattaforma che, lo ricordiamo, ha ormai superato Facebook e Instagram nella classifica delle App più utilizzate, fino a diventare la più scaricata al mondo nel primo trimestre del 2018. Ma ancora non basta: servono ulteriori tutele maggiore sensibilizzazione di genitori e istituzioni e più sorveglianza da parte delle autorità.

Il fenomeno TikTok

Ricordiamo, intanto, per chi ancora non lo sapesse, cos’è TikTok: questa applicazione permette ai suoi utenti di creare e guardare video dai 15 ai 60 secondi, aggiungendo effetti divertenti e dando la possibilità a tutti di realizzare montaggi di livello simil-professionale. La facilità di creare video con effetti speciali di qualità e il numero elevato ed esponenziale di utenti fanno sì che chiunque possa quindi raggiungere milioni di seguaci e soprattutto visualizzazioni, perché su TikTok basta postare un video per essere visualizzati dal pubblico senza che sia necessario essere “seguiti”.

La piattaforma è molto popolare tra gli under 25, con particolare riferimento alla fascia adolescenziale, ma anche tra i bambini sotto i 13 anni. Infatti, anche se il limite di età per accederci è di 13 anni, questa regola è facilmente aggirabile in assenza di sistemi di verifica.

Protezione dei dati e sicurezza dei minori

Le perplessità legate all’utilizzo dell’applicazione sono assai note e sollevate da diversi Governi degli Stati nei cui territori Tik Tok è altamente diffuso tra i giovanissimi.

Recentemente una senatrice statunitense ha così indirizzato una lettera ai vertici di TikTok esprimendo le sue perplessità rispetto al trattamento che viene fatto dei dati degli utenti minori dell’app. Nella lettera si legge che “le condizioni di TikTok consentono la condivisione dei dati con qualsiasi partner commerciale. Questo include reti promozionali, oltre i fornitori di servizio, e tutte le seguenti condivisioni da parte di questi partners, indipendentemente dal fatto che sia conforme o meno alle condizioni di TikTok.”[1]

Altre preoccupazioni denunciate riguardano il trasferimento dei dati raccolti da TikTok, (detenuta dall’azienda cinese ByteDance) in Cina e i possibili legami con il governo cinese. La senatrice, sempre nella lettera sopra citata, ha affermato che la piattaforma “è il miglior investigatore della Cina”. Posizione condivisa anche dai senatori statunitensi, Chuck Schumer e Tom Cotton, che hanno definito Tik Tik “una potenziale minaccia di intelligence che non possiamo ignorare”.

Secondo quanto riportato dal The Guardian, sarebbero infatti stati denunciati alcuni casi in cui la piattaforma avrebbe censurato dei video non graditi al governo cinese. TikTok avrebbe così indicato ai suoi moderatori di censurare i video che menzionano Piazza Tiananmen, l’indipendenza tibetana o il gruppo religioso vietato Falun Gong così come questa estate sarebbero state censurati video relativi alle proteste a Hong Kong.[2] In ultimo sembrerebbe che il profilo di un utente sia stato sospeso dopo aver postato un video dove cercava di sensibilizzare contro le detenzioni di massa dei membri di una minorità musulmana nella Cina nord-occidentale.[3]

Ma oltre alle problematiche connesse all’utilizzo dell’applicazione, molte perplessità nascono dalla politica di trattamento dati realizzata.

Tra i casi noti ricordiamo che a febbraio 2019 negli Stati Uniti, TikTok ha accettato di pagare alla Commissione federale del commercio una somma di circa 6 milioni di dollari in quanto sanzione civile per aver raccolto illegalmente informazioni personali di minori sotto i 13 anni.

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A seguito di questa vicenda è stato poi il Garante britannico per la Privacy ad avviare un’indagine sul modo in cui l’App gestisce i dati dei suoi utenti minori. L’Autorità del Regno Unito infatti sostiene che Tik Tok non rispetti le regole del GDPR con particolare riferimento all’assenza di specifiche misure di protezione dei minori e dei bambini. Tra le preoccupazioni sollevate rientra il sistema di messaggistica aperto che consentirebbe ad adulti di mandare qualsiasi tipo di messaggio a bambini in modo totalmente aperto, senza alcun tipo di restrizione o censura.

Quando si crea un nuovo profilo infatti esso è automaticamente disposto come profilo pubblico. Nonostante il fatto che solo di recente l’applicazione ha previsto la possibilità di sistemare profili in modalità ‘privata’, certi dati, come la foto di profilo o il nome, restano comunque sempre visibili e chiunque è in grado di inviare richieste private.

A ciò si aggiunga che, nonostante l’applicazione sia rivolta a minori che abbiamo compiuto tredici anni, non vi sono particolari controlli per quello che concerne la relativa registrazione, pertanto è stato rinvenuto che è utilizzata anche da molti bambini di età intorno agli otto anni, inevitabilmente esposti alle mire di gente malintenzionata e predatori. Così, un rapporto di Bernardo’s, società benefica britannica che si occupa di giovani e bambini, si evidenzia che diversi bambini di 8 anni hanno ricevuto messaggi sessualmente espliciti tramite TikTok. Ed è proprio per ragioni simili che la piattaforma è stata vietata in Bangladesh, India e Indonesia.

Come accennato, al momento della registrazione sull’app viene richiesto l’inserimento della data di nascita per accertarsi l’età del soggetto che, aggiunto all’assenza di sistema di verifica, risulta insufficiente per garantire il rispetto delle disposizioni del GDPR. Su certi siti online destinati a bambini viene per esempio richiesto inoltre l’inserimento del indirizzo email dei genitori, ai quali viene successivamente richiesta conferma tramite SMS.

Se il Garante britannico dovesse ravvisare a una violazione delle disposizioni del GDPR, TikTok rischierebbe una multa di circa 20 milioni di euro.

TikTok e cyberbullismo

Come è noto poi, il cyberbullismo ha da tempo individuato nei social media il suo terreno fertile, e TikTok in questo contesto non fa eccezione.

TikTok, con la possibilità di creare video, mettere i like, commentare e condividerli, ha centrato in pieno le aspettative di questa fascia d’età sempre desiderosa di ricevere il maggior numero di like e fan. Per come è impostata la piattaforma, essa crea un clima propenso dove tutto è fatto per essere bello e eccezionale, per essere il più perfetto possibile, in poche parole per cercare di essere “popolare”.

Pertanto, la possibilità di raggiungere milioni di visualizzazioni con relativa semplicità, a cui si aggiunge la possibilità per i bambini anche sotto i 13 anni di registrarsi agilmente, rendono Tik Tok un terreno fertile per il proliferare del bullismo online.

Il fenomeno poi peggiora con la funzionalità “duetto” che permette agli utenti di realizzare una risposta fianco a fianco al video di un altro utente con un altro video. Così una ragazza spiegava aver ricevuto tramite questa funzionalità centinaia di video di bambini che fingono di bere candeggina, impiccarsi, spararsi e dirgli di suicidarsi.

Un’altra ragazza di 11 anni è stata vittima di cyberbullismo tramite TikTok da parte dei suoi compagni di classe. Il disvalore di questo caso è stato aggravato dal disinteressamento alla vicenda da parte della scuola della ragazza che non aveva adottato misure per fronteggiare il problema e affrontare l’episodio. Si fa quindi sentire la necessità di una maggiore sensibilizzazione anche dell’ambiente scolastico e non solo.

In India infine, un ragazzo di 23 anni si sarebbe buttato sotto un treno dopo essere stato trollato per essersi vestito da donna in uno dei suoi video su TikTok.

Lo scorso 7 novembre però, in occasione della giornata nazionale contro il bullismo scolastico in Francia, l’applicazione si è unita all’associazione e-Enfance (e-Infanzia) attraverso una campagna congiunta per dire no al bullismo online. La piattaforma ha contribuito a promuovere la diffusione di diversi video di influencers nei quali incoraggiavano a non rimanere fermi di fronte al cyberbullismo.

Conclusioni

L’applicazione TikTok solleva perplessità e preoccupazioni rispetto alla protezione dei dati dei suoi utenti soprattutto minori, sia per quello che riguarda l’assenza di un sistema effettivo di verifica dell’età, sia per l’utilizzo di questi dati, fino ad arrivare ad episodi di cyberbullismo veicolati dalla piattaforma stessa.

Ciò che però è possibile affermare è che Tik Tok non sia rimasta impassibile e indifferente nei confronti di tutte le criticità riscontrate. Quando sono emerse critiche sul fatto che tutti i profili erano pubblici, la piattaforma ha inserito la possibilità di creare profili privati – anche se i profili sono pubblichi per impostazione predefinita. Quando poi sono emersi casi di cyberbullismo, si è unita a una campagna francese contro il bullismo online.

Queste reazioni però non possono bastare per contrastare la totalità di questi fenomeni. Sono infatti necessari, tra gli altri, sistemi efficaci di verifica dell’età degli utenti, che prevedano, in caso di utilizzo dell’App da parte dei minori, il necessario coinvolgimento dei genitori, così come richiesto dal GDPR e dalle linee guida in materia di consenso redatte dall’EDPB (European Data protection Board).

È altrettanto necessaria l’implementazione di tutele concrete a protezione degli utenti minori nel uso della piattaforma, e l’impostazione delle stesse come misure attive di default.

Infine, sono fondamentali l’informazione e la sensibilizzazione di tutti i soggetti coinvolti. In primis, i minori affinché siano consapevoli dei rischi e possano utilizzare l’applicazione con la cautela necessaria e in sicurezza. I genitori poi perché possano accompagnare e se necessario controllare l’attività dei loro figli sul social. E quindi il personale scolastico perché svolga il suo ruolo educativo e possa reagire in modo adeguato qualora fosse necessario.

TikTok come gli altri social media, in conclusione, va usato con le giuste cautele e la consapevolezza dei rischi incorsi. La sorveglianza delle Autorità sull’utilizzo e lo sviluppo delle nuove tecnologie appare poi un aspetto necessario e imprescindibile per la tutela dei diritti e delle libertà dei minori che, nel mondo della rete, trovano sempre nuove e innovative forme di minacce e pregiudizi.

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  1. Marsha Blackburn, Letter to Alex Zhu, 5th of November 2019, available at https://www.blackburn.senate.gov/sites/default/files/2019-11/Blackburn%20Letter%20to%20TikTok%20-%202019.11.05.pdf.
  2. The Guardian, “Revealed: how TikTok censors videos that do not please Beijing”, available at  https://www.theguardian.com/technology/2019/sep/25/revealed-how-tiktok-censors-videos-that-do-not-please-beijing.
  3. The New York Times, “TikTok Blocks Teen Who Posted About China’s Detention Camps”, available at https://www.nytimes.com/2019/11/26/technology/tiktok-muslims-censorship.html?emc=rss&partner=rss.
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