Le innovazioni digitali apportano continui cambiamenti al modo in cui comunichiamo, collaboriamo e costruiamo valore. Questo avviene non solo alla scala globale e al livello dei macro-processi produttivi, logistici e finanziari, ma anche nelle interazioni quotidiane e alla scala locale.
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Digitale e valore nelle comunità locali e montane
In un articolo precedente, abbiamo discusso cosa può succedere quando una tecnologia come la blockchain, e i sistemi di tokenizzazione che essa abilita, vengono immaginati non per abilitare transazioni finanziarie delocalizzate, ma per sostenere economie sociali e collaborative e progetti di partecipazione nelle comunità locali. In questo articolo proponiamo un ulteriore approfondimento di questa prospettiva, soffermandoci in particolare sulle comunità locali in contesti montani e nelle aree interne nel panorama italiano e europeo.
Una recente ricerca interdisciplinare dell’Università di Torino si propone di studiare e sperimentare come la blockchain possa diventare una tecnologia civica, adatta ai bisogni specifici dello sviluppo locale montano. Questa esplorazione incrocia diversi ambiti di sperimentazione e temi di ricerca ad essi collegati. Da un lato, la digitalizzazione di processi socio-economici di tipo comunitario e partecipativo per rispondere a nuovi bisogni sociali, e alle specificità di tali bisogni in contesti rurali e montani. Dall’altro, le specifiche potenzialità offerte dalla tecnologia blockchain e dai sistemi tokenizzati, quando interpretati in chiave civica e collaborativa.
Tecnologie civiche tra città e aree interne
Le tecnologie civiche sono quelle tecnologie adibite a supportare ed abilitare processi di partecipazione alla vita democratica, civica e sociale. Nel contesto europeo, analogamente al più generale fenomeno dell’innovazione sociale digitale, le tecnologie civiche sono state sviluppate e adottate prevalentemente in contesti urbani (Certomà, 2021; Vadiati, 2023). Infatti, questi ultimi hanno tradizionalmente rappresentato un terreno fertile per questo tipo di sperimentazione, essendo caratterizzati da notevole diversità di attori, densità di scambi e disponibilità di fondi per l’innovazione. Al contempo, le strategie, politiche e ricerche in materia di digitalizzazione delle aree rurali o montani sembrano soffermarsi soprattutto su l’infrastrutturazione digitale della Pubblica Amministrazione; sui processi produttivi, industriali e commerciali; su come le aree montane si inseriscono in flussi e interazioni digitali esistenti, ad esempio abilitati dalle grandi piattaforme.
Con riferimento agli stessi contesti geografici, meno marcata risulta essere l’attenzione a processi di innovazione sociale digitale, in cui gli strumenti digitali intercettano processi di innovazione di tipo sociale e socio-economico, e non solo di ammodernamento o efficientamento dei processi produttivi e amministrativi. Per questo motivo, alcuni studiosi invitano a pensare insieme, in modo sistematico, l’innovazione sociale digitale e la digitalizzazione nelle aree rurali (Sept, 2020:; Zerrer and Sept, 2020). Ad esempio, all’interno delle strategie incentrate sugli smart villages, che già insistono sulle dimensioni della digitalizzazione e dell’azione di comunità, ma talvolta in modo poco sinergico. Altri, nell’ambito del design, osservano come anche le tecnologie già pensate come civiche solitamente siano fortemente ispirate a contesti e stili di vita urbana (Johnson & Vlachokyriakos, 2024).
Tuttavia, le aree montane e interne stanno emergendo come luoghi dove sperimentare nuovi modelli economici e sociali, abilitati dal digitale. In questi territori è necessario che anche l’innovazione sociale digitale, e in essa le tecnologie civiche, tengano conto di bisogni e di dinamiche socio-demografiche ed economiche peculiari e complessi. Ad esempio la compresenza, da un lato, di processi di spopolamento e, dall’altro, l’insediamento di nuovi abitanti, con connesse nuove dinamiche e interazioni tra residenti e “newcomers”; l’emergere e di nuove forme di imprenditoria sociale e giovanile; l’esistenza di carenze e discontinuità nell’erogazione di servizi pubblici come la sanità o i trasporti, e nella stessa infrastrutturazione digitale e connettività; la presenza di flussi turistici fortemente stagionali, con alternanza di fenomeni di over-tourism e di scarsa attrattività o infrastrutturazione nelle aree meno note.
Blockchain civica per economie collaborative locali
Le economie tokenizzate (Voshmgir, 2019) sono quelle che economie che fanno circolare valori e incentivi sotto forma di token crittografici e tramite smart contract, avvalendosi delle proprietà della tecnologia blockchain quali la tokenizzazione, l’automazione, la disintermediazione e la notarizzazione. Le tecnologie blockchain e le economie tokenizzate attualmente risultano ancora poco diffuse nei processi di partecipazione civica ed economica delle comunità locali.
In alcuni nostri precedenti contributi (si veda ad esempio Domenicale et al., 2024), abbiamo proposto un particolare approccio alla tecnologia blockchain, definito blockchain civica. Questo approccio re-interpreta la tecnologia blockchain come strumento abilitante per pratiche partecipative che generano valore per i territori, in processi quali: la co-produzione di servizi di pubblico interesse, le economie sociali, solidali e collaborative, l’auto-organizzazione e la governance democratica di gruppi e associazioni. La blockchain offre potenzialità rilevanti (tokenizzazione, smart contract, trasferimento sicuro di valore) per facilitare scambi, potenziare interazioni esistenti, far emergere il valore di pratiche informali come la cura dei beni comuni, rappresentare regole condivise all’interno di una comunità.
La principale sfida, tuttavia, è rappresentata dalla complessità di questa tecnologia blockchain e dalla difficoltà di modellare economie tokenizzate adatte a scopi sociali, civici e collaborativi, e rispondenti ai bisogni di uno specifico territorio e comunità. Il progetto di ricerca CommonsHood dell’Università di Torino si propone di concretizzare l’approccio della blockchain civica attraverso un metodo di co-progettazione di economie tokenizzate di tipo collaborativo, e attraverso la wallet-app CommonsHood. La app permette a comunità, enti e associazioni di creare i propri token crittografici (buoni sconto, badge, monete di comunità, diritti di accesso a servizi condivisi) per rappresentare asset materiali e immateriali del territorio, e abilitare sistemi di circolazione del valore e di incentivazione di tipo collaborativo.
Dalla città alla montagna: l’evoluzione di CommonsHood
Ad oggi, la wallet app CommonsHood è stata co-progettata e sviluppata prevalentemente in contesti urbani, in ambiti quali il riconoscimento della partecipazione civica (progetto NLAB4CIT), le sharing economies comunitarie (come la biblioteca degli oggetti del progetto COSO), le pratiche di riciclo, riuso e upcycling (progetto CORPUS), la gestione di beni comuni urbani (progetti CO3 e CO-City). Come per altre tecnologie civiche, ciò che è efficace e valido in contesti urbani non necessariamente può essere trasferito senza adattamenti in contesti non urbani. Da qui, l’interesse ad approfondire potenzialità e le caratteristiche specifiche di economie tokenizzare collaborative, abilitabili attraverso la wallet-app CommonsHood, in contesti montani.
La ricerca: attori e territori coinvolti
Nello specifico, ci interessa comprendere come la blockchain possa essere una tecnologia abilitante per nuove forme di economia sociale e comunitaria in montagna.
Di seguito presentiamo una prima esplorazione di questo tema, svolta nel periodo 2024-2025 grazie alla collaborazione del Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino con il Dipartimento ESOMAS dello stesso ateneo, e con diversi attori e programmi di ricerca nell’ambito delle politiche di sviluppo delle aree interne e montane italiane, in particolare in Piemonte. Tra questi: UNCEM, G.A.L. Escartons e Valli Valdesi, Programma NODES, i partner pubblici e privati del progetto MONDI – Montagne Digitali, cooperativa N.E.M.O – Nuove Economie in Montagna, oltre a diverse associazioni, imprese sociali, piccoli esercenti e produttori torinesi e piemontesi che hanno partecipato ad attività di divulgazione, co-progettazione e focus group.
Insieme a questi attori, all’interno di diversi processi di progettazione, o di realizzazione di progetti pilota, abbiamo preso in esame alcuni contesti considerati rappresentativi di diversi immaginari contemporanei di sviluppo montano: sistemi di turismo di prossimità; spazi ibridi di comunità; cooperazione sociale e cooperative di comunità. All’interno di questi percorsi locali di sviluppo economico e/o sperimentazione socio-culturale, abbiamo osservato come alcuni esperti ed attori locali ipotizzano l’utilizzo di una blockchain civica. Confrontandoci con gli stessi attori protagonisti, abbiamo individuato: i possibili scenari di utilizzo per la wallet-app CommonsHood, le principali innovazioni attese dalle economie tokenizzate abilitate dalla app stessa, i corrispondenti modelli di governance.
Turismo di prossimità e incentivi tokenizzati
Il turismo di prossimità privilegia la riscoperta del territorio nelle vicinanze della residenza del/la turista, solitamente con attenzione a criteri di sostenibilità ambientale e valorizzazione della cultura ed economia locale (CDP-SIO-Th, 2023). In quanto tale offre diverse potenzialità, nell’ambito del turismo nazionale e locale in Italia, per le aree montane italiane meno conosciute a fronte di fenomeni di overtourism in altre aree (Legambiente, 2025). Tuttavia, sembra caratterizzato dalla mancanza di strategie di digitalizzazione adeguate. Le piattaforme generaliste spesso non rispondono alle esigenze degli operatori di piccole dimensioni. Le piattaforme specializzate nel turismo sostenibile (come Freedom, Orma Guides, Unici, On Trip), si basano spesso su schemi di incentivazione tradizionali o non riescono a raggiungere una massa critica significativa.
La sperimentazione BLOCCHI, finanziata dal progetto NODES, si è soffermata sulla co-progettazione, lo sviluppo e il test di alcune funzionalità dell’app CommonsHood mirate alla creazione, da parte degli operatori turistici, di incentivi tokenizzati e quindi di circuiti geolocalizzati per la fruizione delle attività culturali e dei prodotti di un determinato territorio.
Gli attori partecipanti alle attività partecipative di design e test della wallet app hanno individuato, tra gli scenari d’uso più rilevanti, il potenziamento o l’attivazione di sistemi commerciali locali, non limitati alle sole strutture turistico-ricettive (ad esempio mercati bio, produzioni di orti collettivi), ma anche la valorizzazione e ricompensa del contributo volontario a imprese sociali (con riferimento, ad esempio, a pratiche come il woofing presso imprese agricole, agriturismi o alpeggi).
In termini di innovazione attesa dall’adozione di schemi tokenizzati di questo tipo, emerge l’interesse per integrare le funzionalità legate alla fidelizzazione commerciale con quelle pensate per promuovere la partecipazione civica in senso lato. Uno dei maggiori elementi di interesse risiede proprio nella possibilità di integrare il wallet crittografico, e quindi la possibilità di trasferire e programmare token, con altre piattaforme digitali che rendono disponibili funzionalità più tradizionali (es. gestione delle prenotazioni, e-commerce, comunicazione).
Per quanto riguarda i sistemi di governance chiamati in causa, è interessante rilevare come la logica di coordinamento disintermediato tra gli attori (nella app, gli esercenti possono creare i propri token-sconto e federali in circuiti territoriali a partire dall’iniziativa individuale) riscuota opinioni diverse: è vista con favore in contesti dove si ritiene che ci sia una carenza di iniziative di promozione territoriale da parte degli attori deputati, ma c’è anche consapevolezza delle necessità di una facilitazione all’uso di questo tipo di strumenti digitali.
Spazi ibridi: dove economia e socialità si incontrano
Nel contesto delle iniziative di sviluppo economico e innovazione sociale dei territori montani, è di particolare attualità il tema degli spazi fisici che si configurano come centri multi-servizi e spazi di aggregazione, dove gli abitanti di diversi comuni montani possono avere accesso a servizi pubblici e commerciali, attività sociali e culturali, spazi di co-working. Queste realtà sono identificate con diverse denominazioni: ad esempio, luoghi della comunità (si veda in particolare il Rapporto UNCEM del 2022), spazi ibridi di comunità, spazi generativi (GAL E.V.V, 2024) community hub, per citarne solo alcune. In alcuni casi, l’accento sulla natura ibrida di tali luoghi indica non solo la compresenza di attività economiche e sociali, pubbliche e private, ma anche la possibilità di potenziare l’incontro di persona con interazioni abilitate da strumenti digitali.
Ci chiediamo, quindi, come le peculiari interazioni abilitate dalle economie tokenizzate della app CommonsHood, che sono di tipo transazionale e relazionale allo stesso tempo, possano inserirsi nello scenario rappresentato dagli spazi ibridi di comunità.
Dal confronto con gli attori locali emerge che scenari come gli spazi ibridi di comunità appaiono rilevanti per l’adozione di economie sociali tokenizzate e della app CommonsHood, proprio per il fatto di essere caratterizzati da compresenza di interazioni (e transazioni) di tipo commerciale, sociale, volontario. Questo tipo di scambi si prestano a essere veicolati da diversi tipi di token che possono rappresentare mezzi di scambio o incentivi tra loro interoperabili, se non vere e proprie monete di comunità. Proprio a partire dai community hub come luogo di aggregazione territoriale, i token di comunità possono essere progettati per potenziare sistemi commerciali locali o sharing economies (es. gruppi di acquisto solidale, orti collettivi, mercati solidali). Inoltre, si segnala l’interesse per l’uso dei token non fungibili (NFT) per rappresentare il valore culturale, sociale ed economico generato dal patrimonio naturale e culturale di un luogo
La principale innovazione attesa risiede, quindi, nella possibilità di pensare circuiti di transazioni tokenizzate rispondenti contemporaneamente a logiche ibride tra il sociale e l’economia di mercato. Sfida, questa, di primaria importanza per la sostenibilità dell’economia sociale.
Per quanto riguarda gli attori e la governance, osserviamo innanzitutto che i luoghi di comunità si rivolgono a diversi tipi di utenza, che comprendono i residenti e gli attori economici stabili, i nomadi digitali, i villeggianti e i turisti occasionali. Attori, questi, che sono portatori di diversi interessi e bisogni rispetto al territorio montano, e che possono beneficiare di diverse forme di incentivi tokenizzati. Inoltre, la possibilità data dalla app CommonsHood di attivare wallet individuali e wallet a livello di organizzazione, gestibili secondo principi propri delle DAO, ha stimolato riflessioni su come un sistema di token possa essere utile non solo per veicolare lo scambio di beni e servizi tra individui, ma anche tra organizzazioni: ad esempio, enti di terzo settore ed attori dell’economia sociale interessati a fare sinergia tra loro per potenziare la propria acquisizione di risorse e fornitura di servizi.
Cooperative di comunità e governance decentralizzata
Per completare la panoramica, accenniamo ad altri studi e sperimentazioni che ci permettono di accennare a ulteriori scenari applicativi nell’ambito della cooperazione sociale, del commoning e della commons-based peer production (si veda ad esempio Cristoforetti, 2024). Questi ambiti sono accomunati da logiche di governance collaborativa che trovano numerose corrispondenze nei sistemi abilitabili tramite blockchain, e in particolare tramite le Decentralized Autonomous Organisation (DAO). Le DAO utilizzano gli smart contract per abilitare processi di governance decentralizzati, rendendo programmabili processi decisionali collettivi per la gestione di risorse condivise. Sviluppatesi, come le criptovalute, in ambito finanziario, hanno suscitato interesse anche come tecnologia a supporto della gestione dei beni comuni (si veda, ad esempio, Van Vulpen et al., 2023).
Uno studio interessante in questo ambito è quella del progetto D-COOP, che ha studiato la fattibilità, all’interno del sistema della cooperazione sociale trentina, di una piattaforma ecosistemica territoriale per innovare le modalità di gestione ed erogazione dei servizi ai soci e di riconoscimento della loro partecipazione. Un registro blockchain e un sistema di wallet avrebbero lo scopo di attivare forme innovative di moneta sociale e di redistribuzione del valore generato all’interno del sistema cooperativo stesso, ad esempio tramite schemi di acquisto collettivo.
Nelle aree interne e montane, uno scenario in cui questo tipo di piattaforme possono essere utilmente sperimentato è quello delle cooperative di comunità, che si stanno diffondendo che si sta sviluppando prevalentemente nelle aree interne con l’obiettivo di promuovere attività economiche e sociali per contrastare lo spopolamento di queste zone e gestire autonomamente il patrimonio territoriale e culturale (Domenicale, 2024). Le cooperative di comunità sono attive in settori quali la promozione del turismo sostenibile, il welfare comunitario, la valorizzazione dei prodotti locali, la valorizzazione dei servizi ecosistemici, la gestione di comunità energetiche. Per queste ultime, in particolare la blockchain si presenta come soluzione tecnologica promettente per la possibilità di gestire in modo sicuro transazioni decentralizzate e dati complessi relativi alla produzione e consumo di energia.
Potenzialità della blockchain per le economie montane
Per comprendere come la blockchain possa essere una tecnologia abilitante per nuove forme di economia sociale e comunitaria in contesti montani, abbiamo osservato come alcuni esperti ed attori locali nell’ambito dello sviluppo socio-economico in aree montane ipotizzano l’utilizzo di una blockchain civica. La riflessione è stata stimolata dalle funzionalità e dai casi d’uso proposti dalla wallet-app CommonsHood, e arricchita dal confronto con altri scenari di sperimentazione di piattaforme digitali e wallet basati su tecnologia blockchain.
Gli attori coinvolti nel processo di ricerca partecipativa, citati in precedenza, risultano interessanti in particolare alle proprietà della tecnologia blockchain inerenti la tokenizzazione, ossia la possibilità di rappresentare diversi tipi di asset, valori e diritti di accesso o proprietà sotto forma di token crittografici. Infatti, la possibilità di creare token che rappresentino forme di moneta locale o sistemi di incentivi centrati sui bisogni specifici di un territorio, e che facciano emergere il valore economico, sociale, culturale generato dal territorio stesso, appare un possibile strumento di innovazione sociale ed economica, utile in contesti che stanno ripensando le proprie modalità abitative, produttive e di erogazione di servizi, come le aree interne e montane. In particolare, l’ibridazione tra logiche sociali e comunitarie da un lato, ed economiche e transazionali dall’altro, proprio dell’approccio della blockchain civica, risulta in sintonia con una delle principali sfide affrontate dagli attori dell’economia sociale, protagonisti dell’innovazione economica e del welfare nelle aree interne. Piattaforme basate su blockchain, come la wallet app CommonsHood, contribuiscono ad affrontare questa sfida proprio perché si propongono di non estrarre valore dalla comunità, ma piuttosto di contribuire a farlo emergere e ridistribuirlo, offrendo inoltre vantaggi come la programmabilità, la tracciabilità e la trasparenza.
E’ da notare come molte di queste considerazioni siano valide non solo nei contesti montani, ma più in generale nell’ambito dell’economia sociale e cooperativa. Tuttavia, le ricerche sperimentali in materia di economie sociali tokenizzate incrociano in modo promettente temi propri dei processi di cambiamento per quanto riguarda le nuove forme di abitazione, lavoro, socializzazione e digitalizzazione in aree montane. Tra questi, ad esempio, il ruolo e le abitudini dei nuovi abitanti o dei nomadi digitali, l’affermazione delle cooperative di comunità, la diffusione di community hub e coworking secondo logiche di prossimità spaziale e mobilità diverse da quelle urbane.
Data la novità delle economie tokenizzate, e le complessità dei processi socio-economici citati, non mancano le sfide e le questioni aperte. Il concetto di tokenizzazione e i meccanismi propri delle economie tokenizzate richiedono formazione e facilitazione, in quanto poco conosciuti. Le logiche della disintermediazione proprie del Web3 devono essere progettate con cura per supportare i sistemi di governance dell’innovazione sociale e della partecipazione, caratterizzati da livelli diversi di decentralizzazione, collaborazione peer-to-peer, e disponibilità degli attori a partecipare a un sistema decentralizzato. Infine, soprattutto in aree montane e periferiche, un sistema di transazioni tokenizzate in cui i wallet individuali siano centrali non può prescindere da un’adeguata infrastrutturazione per la connettività, o prevedere dispositivi alternativi nelle zone scoperte. Ferme restando queste criticità, in contesti come quelli oggetto di indagine una blockchain civica può diventare un’infrastruttura per valorizzare risorse locali, coordinare reti di attori, monitorare flussi di valore, sostenere sperimentazioni economiche alternative, rafforzare legami comunitari.
Bibliografia
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