La decisione del Northern District of Mississippi nel caso Tom Withers v. City of Aberdeen dello scorso 8 giugno merita attenzione non soltanto per il tema, ormai ricorrente, delle citazioni giurisprudenziali “allucinate” generate da strumenti di intelligenza artificiale, ma per il modo in cui il giudice ricostruisce la colpa professionale dei difensori. L’ordinanza non si limita infatti a stigmatizzare l’uso improprio dell’AI: essa afferma con nettezza che il vero problema non è la macchina che “inventa”, ma l’avvocato che firma senza verificare.
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Citazioni inventate dall’AI: la lezione del caso Tom Withers per gli avvocati
La decisione Tom Withers v. City of Aberdeen riporta al centro il tema delle allucinazioni AI negli atti giudiziari. Il problema non riguarda solo la tecnologia, ma il dovere professionale degli avvocati di verificare fonti, citazioni e contenuti prima del deposito
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